Jonathan Ive, vice presidente del settore Industrial Design di Apple, ha attenuto il riconoscimento come miglior designer durante il concorso “National Design Awards 2007″.
Jonathan è considerabile uno dei padri del rinascimento della società. A lui si devono i Mac con i colori confetto della fine degli anni ’90, poi gli iBook, gli iMac, i MacBook, gli iPod e anche l’iPhone.
Riuscì a conquistare anche il titolo di Designer of the Year nel 2003 e il titolo di Royal Designer for Industry dalla Royal Society of Arts.
Ieri vi avevo anticipato il possibile sviluppo dell’aggiornamento 10.4.10 per Os X Tiger. A distanza di poche ore Think Secret conferma l’indiscrezione riportando l’invio agli sviluppatori delle Build 8R205 per computer con processore PPC e la Build 8R2205 per computer con processori Intel.
Per ora non si conoscono le specifiche dei componenti che saranno colpite dall’update. Il sito anticipa, però, che saranno corretti alcuni bug per mds, le directory del network e il BSD Kernel. Per PCC, invece, dovrebbero essere risolti alcuni problemi con JavaScriptCore.
Un mistero aleggia tra i corridoi di Cupertino, gli stessi corridoi in cui sarebbe viaggiata una presunta email interna per comunicare lo slittamento del lancio dell’iPhone.
Il sito Engadget dopo pochi minuti aveva già preparato un articolo sullo scoop. Dopo la pubblicazione la blogosfera ha fatto rimbalzare il rumor per il mondo portando al crollo immediato del 5% delle azioni e bruciando 4 miliardi di dollari. Gli investitori sono corsi subito ai ripari vendendo azioni, si dice che c’è stato chi si è sbarazzato di 5 milioni di dollari in azioni in una volta sola.
Pronta la smentita di Apple che ha confermato il lancio per giugno del telefono con tanto di approvazione della FCC. 23 minuti dopo il mercato ha scambiato il 2,2 milioni di azioni riportando il titolo al record storico.
In queste poche ore movimentate c’è chi ha perso tantissimo nella vendita e chi ha guadagnato altrettanto. Ora la SEC potrebbe aprire un’indagine per scoprire se l’evento è stato studiato a tavolino per speculare in Borsa o è stato realmente frutto di un errore.
Doveva Engadget controllare la sua fonte? La società sapeva? Qualcuno ha architettato tutto? Il mistero rimane in sospeso, per ora.
E’ partita una Class Action contro Apple gestita dallo studio legale di Peter M. Polischuk.
L’azione legale è nata contro la pubblicità ingannevole che la società utilizzerebbe per promuovere i MacBook e i MacBook Pro, in particolare il dito è puntato contro le incredibili qualità attribuite agli schermi.
Secondo gli avvocati, infatti, Apple dichiara che i display sono a 16 milioni di colori, ma ogni canale ha una capacità di 6 bit invece di 8 bit. Questo si traduce con una riproduzione massima di 262.144 colori.
Così facendo la società viola l’Unfair Competition Law e il Consumer Legal Remedies Act.
Quello che mi chiedo è perchè non fare causa anche alle altre società che dichiarano i 16 milioni di colori? Perchè non fare causa alle società di produzione di cellulari che li dichiarano in schermi molto più piccoli e dalle risoluzioni molto inferiori?
Aspetteremo l’evolversi della causa.
[via AppleInsider]
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