Ci siamo, segnate questa data sui vostri calendari. Apple ha inviato gli inviti alla stampa per un evento chiamato "iPhone Software Roadmap". Nella grafica si vedono tre cartelli: Imprese, SDK e aggiornamento software. Stanno per arrivare i programmi nativi di terze parti ufficiali e, a quanto pare, ci saranno novità anche per l'utenza business.
L'evento è per il 6 marzo alle 10:00 al Town Hall presso il campus di Cupertino, in Italia saranno le 19:00. Sarà annunciato anche l'introduzione del telefono in Italia? Credo di si, perchè lasciarsi sfuggire tanta visibilità se si ha intenzione di lanciarlo nel nostro Paese? Naturalmente siete tutti invitati per la diretta dell'evento su questo blog.
Buona notizia per la crescita dell'iTunes Store negli USA. La sezione musicale di Apple ha superato recentemente il negozio fisico di Best-Buy diventando a tutti gli effetti il luogo, anche se virtuale, dove si compra più musica. Ora resta da superare solo la catena di supermercati Wal-Mart.
I dati provengono da una ricerca di mercato effettuata da NPD. L'ultimo avanzamento si ebbe a giugno quando l'iTunes Store superò Amazon.
[via Apple]
Dopo l'ottimizzazione di Facebook, arriva un'altra ottimizzazione di un servizio di social networking per iPhone e iPod Touch, si tratta di LinkedIn. Nato per permettere di collegare le persone, attraverso delle conoscenze in comune, per favorire la nascita di partnership, società e offerte di lavoro, LinkedIn ha saputo ritagliarsi spazio anche nel nostro Paese.
Se avete i due dispositivi di Apple, quindi, basterà collegarvi con Safari Mobile all'indirizzo http://m.linkedin.com per finire nella pagina ottimizzata.
[via talkshoe]
Sembrerebbe che Apple abbia intrapreso una politica ambientale molto seria considerando il lancio dell'ultima iniziativa. Attualmente attiva solo negli USA, permette di inviare gratuitamente i propri prodotti della Mela o i propri cellulari da mandare al recupero per i componenti riciclabili.
Gli statunitensi potranno compilare l'apposito modulo e recarsi presso un vicino centro raccolta UPS per consegnare il dispositivo da buttare. Chissà ora Greenpeace cosa si inventerà per criticare la Mela.
[via Macitynet]
Negli ultimi giorni sono sorti una serie di fattori che lasciano intravedere un calo nelle vendite dell'iPod. Sarebbe una delle rarissime volte che Apple vede flettere i risultati per il suo player. Ad avanzare questa ipotesi è Gene Munster, analista presso la banca di investimenti Piper Jaffray, che ha calcolato, prendendo in considerazione una ricerca del NPD di gennaio, che le vendite di questo trimestre saranno comprese tra 9,5 e 10,3 milioni di unità vendute. Numero inferiore ai 10,54 milioni dello stesso periodo dello scorso anno.
Di pari opinione sembra Keith Bachman, un analista di BMO Capital, che ha stilato una relazione in cui si evince che le vendite degli iPod caleranno e che l'iPhone non raggiungerà il traguardo delle 10 milioni di unità vendute per la fine dell'anno perchè costa troppo ed è presente in pochi paesi. L'analista però afferma che i computer Mac, soprattutto dopo l'update di ieri, subiranno un'impennata che metterà a sicuro i conti.
[via AppleInsider]
Dopo il lancio dei nuovi MacBook e MacBook Pro, i nuovi acquirenti hanno trovato un'amara sorpresa non tanto per il valore economico ma per il gesto di Apple. Il telecomando Apple Remote, infatti, che prima era offerto di base nell'acquisto, ora diventa opzionale. Se lo volete dovrete aggiungere 19 € selezionandolo durante l'ordine.
Non si capisce questo genere di mosse da parte della Mela. Si spera che l'abbassamento generale dei prezzi dei portatili riesca a colmare questa scelta aziendale. Se lo volete anche senza il MacBook potete farlo recandovi nell'Apple Store on line.
[grazie Miranda per la segnalazione]
Non capisco questo genere di politiche. Ci deve essere molta lungimiranza o molta pazzia per tenere in denaro liquido ben 18 miliardi di $, di cui 3 aggiunti nell’ultimo anno. Eppure Apple sembra non farne uso nonostante abbia zero debiti. Secondo Gene Munster, analista presso Piper Jaffray, questa scelta sarebbe da riscontrare in una motivazione puramente culturale. La crisi degli anni ’90 spinge la società ad accumulare come una formichina del denaro da utilizzare nei periodi di carestia.
C’è tanto di quel denaro da costruire decine di campus con ingegneri, programmatori, designer e altro per evitare qualsiasi ritardo nel lancio dei prodotti. C’è tanto di quel denaro da investire in ricerca e tecnologia da permettere un potenziamento dell’innovazione. Considerate che Apple spende solo il 3% dei profitti in ricerca e sviluppo contro il 14% di Microsoft, anche se evidentemente li spende meglio.
Adesso gli investitori sembrano impazienti. Due fondi pensionistici hanno chiesto di distribuire sotto forma di utili una parte di questo immenso tesoro. Apple sa cosa farne o li tiene realmente in cassaforte?
[via Ars]
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