Articoli scritti in 7th marzo 2008

Aggiornamento per il DVD e CD sharing del MacBook Air

kiro
7 mar 2008

Apple ha messo a disposizione gli aggiornamenti per il programma che permette al MacBook Air di utilizzare i lettori ottici degli altri computer attraverso il WiFi. Gli update sono disponibili sia per Mac che per Windows, e pesano rispettivamente 61,4 MB e 4,8 MB.

aggiornamento software

Ecco perche’ paghiamo gli aggiornamenti per iPod Touch

kiro
7 mar 2008

Dopo la conferenza stampa di ieri si sta assistendo a un po’ di malumore dopo la dichiarazione di Steve Jobs in riguardo l’aggiornamento 2.0 del firmware per iPod Touch. Il CEO della Mela ha annunciato che i possessori del player dovranno pagare l’aggiornamento se lo vogliono, ma perchè?

A quanto pare il motivo non risiede nell’opulenza della società. Apple non vuole vendere aggiornamenti a pagamento per lucrare, ma il tutto è per rispettare una legge americana. Sto parlando del Sarbanes-Oxley Act (SOX) emanata nel 2002 a seguito di alcuni scandali finanziari che colpirono società come Enron e WorldCom. Dopo quei crack finanziari, infatti, il legislatore americano ritenne che bisognava aumentare la trasparenza e il rigore nei movimenti contabili delle società. Ma cosa c’entra questo con gli aggiornamenti?

Quando una società lancia sul mercato un prodotto stabilisce le caratteristiche tecniche e, a monte di tutto questo, ha sostenuto costi fissi e variabili che ha contabilizzato. A tutto ciò si aggiungono un’altra serie di calcoli che porteranno, alla fine dell’esercizio, alla formazione della base imponibile su cui sarà calcolata l’imposta da versare all’Erario. Quindi alla fine dell’anno contabile si effettuano calcoli e si dichiarano.

La legge SOX prevede che una società non può vendere un prodotto con determinate caratteristiche e poi modificarle in seguito senza lanciare un nuovo modello che le identifichi, poichè ciò creerebbe una distorsione nell’attribuzione dei costi già contabilizzati in vista degli ulteriori profitti prodotti. In altre parole i nuovi aggiornamenti richiedono altri costi (ricerca, creazione dell’aggiornamento, lancio…) per aumentare le caratteristiche di un prodotto già esistente, tale operazione aumenta la propensione del cliente all’acquisto, ma siccome i costi per la creazione del prodotto erano già stati attribuiti in passato, quelli nuovi di aggiornamento diventano, per la legge, nascosti e quindi in un certo senso evasi.

Questo si traduce nell’obbligo di Apple di dover applicare un prezzo, anche se simbolico, all’aggiornamento per giustificare i costi che si sono sostenuti per produrlo. Allora perchè per l’iPhone non si applica questo sistema? In realtà è valido anche per l’iPhone, ma a differenza dell’iPod, non è ancora passato il periodo di esercizio per la contabilizzazione dei costi, quindi per adesso ne resta escluso.

Da tutto questo si comprende il motivo del prezzo dell’aggiornamento per utilizzare il protocollo WiFi 802.11n sui MacBook poichè al lancio non figurava nelle caratteristiche tecniche; si comprende il pagamento di 17,99 € (per me tutt’altro che simbolici) per avere le applicazioni nell’iPod Touch e della gratuità per i nuovi clienti poichè, a differenza del passato, ora la nuova caratteristica appare nel sito ed è dichiarata; si comprende perchè gli aggiornamenti di iTunes, anche se apportano nuove caratteristiche, non si pagano perchè iTunes è distribuito gratis; si comprende anche perchè iPod Video 5.5G è in realtà il 5G con un aggiornamento software significativo che ha obbligato a chiamarlo 5.5G.

portafogli Apple

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iFund, App Store e nuovi modelli di business

kiro
7 mar 2008

Con la presentazione dell'SDK per iPhone e iPod Touch nella conferenza stampa di ieri, Apple ha fornito molti più strumenti di quanti se ne aspettassero. Non solo ha messo a disposizione tutti gli applicativi necessari per creare facilmente del software, ma grazie a iPhone Simulator è possibile testarli per bene prima di lanciarli, è possibile sfruttare l'hardware e non ha escluso neanche che si possano creare accessori esterni certificati "Made for iPhone" e utilizzarli con programmi creati ad hoc. Anche le imprese hanno avuto la loro fetta della torta con Microsoft Exchange, certificati WPA2/802.1x, supporto a Cisco IPsec VPN, ActiveSync e molto altro.

Cosa comporta tutto questo? Che l'unico limite per la creazione di applicazioni sarà la fantasia degli sviluppatori. Per la prima volta, però, non è stato fatto l'occhiolino solo alle grandi case di produzione di software, ma sono stati coinvolti tutti. Anche voi che siete davanti il monitor mentre leggete questo articolo, potreste essere un nuovo piccolo imprenditore.

Il sistema per la vendita dei programmi è molto semplice poichè si eliminano tutti gli intermediari:

  1. Si crea un programma tramite l'SDK scaricabile gratuitamente
  2. Se volete distribuirlo gratuitamente lo potete fare senza spese
  3. Se credete che sia vendibile potete applicare un prezzo congruo deciso da voi e aderire al programma di sviluppo ufficiale che costa 99 $ per gli individuali e 299 $ per le imprese (a partire da giugno)
  4. Inserite il programma all'interno del vostro spazio presente in App Store, un nuovo negozio virtuale della Mela che presenta la suddivisione in categorie, la descrizione del programma, lo screenshot, il prezzo e altre informazioni. Il tutto è accessibile direttamente iPhone e iTouch. Non avrete ulteriori costi di gestione dello spazio di storage, non avrete costi di gestione amministrativi per le transazioni, non dovrete pagare commissioni per ricevere denaro come accade per Paypal.
  5. Apple trattiene il 30% del totale per mantenere il negozio e il 70% lo spedisce a voi una volta al mese

Qui entra in gioco iFund, un fondo creato dalla venture capital Kleiner Perkins Caufield & Byers (KPCB). Forse non tutti conoscono le funzioni di queste società. Mettono a disposizione denaro per far crescere le idee di quelle persone che non hanno capitali da investire. La società KPCB, nello specifico, ha supportato AOL, Amazon.com, Yahoo, Electronic Arts, Google e Symantec. Cosa ne ricavano? Essendo società di investimento e non banche, non richiedono la restituzione dell'investimento con gli interessi ma acquistano una buona parte della quota di mercato lasciando spazio al controllo per il fondatore. La loro mission è investire su idee promettenti per poi guadagnare sulla crescita della società e il loro sbarco in Borsa.

Quando vi accorgerete che le vostre applicazioni sono molto apprezzate dagli utenti e vorrete ingrandire il vostro giro di affari, magari coinvolgendo altre persone e assumendo collaboratori, allora vi renderete conto che avrete bisogno di fondare una società. iFund entra in gioco adesso. Preparate tutto il progetto e chiedete di entrare nel programma di investimenti. Vi sarà affidato un fondo che va dai 100.000 ai 15 milioni di $ per fondare la società, affittare uffici, arredarli, assumere personale, per far fronte ai costi di esercizio dei primi tempi e così via. KPCB diventerà vostro socio e se la vostra società crescerà ne avrete guadagnato entrambi. Finalmente i giovani e promettenti sviluppatori avranno gli strumenti per affermarsi, crescere e seguire le proprie vocazioni.

Roadmap SDK e iPhone