Attivare l’iPhone da casa? Ora si può ma solo negli USA dove At&T ha deciso di offrire questa possibilità in vista della campagna natalizia, periodo che vedrà i clienti affollare i negozi.
L’opzione, chiamata “Begin at Home”, non offre molte possibilità per coloro sono finiti sul sito di Ryanair prima di terminare la lettura di questo articolo. Un viaggio negli USA non permetterà di acquistare il telefono al prezzo di 299 $ (circa 200 €) e portarlo a casa, poichè la procedura dell’operatore partirà dal cliente e si concluderà in negozio.
In pratica i clienti At&T potranno compilare i dati dall’iTunes Store, indicando i propri estremi, il piano tariffario scelto e la carta di credito da associare. Successivamente potranno stampare la ricevuta con l’apposito codice e recarsi in negozio dove un terminale, chiamato EasyPay, attiverà in pochi istanti il telefono eliminando ulteriori pratiche burocratiche.
[via AppleInsider]
Un tempo per trovare l’oro bisognava armarsi di setaccio, scalpello, muli e tanta pazienza, ora basta sapere programmare. Lo sanno bene gli sviluppatori di applicazioni per iPhone e iPod Touch che in breve tempo vedono i loro guadagni arrivare a compensi a cinque zeri.
La volta scorsa avevamo visto i cruciverba di 2 Across che sfruttavano circa 2.000 $ al giorno alla sviluppatrice, ma ora abbiamo altri dati alla mano. Dati provenienti dagli sviluppatori stessi che ora misurano la loro bravura in base al fatturato maturato.
E se da un lato abbiamo un gioco a incastri come Trism che riesce ad incassare 250.000 $ in 60 giorni a fronte di un costo per copia di 2,39 €, dall’altro abbiamo il blasonato team di Tap Tap Tap con Casasanta, il patron di MacHeist, che non solo incassa mezzo milione con i suoi pacchetti di applicazioni per Mac, ma riesce anche a sventolare gli oltre 72.000 $ maturati con Where To e 3.100 $ con Tipulator. Siamo ancora lontani dai 3 milioni di dollari superati da Vivendi Games con il suo Crash Bandicoot, ma la realtà è solo una: le applicazioni per iPhone rendono e anche bene.
A quanto pare zio Steve ci ha visto bene anche questa volta: giusto un negozio unico per le applicazioni, giusta l’SDK, giusta la remunerazione del 70% agli sviluppatori a fronte di banda e visibilità e giusto il dispositivo capace di trasformarsi, all’occorrenza, in un assistente tuttofare.
Quante volte vi capita di attendere un pacco da UPS, Poste Italiane o da Apple? Se come me controllate più volte al giorno a che punto è la vostra spedizione, ora potrete portare questa mania anche fuori casa installando l’applicazione Delivery Status Touch.
Compatibile con l’iPhone e l’iPod Touch, fornisce il tracciamento con molti servizi italiani ed esteri. Grazie all’utilizzo di Google Maps, inoltre, potrete visualizzare la posizione del vostro pacco. Il programma può comunicare anche con Delivery Status, il widget per Dashboard scaricabile gratuitamente dal sito di Apple.
Delivery Status Touch pesa 200 KB e ha un costo di 1,59 €. Lo trovate, come sempre, nell’App Store.
Dopo mesi e mesi di sviluppo finalmente il gigante ha partorito un topolino, stiamo parlando di Google e il suo primo GPhone nato in collaborazione con HTC. Il terminale si chiama ufficialmente G1 e con il suo Android si pone a metà tra Windows Mobile e Os X Mobile. Se da un lato acquista multitasking, tastiera fisica e fotocamera da 3 Megapixel, dall’altro vede il suo software mancare del supporto agli MMS, niente sistema copia/incolla e niente registrazione video.
Al centro di tutto, come una prima donna di uno spettacolo, c’è solo Google e i suoi servizi. La chiave di accensione è l’account del colosso di Mountain View, senza di essa non potrete usare il telefono. Contatti, calendario e posta passano solo dai servizi di Big G e dimenticatevi la sincronizzazione con iCal o Outlook, tantomeno con Microsoft Exchange. Se riuscite a sorvolare su questo, potrete assaggiare i servigi di Google Maps, Google Reader, Google Translator e addirittura della novella posta push di GMail che è un’esclusiva di Android.
Dal punto di vista hardware non vediamo scintille. Oltre a un design degno di uno Zune, o forse peggio, abbiamo uno schermo touch screen da 3″, una memoria limitatissima espandibile con microSD fino a 8 GB, HSDPA, GPS e un’autonomia di appena 5 ore in conversazione e 130 ore in standby. Google però si improfuma di applicazioni e cerca di corteggiare con Market, il suo personale App Store con centinaia di applicazioni.
Vi basta? Fortunatamente, o per sfortuna, noi italiani non possiamo comprarlo. E’ disponibile negli USA con T-Mobile firmando un contratto di due anni e anticipando 179 $. Qualcuno l’ha definito l’iPhone-killer, ma in realtà a chi fa paura?
[via T-Mobile]
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