A quanto ammonteranno gli sconti del Black Friday di Apple? Secondo gli analisti saranno di almeno il 15%, ma c’è di più perchè dall’Apple Store australiano, per un errore probabilmente del webmaster, sfuggono gli sconti applicati. Si viene a scoprire così:
I prezzi sono in dollari australiani e al momento non si sa se sarà mantenuta la proporzione anche per lo store italiano. La risposta verrà solo domani.
[via Engadget]
State cercando un dock per iPhone ma ritenete che quello venduto da Apple, che ricarica e sincronizza il dispositivo, sia troppo costoso? Allora costruitene uno di cartoncino attraverso dei semplici procedimenti di fai da te. Prima di tutto dovrete scaricarvi il foglio da lavorare, in formato A4, e poi eliminare le parti eccedenti nella carta ed effettuare una serie di piegature.
Se trovate difficoltà è disponibile una video guida su YouTube che vi mostra le varie fasi. Per la costruzione vi consiglio l’utilizzo di un cartoncino abbastanza resistente altrimenti sarà piegato dal peso del telefono. Buona sessione di Art Attak.
[via geeky-gadgets]
L’iPhone non ha la batteria estraibile dall’utente e così continua la mia ricerca di dispositivi esterni capaci di risolvere questo problema. Dopo aver provato l’iPhone Power Station che fornisce il 60% della carica, ho testato il Mobile Charger prodotto sempre dalla cinese Brando.
Il dispositivo contiene una batteria da 2200 mAh, contro i 1000 mAh del Power Station, e si collega all’iPhone, o all’iPod Touch, mediante un cavo riavvolgibile. Grande 102 x 24 x 23 mm e pesante 68 grammi, possiede 5 LED, di cui 4 rossi, per indicare il livello della batteria. La confezione consiste in un kit che contiene:
Al tatto il dispositivo sembra abbastanza leggero anche perchè le plastiche non sono molto spesse. Il funzionamento è molto semplice: si collega il cavo USB al dispositivo e all’altro margine si collega l’adattatore per iPhone. Si preme l’apposito pulsante e la carica inizia. In base alla mia prova con una batteria da 2200 mAh si può effettuare una carica completa del telefono, ma volendo si può acquistare anche la versione da 2800 mAh che dovrebbe fornire una carica e mezza. Il tempo di ricarica è di poco meno 2 ore. Per ricaricare il dispositivo, invece, usando la porta USB del computer sono necessarie 2,5 ore. Se volete potete utilizzare il caricabatteria da parete dell’iPhone sostituendo il filo bianco con quello del Mobile Charger.
Nel kit sono presenti anche altri adattatori per coprire la maggior parte dei cellulari sul mercato, tra cui Nokia, SonyEricsson e Samsung. Volendo si può utilizzare anche il componente torcia per trasformarla in una fonte di luce. La potenza sprigionata è di ben 50 lumen per un’autonomia, a carica completa, di 5 ore. Il kit costa 25 $, circa 20 €, mentre la batteria aggiuntiva da 2800 mAh costa 7 $, circa 6 €. Fino alla fine dell’anno il trasporto è gratuito e saranno necessarie 3 settimane per riceverlo. Lo trovate nel sito di Brando.
Sono passati 2 anni ormai dal mio primo articolo su Nimbuzz per un noto sito di telefonia mobile. All’epoca il servizio era sconosciuto e l’ufficio stampa mi contattò per recensirlo. A distanza di mesi ecco la versione per iPhone.
Si tratta di un programma che integra vari servizi di instant messaging, tra cui: MSN, GTalk, Skype, Facebook, Yahoo e altro. La vera forza del programma, oltre a permettere di chattare, è quello di fornire l’accesso ai servizi vocali. In questo modo potrete chiamare gli amici connessi alla rete direttamente dall’iPhone e senza spendere 1 centesimo in telefonate sfruttando il WiFi.
Anche se è alla versione 1.0.1, Nimbuzz offre molte funzioni e si collega velocemente ai vostri IM preferiti permettendovi di chattare anche in orizzontale con la tastiera estesa. Il programma pesa 2,5 MB e si può scaricare gratuitamente dall’App Store.
Dal giugno del 2007, quando fu lanciato sul mercato, l’iPhone è diventato un ottimo strumento per milioni di persone. Email, SMS, rubrica, foto, gestione dei propri siti, accesso a Facebook e molto altro sono entrati in pochi istanti tutti in un unico dispositivo.
“L’iPhone è un telefono, un iPod e un dispositivo per Internet“, disse Steve Jobs nel gennaio del 2007. Funzioni molto comode perchè permettono di effettuare molte operazioni con un oggetto che entra nel palmo della nostra mano. Ma se un giorno questo potere finisse nelle mani di qualcun altro? Di una persona ostile?
Forse nessuno ci pensa mai, ma la nostra vita è tutta racchiusa in un unico dispositivo: le foto della nostra vita e dei nostri cari, tutti i contatti telefonici e dei nostri amici, l’accesso diretto alle nostre caselle di posta elettronica, l’accesso al nostro account di Facebook o di Twitter e moltissimo altro. Tutte informazioni molto riservate che potrebbero essere utilizzate in vario modo da furfanti.
Pensiamo, solo per un attimo, di smarrire l’iPhone o di essere rapinati. Cosa abbiamo perso di più? Un dispositivo da 500 € o una valanga di informazioni che dovrebbero essere governate solo da noi? Farebbe più male il danno economico o quello esistenziale?
Dal suo canto il dispositivo della Mela non offre nessun tipo di sicurezza speciale. Non esiste un sistema per bloccarlo in remoto o per blindare tutte le informazioni in un istante. Forse Apple dovrebbe pensare anche a questo.
L’iPhone velocissimo nella navigazione? Secondo l’ASA (Advertising Standards Authority) non è vero. L’ente governativo inglese che si occupa di vigilare sulla correttezza della pubblicità ha ritenuto che lo spot dell’iPhone sia ingannevole. Il video condannato è quello dove la navigazione del telefono è definita “very fast”, cioè velocissima, affermazione priva di fondamento e che potrebbe spingere i consumatori ad acquistare il dispositivo trovandosi, successivamente, di fronte all’amara verità.
Secondo la difesa della Mela, però, il velocissimo era riferito confrontando la versione 3G con quella EDGE e, inoltre, nello spot la navigazione è stata accelerata per rientrare nei 30 secondi dello spazio pubblicitario. Chi avrà ragione tra i due? Intanto Apple ha dovuto ritirare il video dal circuito televisivo.
[via 9to5mac]
Se ritenete che il Pwnage Tool dell’iPhone Dev Team sia troppo pesante e pericoloso per i vostri gusti, sappiate che da oggi esiste un altro programma per lo sblocco dell’iPhone e dell’iPod Touch, ma più leggero.
Si chiama Pusher ed è sviluppato dal Rip Dev, gli stessi hacker che hanno creato l’Installer.app. Il software permette di inserire solo il loro portale nel telefono, quindi Cydia e Open SSH non saranno disponibili. La modifica andrà a colpire solo il comparto multimediale di Os X Mobile lasciando inviolato quello del sistema.
Il team di sviluppatori assicura che in questo modo, anche se non ci sono prove al riguardo, Apple non saprà mai dello sblocco del dispositivo. La versione attuale di Pusher supporta anche l’ultima versione 2.2 del firmware. Lo trovate nel sito del Rip Dev.
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