La storia che vi racconto oggi è quella di Ethan Nicholas, uno sviluppatore americano che ha lanciato iShoot nell’App Store. iShoot è il classico gioco a turni dei carrarmati. Ad ogni turno, infatti, avrete la possibilità di modificare potenza di lancio e traiettoria tentando di colpire il nemico posto su un punto dello scenario. Al termine di ogni partita riceverete del denaro per comprare le armi speciali, potrete scegliere tra le 25 disponibili.
iShoot fu lanciato il 19 ottobre dello scorso anno con scarso risultato. Le vendite procedevano ma non tanto velocemente da portare il gioco nella Top 100 dell’App Store. Così Nicholas ebbe l’idea di offrire gratuitamente una versione lite del gioco, contro i 2,39 € chiesti per la versione completa. La versione lite offre la completa giocabilità ma limitata a 6 armi speciali.
Mentre qualcuno potrebbe pensare che le versioni lite dei programmi minino le vendite, Nicholas ha dimostrato l’esatto opposto. Lanciando la lite il 3 gennaio, la versione completa fu scaricata lo stesso giorno 16.972 volte per un ricavato, al lordo delle commissioni di Apple, di oltre 40.500 €. In meno di 10 giorni, vale a dire l’11 gennaio, iShoot conquistò anche un posto nella Top 100, con grande felicità di Nicholas che già pensa alla prossima applicazione.
[via iphonesavior]
Snobbando volontariamente le applicazioni delle puzze e vomiti dell’App Store, non posso sottrarmi dal segnalare un programma inutile ma almeno divertente e non grottesca, si tratta di Wobble. Con questo programma, compatibile con iPhone e iPod Touch, potrete far oscillare i seni di chiunque volete, in stile iBoobs, applicazione ancora non presente nell’App Store.
Per farlo funzionare basta prendere la foto di un amico/a e applicare i due mirini sui seni posizionandoli con il touch-screen e rimpicciolendoli quanto basta per coprire l’apposita area. Una volta confermato basta oscillare il dispositivo per vedere i seni muoversi. Un risultato privo di utilità, ma per molti rilassante. Pesa 600 KB e costa 0,79 €.
Sono certo che molti tra voi conosceranno il servizio Ustream che permette di mandare in streaming dal proprio computer, sfruttando microfono e webcam, qualsiasi tipo di trasmissione in diretta. Ideale per condividere lo streaming live di eventi, è utilizzato da molti poichè richiede poca banda e pochi strumenti.
Attualmente i video di Ustream non sono visibili sull’iPhone perchè utilizzano il flash, elemento che il browser della Mela non ha. La società, però, ha promesso che ben presto il servizio sarà ottimizzato. Non ci resta che attendere.
[via mystyle]
Come si chiamerà il prossimo iPhone? Come saprete la versione attuale è chiamata 3G, in onore del supporto alle reti di terza generazione, ma qualcuno potrebbe confonderlo con terza generazione del telefono. Un’interpretazione errata considerando che al momento solo due modelli di iPhone sono venuti al mondo.
Quindi come chiamarlo? iPhone 3° edizione? iPhone 3G Pro? Mistero. Qualcuno confida, però, nel nome iPhone 4G, in onore delle reti di quarta generazione. In realtà esiste già un chip che supporta il 4G ed è costruito da Infineon. Sarà presentato nel corso del prossimo Mobile World Congress e permette una velocità di download di ben 150 Mbps e in upload per 50 Mbps, vale a dire che il vostro cellulare sarà molto più veloce di qualsiasi ADSL di casa.
Non resta che attendere la diffusione del protocollo LTE, o Long Term Evolution, da parte degli operatori e sperare di vedere questo famoso iPhone 4G.
[grazie Alessandro per la segnalazione]
Trovo un po’ fastidioso l’accanimento contro Steve Jobs. Non mi riferisco solo al gioco delle toto-nomination alla successione come se fosse su un letto agonizzante, ma anche la caparbietà di alcune persone di voler sapere a tutti i costi cosa succede nella vita privata di un uomo. Dico questo perchè vi comunico che, sempre se non ci saranno risvolti particolarmente importanti, lasceremo in pace zio Steve per un po’.
Prima di questo silenzio stampa, però, vi comunico le ultime voci raccolte dal noto sito finanziaro Bloomberg. Secondo la testata, che avrebbe ascoltato i medici curanti del CEO, Steve Jobs ha danni al fegato causati dall’intervento al pancreas subito nel 2004 e la sua disfunzione nutritiva giungerebbe da quello. Un trapianto potrebbe risolvere il problema allungando al vita di zio Steve per almeno 20 anni se non di più.
Sperando guarisca presto e risolva tutti i suoi problemi, chiudo citando le sue parole dette ai giornalisti di Bloomberg che hanno anche avuto il coraggio di infastidirlo al telefono: “Perché non mi lasciate in pace? Perché tutto questo è così importante per voi?“.
[via Sole24Ore]
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