Un giornalista tenta di entrare in una fabbrica per iPhone e viene malmenato

kiro
19 feb 2010

Qualcuno è rimasto sorpreso dalle forti misure prese dalle fabbriche cinesi per proteggere i segreti della produzione di Apple. Un giornalista di Reuters, da bravo cronista, ha voluto verificare in prima persona la veridicità delle informazioni.

Quindi armato di macchina fotografica si è recato al complesso Longhua nella città cinese Guanlan dove Foxconn, uno dei partner più grandi di Apple, ha delle fabbriche per l’assemblaggio dell’iPhone.

Il fotografo, sceso dal taxi, ha iniziato a scattare delle foto dell’ingresso della fabbrica attivando le attenzioni di una guardia. La guardia ha fermato il taxi e ha strattonato l’uomo per portarlo all’interno dell’edificio. Subito una seconda guardia è sopraggiunta per aiutare il suo collega. Mentre attendevano l’arrivo di una macchina di servizio, il giornalista è riuscito a telefonare la polizia.

La polizia, giunta sul posto, ha mediato con le guardie per liberarlo e avvertendo il giornalista di non riprovarci perchè: “Foxconn ha uno statuto speciale qui. Per favore capisci“. Chissà cosa sarebbe capitato all’uomo.

[via melamenteassorto]

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4 Commenti

  1. Replay 185

    “Strattonare” è una cosa completamente diversa da “malmenare”. Così si rischia di fare disinformazione.

  2. No, non esagera a dire malmenare e credimi so di cosa parlo!

    Devo ricordare il presunto suicidio che ha coinvolto foxconn di un suo dipendente “caduto” da un edificio, dopo si è scoperto era una delle persone Colpevoli di una fuga incontrollata di notizie.

    Era il tempo dell’uscita di iPhone 3GS

  3. briviao

    Beh, nell’articolo della Reuters si dice:
    “….The older guard kicked him in the leg, while the second threatened to hit him again if he moved….”
    Un calcio alla gamba e la minaccia di colpirlo ancora se si fosse mosso possono essere definiti “malmenare” una persona.

  4. Ricky

    Siamo in CIna…e il discorso dello “statuto speciale” la dice lunga su come vengono gestiti gli interessi da quelle parti.
    Li la vita della gente vale meno di niente…anche se non e’ cinese.
    Quel cronista ha rischiato grosso,se non lo hanno “aiutato a suicidarsi” e’ solo perche’ appartiene alla Reuters e certe vittime di “guerra” costan ocare anche in Cina.
    Che schifo di Mondo…a causa nostra.

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