Ecco come funziona il diritto di recesso e la garanzia di Apple in Italia

kiro
23 feb 2010

Non sono pochi i dubbi riguardanti il diritto di recesso e la valenza della garanzia di Apple. Come si applicano? Quando valgono?

Iniziamo con il distinguere due tipi di trattamenti: la legge italiana, infatti, divide tra consumatori finali e intermedi. Sostanzialmente se vi fate fatturare gli acquisti allora non siete consumatori finali, quindi la garanzia vi varrà 1 anno, altrimenti 2 anni.

Nel primo anno vale la garanzia del produttore. E’ molto semplice: telefonate ad Apple o vi recate presso un centro autorizzato ed esponete il problema e il difetto riscontrato. Se si tratta di un difetto di fabbricazione e non un danno causato da voi, la società provvederà alla riparazione gratuitamente. Per i prodotti con batteria, per esempio iPhone o MacBook, essendo portatili vale al garanzia internazionale, quindi potrete chiedere assistenza anche in altri paesi.

Il secondo anno, invece, vale la garanzia del venditore. Questo significa che dovrete recarvi presso il rivenditore e chiedere, oppure telefonare l’Apple Store se avete comprato on line. Il secondo anno è difficile da far valere perchè difficilmente un difetto di fabbricazione appare il secondo anno. La speranza è di trovare un assistente tecnico benevolo e che vi venga in contro.

Per evitare problemi potrete stipulare un Apple Care che vi estende la garanzia del primo anno anche ad altri 2 anni successivi per i Mac oppure a 1 anno successivo se si tratta di iPhone o iPod Touch. Alcuni rivenditori offrono delle garanzie a pagamento, quindi potreste stipulare quelle se l’Apple Care vi risulta troppo costoso. Su eBay vendono Apple Care in dollari e a basso costo, ma qualcuno afferma che qualcuno venda condici fasulli, quindi state attenti.

Per il diritto di recesso, invece, avrete 14 giorni di tempo per ripensarci e restituire il prodotto acquistato, eccetto gli iPod con incisione laser, quelli non hanno diritto di recesso. Telefonate ad Apple e affermate di voler recedere e la società vi manderà un corriere a ritirare il prodotto che dovrete consegnare esattamente nelle condizioni e con i contenuti che avete trovato all’acquisto. Entro 15 giorni vi restituiranno il denaro.

Se volete un po’ di normativa con cui far valere i vostri diritti leggete la Direttiva CEE 1999/44/CE, il Decreto Legislativo 2 febbraio 2002, n. 24 che ha recepito la direttiva precedente e il Decreto Legislativo 206 del 2005 che accorpa tutte le norme a difesa del consumatore.

Alcune volte Apple richiama dei computer anche al di là dei 2 anni di garanzia quando riscontra problemi confermati. Questo genere di riparazioni sono comunicate nel sito ufficiale.

[via faqintosh]

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31 Commenti

  1. R_

    e per gli acquisti effettuati presso un Apple Premium Reseller (come ad esempio Futura Grafica per chi fosse di Roma)?

    Vale questo diritto di recesso?

    • I giorni di recesso dovrebbero essere minori, però chiedi per sicurezza ;)

  2. utonto

    Ragazzi, per quanto ne so io le cose stanno così.

    Spesso la legge disciplina in un determinato modo alcune materie, lasciando poi alla discrezionalità dei singoli la possibilità di discostarsene; questo significa che la legge prevede alcune garanzie (“garanzie” intese come “tutele”) minime, ma non vieta ai singoli la possibilità di aggiungere garanzie (“tutele”) ulteriori.

    Cosa significa?

    Significa che, ad esempio, se la legge prevede che il venditore di un qualunque oggetto sia tenuto a ripararlo in caso di difetti di fabbricazione che si presentino entro due anni dalla vendita, nessuno vieta al venditore in oggetto di ampliare questo diritto portando, ad esempio, a tre anni (o a cinque o a cento) il periodo di garanzia. Ciò che non dovrebbe essere consentito è di ridurre il periodo di ganazia minimo previsto (portandolo, ad esempio, ad un solo anno), salvo casi particolari.

    Allo stesso modo, per quanto ne so, la normativa vigente prevede che il diritto di recesso sia obbligatorio in caso di compravendita a distanza, vale a dire online, ma anche via telefono, via posta da catalogo e simili. Anche in questo caso, la legge non vieta al singolo venditore di applicare un simile diritto di recesso anche in caso di acquisto diretto presso un negozio, ma in questo caso si tratta di un qualcosa in più che il venditore offre discrezionalmente ai suoi clienti, ed è quindi libero di stabilirne i termini come meglio crede (concedendo, ad esempio, un periodo diverso da quello previsto per legge per le vendite a distanza, oppure ancora, ad esempio, non prevedendo la restituzione dell’importo pagato, ma emettendo un buono spendibile nei modi e nei termini previsti dallo stesso venditore).

    Ecco, per quello che può valere, ho detto la mia… :)

    Renato

    PS: non mi sembra giusto attaccare l’autore dell’articolo per eventuali (ripeto “eventuali”, non essendo neppure io certo di nulla…) imprecisioni… Non dimentichiamoci che stiamo usufruendo gratuitamente di una risorsa che spesso si rivela preziosa e che sicuramente costa sforzi e fatica a chi si prodiga di offrircela.

    PPS: non mi trovo assolutamente d’accordo (per diverse ragioni) con chi dice che la garanzia dovrebbe essere per legge proporzionale alla somma di denaro spesa. Ritengo invece molto interessante il fatto che alcune compagnie offrano autonomamente un periodo di garanzia gratuita prolungato, e mi sembra giusto che ci sia chi preferisca offrire servizi di garanzia ulteriori a pagamento.

  3. Marco Jacovone

    Ho comprato un iPad il giorno del lancio, ho avuto problemi con lo schermo e sono andato in assistenza. Mi hanno proposto la sostituzione in garanzia, ma siccome erano passati meno di 14 giorni dall’acquisto mi hanno detto che, se avessi voluto, mi avrebbero restituito i soldi mediante bonifico bancario (l’alternativa mi veniva data poiché l’iPad in sostituzione non era disponibile al momento e avrei potuto acquistarlo con i soldi restituiti in qualche altro punto vendita).

    Confermo in prima persona che nel mio caso il diritto di recesso è garantito.

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