Apple e Google hanno divorziato? Google dice di no. La dichiarazione è stata fatta da Vic Gundotra, ingegnere del settore mobile di Google, durante il Mobile World Congress di Barcellona.
“Apple è un partner molto stretto e prezioso e siamo molto contenti della partnership che abbiamo ad oggi con loro. Non abbiamo nessuna ragione per pensare che questo legame cambierà“.
Buono a sapersi. L’integrazione con i servizi di Google nell’iPhone, come Maps o YouTube, è stato sempre un fattore positivo per i clienti di Apple.
[via financialpost]
Ci sono alcuni sviluppatori che programmano applicazioni per l’App Store e poi, ufficiosamente, anche per i vari negozi di applicazioni accessibili con il metodo del jailbreak.
A quanto pare Apple sta usando la sua mannaia per questi “infedeli” bannandoli dall’App Store e cancellando le applicazioni collegate ai loro account. E’ ciò che sarebbe successo allo sviluppatore Sherif Hashim che si è visto recapitare un avviso di cancellazione del proprio ID a causa di “motivi di sicurezza”.
Se giocate in entrambe le squadre state molto attenti: se Apple lo scopre potrete ritrovarvi a vendere solo nel mercato nero.
[via 9to5mac]
Si chiama sopravvivenza e serve a non morire. Lo sta mettendo in pratica Adobe che da un lato collabora con Apple per convincerla ad usare il plug-in di Flash anche nei suoi dispositivi mobili e dall’altro lato affossa lo sviluppo del formato HTML5.
Mentre YouTube e Vimeo continuano le sperimentazioni per passare al player più leggero basato sul nuovo protocollo open source, Ian Hixie, membro del consorzio HTML5, afferma che Adobe sta minando lo sviluppo del nuovo formato.
La società avrebbe mandato molte obiezioni all’ente W3C (World Wide Web Consortium) per frenare il rilascio delle specifiche di HTML5, anche se dichiara di essere estranea ai fatti. Una strategia per nulla positiva per gli utenti, ma di certo non nuova nel panorama del mondo degli affari.
[via AppleInsider]
Apple avrebbe dato libera scelta agli editori se applicare o meno i DRM, cioè i lucchetti digitali, ai libri da vendere attraverso l’iBookstore. E’ una notizia non confermata dichiarata da una fonte all’interno del mondo dell’editoria.
I DRM, se ricordate, furono eliminati dall’iTunes Store in quanto non combattono per nulla la pirateria, anzi, risultano essere solo un freno per le vendite. Speriamo che Steve Jobs non contempli questa scelta altrimenti significherebbe che i libri in formato ePub scaricati dallo store di Apple possono essere letti solo nell’iPad.
I DRM non sono la soluzione alla pirateria.
[via latimes]
In una recente indagine di mercato svolta da Validas, una società di ricerca, si evince che in media i possessori di iPhone effettuano una navigazione dati di 273 MB dal dispositivo. Il dato prende in considerazione un campione di 1.000 smartphone, quindi in sostanza molto pochi, e non specifica se tale valore sia riferito al 3G o al WiFi, anche se per logica si intende 3G.
Chi ha un BlackBerry, invece, navigherebbe solo per 54 MB al mese, gran parte per consultare le proprie caselle email. Se escludiamo la navigazione WiFi probabilmente anche io sono in questi parametri, anche se alcuni mesi sforo anche di molto. E voi come siete messi?
[via iSpazio]
A quanto pare le lamentele di Steve Jobs nei confronti di Adobe stanno portando altri frutti. Dopo la dichiarazione di Kevin Lynch, CTO della società, di voler migliorare il plug-in di Flash, ora arrivano i fatti. Apple e Adobe, infatti, starebbero collaborando per migliorare questa tecnologia.
Lo rivela un ingegnere di Adobe. La prossima versione del plug-in userà la tecnologia Quartz 2D con Core Graphics e parte dei compiti saranno affidati a Core Animation che è scritto in Cocoa, un linguaggio di programmazione proposto da Steve Jobs sin dall’inizio.
I risultati di questa ottimizzazione porta, almeno al momento, a un consumo di CPU inferiore al 30% rispetto la versione attuale. Attenderemo impazienti di scaricare la nuova versione.
[via kaourantin]
L’inglese è un po’ come il latino per l’Antico Impero Romano: conoscerlo significa farsi capire un po’ ovunque. Per questo motivo è sempre un bene impararlo. Se cercate aiuto nell’App Store troverete moltissimi consigli, tra cui il software “Learning English with The New York Times“.
Si tratta di un corso di inglese avanzato di 12 lezioni basato su articoli storici del quotidiano The New York Times. Le lezioni comprendono la comprensione del testo, l’audio con la pronuncia e il dizionario. Pesa 64,2 MB e si acquista per 4,99 € dall’App Store.
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