Da piccolo ne avevo tante: le piste delle automobiline. Se ne volete una virtuale, senza dover montare i singoli pezzi che la compongono, oggi basta avere degli iPhone e un iPad. PadRacer, infatti, permette di usare una pista di automobiline e fino a 4 iPhone come telecomandi.
La stessa applicazione, infatti, è compatibile per iPhone. Quindi basta comprarla una volta e installarla sui dispositivi in proprio possesso. Grazie all’accelerometro potrete far girare la vostra macchina e tentare di vincere la gara. PadRacer pesa 6,2 MB e si scarica per 3,99 € nell’App Store. Segue il video in azione dopo il continua.
Oltre al prezzo, come saprete, le differenze tra l’iPad 3G+WiFi verso la versione solo WiFi sono: peso, banda nera in alto, presenza del GPS e della rete 3G. Ma quest’ultima come influisce sulla durata della batteria?
In un test precedente abbiamo visto la differenza di velocità di navigazione. iLounge, però, ha testato anche l’autonomia. Ricaricando una pagina una volta al minuto sotto rete WiFi e con il 50% della luminosità dello schermo, la batteria è durata 10 ore e 21 minuti. Lo stesso procedimento sotto rete 3G ha portato a un’autonomia di 8 ore e 38 minuti.
Sono 22 minuti in meno di quanto dichiarato da Apple, ma comunque un’autonomia di tutto rispetto per un dispositivo mobile.
[via iLounge]
Quanto è veloce per la navigazione in internet il nuovo iPad 3G? Se lo è chiesto Gizmodo che ha effettuato una serie di test mettendo in relazione un iPad 3G, uno WiFi, una connessione con MiFi (accessorio che crea una rete wireless da una 3G) e un iPhone 3GS.
La rete internet usata è stata quella mobile di At&T, mentre il programma usato per i test è Speedtest.net scaricabile gratuitamente dall’App Store. Il risultato evidenzia una velocità superiore dell’iPad 3G nei confronti l’iPhone 3GS, ma con la rete WiFi non c’è paragone.
[via Gizmodo]
A quanto pare Steve Jobs ha visto bene in riguardo la compressione video usata nel mondo della rete. Encoding, infatti, ha monitorato 5 milioni di video sui maggiori siti di contenuti multimediali.
Il risultato è palese. Se nel 2009 il 69% dei video usava la compressione di Flash, ora questo formato è sceso al 26%. La compressione H.264, pienamente compatibile con i dispositivi mobili di Apple, è passata dal 31 al 66%. Quindi possiamo affermare che i nuovi standard aperti ormai governano internet.
[via techcrunch]
Commenti recenti