Gli editori italiani sembrano eccedere di prudenza. Con il lancio dell’iPad, infatti, sono nati i primi quotidiani per il tablet. Giornali che al momento sono solo delle trasposizioni in PDF delle versioni cartacee. Non basta per cavalcare l’onda del digitale. In un’epoca in cui la carta stampata rende sempre meno, qualcuno crede ancora che il settore risorgerà dalle sue stesse ceneri.
In Francia, invece, Le Figaro ha investito su un’applicazione per iPad molto ben fatta. Grazie all’utilizzo del multi-touch, il giornale diventa interattivo con foto, video e vari elementi da sfogliare. Sarebbe da prendere da esempio. Le Figaro pesa 3,5 MB e si scarica gratis dall’App Store.
La dichiarazione di Steve Jobs, sul fatto che l’iPad potrebbe prendere il posto dei portatili nei prossimo 5 anni, significa che il computer così come lo conosciamo terminerà la sua storia nel prossimo quinquennio?
Lo ha chiesto Walt Mossberg, giornalista del Wall Street Journal, a Steve Ballmer durante l’evento AllThingsDigital. Il CEO di Microsoft ha risposto:
“Apple ha avuto un cavolo di trimestre fiscale, ma la loro quota di mercato resta immutata. Sembra suggerire che il debutto dell’iPad stia per dare l’addio ai Mac. I PC con Windows non se ne andranno“.
Si tratta di una distorsione della realtà, come la definisce Jean-Louis Gassée, oppure il numero uno di Redmond ha visto bene?
[via allthingsd]
Simbolo di cultura in tutti gli studi degli anni passati, il vocabolario Treccani ha perso un po’ di terreno per via della digitalizzazione dei lemmi. Ora, però, è pronto a recuperare la strada perduta mediante un programma per iPhone.
Il vocabolario Treccani contiene 500.000 lemmi, 260 immagini, proverbi, modi di dire, coniugazione dei verbi, uso dei nomi e aggettivi. All’interno c’è anche un motore di ricerca e non richiede connessione ad internet per la consultazione. Pesa 35,4 MB e si scarica per 14,99 € dall’App Store.
Mi ha fatto molto pensare la dichiarazione di Steve Jobs durante l’intervista del D8. Il CEO di Apple, infatti, ha dichiarato che il successo della società sta nel fatto che Apple è gestita come una grande startup. Cosa significa questo?
Le startup sono società molto giovani che di solito creano un modello di business ben definito, focalizzato su pochi prodotti, su cui lavorano tutti i dipendenti divisi per gruppi. La differenza con una società tradizionale è la divisione del potere. Non c’è una distribuzione di tipo verticale, o piramidale, in cui le varie sezioni hanno potere sui loro sottoposti obbligati solo ad ubbidire. Sezioni che spesso non si parlano tra di loro per vincoli gerarchici.
Le startup sono di solito localizzate in open space, dove tutti possono comunicare tra di loro. Ognuno partecipa alla costruzione del valore della società in prima persona, responsabilizzato dal proprio ruolo. Il lavoro di solito è distribuito per progetti a cui è affidato una scadenza e un risultato da ottenere.
E’ interessante sapere che la società più grande degli USA, per grandezza in capitalizzazione, non sia divisa per comparti ma sia un enorme incontro di team che collaborano tra di loro per unire le sinergie. Ci vuole molta capacità di leadership per scegliere le persone giuste ed evitare le lotte interne e a quanto pare tutto questo in Apple funziona.
Circola un trojan per Mac? L’allarme è stato dato dalla società Intego all’alba della notizia dell’abbandono di Windows da parte di Google per motivi di sicurezza.
La società dichiara che circola un salvaschermo infetto sui maggiori siti di software per Mac, come Versiontracker, MacUpdate e Softpedia. Il salvaschermo in se non porterebbe pericoli, ma durante l’installazione si installerebbe anche il programma OSX/OpinionSpy che, una volta aperto la porta 8254, manderebbe i dati del browser a un server.
Intego suggerisce di comprare il suo antivirus per essere sicuri di non rimanere infetti. Siamo di fronte a una nuova strategia di terrorismo per vendere gli antivirus per Mac oppure l’allarme è reale?
[via attivissimo]
Il D8, l’evento che ieri ha visto Steve Jobs protagonista di un’interessante intervista, non è terminato. Gli ospiti più importanti del panorama dell’informatica stanno salendo sul palco dell’AllThingsDigital per le interviste.
Tra questi è stato intervistato Steve Case, CEO di AOL/Time Warner, che ha raccontato una storia molto interessante. A seguito delle performance sotto le aspettative giunte dalla fusione di AOL con Time Warner, Steve Case dichiarò al consiglio che era pronto a farsi da parte nel caso in cui la società avesse acquistato Apple e messo Steve Jobs a capo di AOL/Time Warner.
Tutto questo accadde nel 2002, quando Apple non aveva ancora lanciato l’iPod ed era ancora fattibile il suo acquisto. Il consiglio però bocciò l’idea perchè dichiararono che una società di computer non avrebbe portato giovamenti.
A quest’ora chissà cosa sarebbe stata Apple.
[via allthingsd]
Esiste il sistema di trasmissione dati sicuro? Probabilmente no. Anche le reti WiFi possono essere scavalcate. Apple, però, tenta di dare una soluzione mediante un brevetto. Si tratta di una pistola di particelle.
Un piccolo sensore inserito nei dispositivi, infatti, emana un segnale di particelle unico nel suo genere per numero di particelle contenuto. In questo modo il dispositivo ricevente può accertarne l’autenticità perchè nessun altro segnale può essere identico. Chissà se sarà mai applicato nei dispositivi della Mela.
[via AppleInsider]
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