Ne è passata di acqua sotto il mulino da quando Palm lanciò WebOS, il sistema operativo che doveva fermare l’ascesa di iOS. Palm, infatti, è stata comprata da HP il cui CEO, a seguito di uno scandalo finanziario, è passato a Oracle. Intanto Jon Rubinstein, ormai ex CEO di Palm, è diventato capo del settore mobile di HP.
In tutto questo lo sviluppo di WebOS ha subito forti rallentamenti. Uno screenshot, però, rivela la beta della versione 2.0 del nuovo sistema operativo. Nell’immagine si nota il supporto nativo a MobileMe di Apple.
Quindi possiamo dedurre che Apple si sia accordata con HP per permettere agli utenti di MobileMe di accedere ad alcuni servizi dai dispositivi Palm, come ad esempio ad iDisk. Al momento, purtroppo, non si hanno altre notizie in merito.
[via Electronista]
Dopo aver smontato l’iPod Shuffle 4G, iFixIt ha fatto a pezzi il nuovo iPod Touch scoprendo molte cose interessanti. Iniziamo dallo schermo: è un Retina display ma non ha la tecnologia IPS per la visualizzazione fino a 178° di angolazione. Il display è saldato alla copertura in vetro e alla scheda logica. Così per cambiarlo, in pratica, bisogna cambiare buona parte dell’hardware.
Sorpresa anche dalle fotocamere: quella anteriore è VGA ma quella posteriore non è da 5 Megapixel come quella dell’iPhone 4, ma da 0,7 Megapixel nonostante sia capace di registrare in HD. Accanto alla fotocamera posteriore c’è anche un microfono. La batteria è di 3,44 Whr contro i 5,25 Whr dell’iPhone 4. Ultima sorpresa la RAM, non da 512 MB come nel nuovo telefono ma da 256 MB come nell’iPad.
Apple probabilmente ha voluto risparmiare sull’hardware per poter mantenere i prezzi bassi e poter creare distinzione dall’iPhone 4.
[via iFixIt]
Qualche settimana fa circolò un’indiscrezione riguardante l’aumento dell’anteprima dei brani da 30 a 60 secondi. Apple, però, vuole fare ancora di più, vuole aumentare l’anteprima fino a 90 secondi in modo da dare all’utente maggiore sicurezza sul brano che sta per acquistare.
La società però non può allungare il tempo di anteprima a piacimento, prima dovrà fare i conti con le case discografiche. Secondo BMI (Broadcast Music Inc), Apple sta negoziando alcuni elementi degli accordi proprio in questo periodo. Non si sa se le case di distribuzione approfitteranno per estorcere percentuali maggiori per i diritti d’autore, di certo la società, essendo la venditrice numero uno di musica negli USA, ha molto potere contrattuale.
Speriamo che l’estensione a 90 secondi appaia presto.
[via CNET]
La musica non morirà mai, ma arriverà un punto in cui Apple venderà più applicazioni che brani? Secondo l’ultima analisi di mercato le applicazioni crescono più dei brani in termini di vendite. Per l’esattezza Apple ha venduto fino ad ora oltre 12 miliardi di brani e quasi 7 miliardi di applicazioni.
In termini di volumi la musica batte ancora il software, ma considerando che i brani sono in vendita da oltre 5 anni e che le applicazioni sono in commercio da 2,2 anni, possiamo dedurre che tra qualche anno il vero business del negozio virtuale di Cupertino sarà proprio quello del software.
[via techcrunch]
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