Se state pensando di comprare un MacBook Pro forse fareste meglio ad aspettare. Entro il prossimo mese, infatti, Apple dovrebbe aggiornare tutta la linea. A tal proposito arrivano dei rumors che sembrano abbastanza dettagliati, ma da prendere, in ogni modo, con le pinze.
Secondo queste voci di corridoio i prossimi portatili Pro dovrebbero avere un case costruito con un nuovo sistema a stampa ad iniezione che, sfruttando sempre l’alluminio, permettono al computer di essere più luminoso e resistente. Il peso dovrebbe calare: il 13″ da 2 a 1,67 KG, il 15″ da 2,63 a 2,09 KG e il 17″ da 3 a 2,4 KG. A tal proposito Apple, per la versione da 15″ e 17″, dovrebbe concedere la possibilità di fare a meno del lettore ottico a favore di un secondo hard disk.
Anche la batteria dovrebbe giovare dell’update di circa il 20%. La versione da 13″ dovrebbe avere un’autonomia di 12 ore e quelle da 15″ e 17″ di 11 ore. I prezzi sarebbero leggermente inferiori a quelli attuali: 1.099 $ per il 13″, 1.549 $ per il 15″ e 2.099 $ per il 17″. Attenderemo per verificarne la veridicità.
[via MacTrast]
Qualcuno l’ha chiamato Microkia, come una sorta di brutto mostro mitologico. L’accordo tra Nokia e Microsoft, impensabile fino a qualche anno fa, ha fatto discutere molto. Microsoft installerà il suo sistema operativo mobile, Windows Phone 7, nei dispositivi di Nokia, ma in cambio di cosa?
Mentre per gli altri accordi di solito i produttori pagano gli sviluppatori dell’OS per sfruttarne le licenze, in questo caso assistiamo all’inverso. Sarà Microsoft ad investire miliardi di dollari in Nokia in cambio della diffusione in massa del suo OS. L’obiettivo di Redmond è diffondere il suo sistema il più possibile per poi trarne i frutti tra qualche anno. Una sorta di tentativo di bissare la diffusione di Windows nei PC per poi stringere accordi e vendere a caro prezzo le sue licenze. Nokia, invece, ne ricava miliardi di dollari per rinnovare la sua gamma di cellulari e lo sfruttamento dei brevetti di Redmond.
Questo è solo uno dei lati oscuri di Microkia. La stampa ha anche scoperto che Stephen Elop, CEO di Nokia ed ex dipendente di Microsoft, possiede 174.000 azioni della società di Windows ma neanche una di Nokia, nonostante abbia stock option necessarie per comprare almeno 500.000 azioni. Qualcuno ipotizza anche un’indagine della SEC per valutare un possibile caso di inside trading.
[via monstersandcritics]
Apple ha rilasciato l’aggiornamento 3.0.3 per iWeb del pacchetto iLife. L’aggiornamento pesa 185,9 MB e riporta la seguente nota:
“Questo aggiornamento corregge alcuni problemi e include diversi miglioramenti, tra cui:
• Risoluzione di un problema durante l’uso del widget Filmato iSight su alcuni Mac
• Risoluzione di un problema durante la pubblicazione dei siti iWeb mediante FTP
• Miglioramento della compatibilità con Mac OS X“.
Apple ha aperto i canali di Subscriptions, il nuovo sistema di sottoscrizione degli abbonamenti per giornali e riviste vendute sull’iPad. Lo fa snocciolando prima qualche cifra: nell’App Store ci sono oltre 350.000 applicazioni per iPhone e 60.000 per iPad desinate a 160 milioni di dispositivi con iOS.
Il comunicato stampa, firmato da Steve Jobs, è molto chiaro: “La nostra filosofia è semplice. Quando Apple genera un nuovo abbonato dall’app, Apple trattiene il 30% della transazione. Quando l’editore genera un’abbonamento da un vecchio abbonato o uno nuovo portandolo verso l’app, può trattenere il 100% e Apple non trattiene nulla. Ciò che chiediamo, se un editore vende l’abbonamento anche fuori dall’app, è che la sua offerta commerciale sia identica a quella disponibile nell’app, così l’utente può decidere di abbonarsi con il sistema one-click“.
In pratica ciò che chiede Apple è semplice: se il cliente è portato dall’App Store la società vuole il 30%, se il cliente è già dell’editore la società non chiede nulla. Un concetto di meritocrazia che dovrebbe far tacere le proteste delle ultime settimane. Gli editori, da oggi, potranno integrare il sistema nelle proprie app e avranno tempo fino al 31 marzo per farlo.
Aggiornamento: Apple ha spostato il limite di integrazione del nuovo sistema da fine marzo al 30 giugno. Le applicazioni che non integreranno il sistema per quella data saranno cancellate.
[via Apple]
Uno schermo da 3,5″ può risultare troppo stretto? Secondo una recente tendenza nel mercato della telefonia mobile, lo schermo è ormai in media ampio 4″. Apple potrebbe decidere di abbracciare questo formato allargando lo il display del suo iPhone e fornendo un’interazione multitouch ancora superiore.
Un elemento negativo di un display da 4″, però, oltre al consumo maggiore di energia, è la richiesta di un dispositivo grande. Problema che potrebbe essere risolto se la società assecondasse un desiderio dei clienti, vale a dire eliminare la porzione di cornice per rendere tutto il lato anteriore multitouch.
[via digitimes]
Dal successo della Tv, al caso editoriale con un libro. Adesso Cotto e Mangiato è disponibile anche per iPhone e iPod Touch. La celebre raccolta di ricette curata da Benedetta Parodi è diventata un’app.
All’interno troverete le varie ricette divise per portata o per occasioni, per esempio per le cene romantiche o per intrattenere i bambini con qualcosa di gustoso. Ogni ricetta contiene anche il tempo di preparazione, la difficoltà e la possibilità di creare la lista della spesa necessaria per preparala.
Cotto e Mangiato pesa 18,5 MB e si acquista per 4,99 € dall’App Store.
Apple controlla e amministra i rapporti con i fornitori e gli assemblatori cinesi mediante un codice etico e linee guida. Dopo la visita di Tim Cook, COO di Apple, nella città fabbrica di Foxconn lo scorso giugno, Apple ha aggiornato la guida con due pagine.
Cook ha incontrato un migliaio di operai e ha fatto visita alla struttura per verificare la situazione del filone dei suicidi avvenuti tra quelle mura. Il manager ha anche constatato che presso 3 dei 288 fornitori erano stati assunti 91 dipendenti con l’età inferiore ai 16 anni, l’età minima per essere assunti. Uno di questi, non avendo posto delle soluzioni all’illegalità, è stato escluso dai rapporti di collaborazione con Apple.
La società ha anche chiesto di rimborsare ai dipendenti immigrati, che si indebitano per cambiare città e andare a lavorare per Foxconn, una somma di 3,4 milioni di $.
[via WSJ]
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