Facebook è il social network. Copre oltre 500 milioni di persone ed è usato ormai come un enorme elenco dei contatti interattivo che, oltre a fornire la possibilità di chat e messaggi, permette di conoscere qualcosa in più sui contatti, vederne le foto, i video, i pensieri, giocarci e molto altro. E’ un elenco telefonico del nuovo secolo, è gratis e funziona.
Il peccato di Facebook, però, è il fatto che è valutata sulla carta per oltre 100 miliardi di dollari e a colossi come Google, che in pratica hanno fatto la rete, questa cosa proprio non va giù. Così ecco tentativi di mettere in ombra Facebook: prima con Wave e poi con Buzz. Sono nomi che vi ricordano dei social network? Probabilmente no perchè hanno fallito il loro compito.
Ora Big G ci riprova, quasi come il saggio Edison che provò 100 volte prima di costruire una lampadina che funzionasse. Solo che Google+, la nuova creatura, è il tentativo numero 3 e non è per niente geniale come una lampadina. E’ basato su tre pilastri: liste di contatti (Circles), videochat di gruppo (Hangouts) e Feed RSS messi così a casaccio (Sparks). Sono tre elementi che uniti tra di loro danno un bel nulla.
L’iPad in futuro sarà in grado di conversare con le periferiche presenti in una stanza. Scanner, computer, proiettore, router, stampanti e altri accessori saranno tutti collegati tra di loro, come un enorme abbraccio informatico. Apple vuole che l’iPad sia compreso in questo abbraccio e se lo assicura con un brevetto.
L’iPad in futuro avrà il sistema dei sensori di avvicinamento. Si tratta di un trio formato dal sensore RFID (o NFC), dal sensore a ultrasuoni e da quello a infrarossi. Uniti insieme potranno comprendere quale periferica è nella stanza e usarla con le applicazioni di iOS. Per usarle, però, dovremmo attendere almeno l’iPad 3 e iOS 6.
[via patentlyapple]
Siamo abituati a vedere dei dock solo per gli iDevice. Ben presto, però, potrebbe arrivarne uno anche per i MacBook. Apple, infatti, ha brevettato un dock molto speciale che non permette solo di ricaricare la batteria del computer.
Grazie a un sistema interno, infatti, il dock riesce a comprendere in quale ambiente si usa il computer e predisporlo automaticamente con le applicazioni che servono. Per esempio se lo si usa in ufficio aprirà le applicazioni per lavorare, mentre a casa aprirà le applicazioni personali o quelle dedicate al multimedia.
Al momento non sappiamo se Apple lo trasformerà in un vero prodotto commerciale.
[via patentlyapple]
Il nuovo cavo per collegare due porte Thunderbolt, la tecnologia sviluppata da Intel e utilizzata nei nuovi computer di Apple, costa ben 49 €. Sono troppo per un cavo? In realtà non si tratta di un semplice cavo. Lo prova il team di smanettoni di iFixIt che lo ha smontato scoprendo l’universo contenuto al suo interno.
All’interno sono stati trovati ben 12 chip e tantissimo altro hardware che permette una velocità senza eguali nel mondo dell’elettronica. Tutti elementi costosi, senza considerare i costi di ricerca e sviluppo a monte del progetto. Ma questa velocità è reale? Il team di Macworld ha testato il tutto mettendo a confronto una porta Thunderbolt con una FireWire 800, FireWire 400 e USB 2.0.
La prima ha una velocità di lettura di 566 e scrittura di 644, la seconda di 83,2 e 55,8, la terza di 39,7 e 32,8 e l’ultima di 37,4 e 30,1 Mbps. Trovate la tabella completa del test dopo il continua.
Avere un navigatore installato nell’iPhone è utile nel caso di necessità. Ma si sa, i navigatori costano, probabilmente sono tra le applicazioni più costose presenti nell’App Store. Se ne volete uno gratis siete nel posto giusto. Dynavix, infatti, ha messo a disposizione tre copie della sua versione con le mappe italiane.
Dynavix è compatibile con iPhone e iPad e integra tante funzioni, come la possibilità di segnalare cambi di sensi o strade interrotte, monumenti in 3D, controlli di Autovelox, POI, supporto ai sistemi bluetooth delle auto, simulazione del GPS quando si entra in galleria e molto altro.
L’app pesa 542 MB e si scarica per 39,99 € nell’App Store. Se volete vincere una copia armatevi di Twitter, aggiungete Melanews e scrivete il seguente tweet:
Seguo @melanews per essere informato sulle notizie sul mondo Apple. #melamorsicata
Tra due giorni saranno estratti i nomi dei fortunati vincitori che troverete in fondo a questo articolo.
Aggiornamento: vincono il navigatore MarcoCrash, Sabato83 e Geson85.
Qualche mese fa un mio amico scoprì che il suo HD esterno non era più funzionante. Un danneggiamento che causò la perdita di numerosi file. Per recuperare i file di un disco non funzionante ci sono due strade: mandarlo a un’azienda specializzata pagando molti soldi, oppure usando un software per Mac. Tra questi c’è Disk Drill.
L’app permette di recuperare i dati da qualsiasi disco collegabile via USB o con la porta FireWire al computer. Tramite degli speciali algoritmi riesce a recuperare i file contenuti nel disco salvandoli in un’immagine DMG o su un altro disco. L’app funziona anche con i dischi formattati, ma non funziona con il disco principale del Mac per motivi di sicurezza e con le applicazioni presenti negli iPhone, iPod Touch e iPad.
Disk Drill supporta tutti i sistemi di file conosciuti, come HFS, HFS+, FAT16, FAT32, NTFS e altri. L’app pesa 5,1 MB e si scarica per 39,99 € dal Mac App Store.
Chi come me è cresciuto nell’era della campagna pubblicitaria Think Different, lanciata alla fine degli anni ’90, avrà conosciuto il meglio di Apple proprio in quel periodo, quando la società era ancora molto di nicchia e mirava ai geni, ai piantagrane e a coloro sognavano di migliorare il mondo.
Le campagne pubblicitarie di Apple hanno sempre stupito per la loro innovazione e ottenuto numerosi premi nel settore. L’ultima si chiamava Get a Mac con i personaggi del Mac e del PC interpretati da Justin Long e John Hodgman. Gli spot totali furono 66, l’ultimo dei quali trasmesso il 23 ottobre del 2009.
Da quel giorno non si sono avute altre campagne per i computer, eccetto dei video dimostrativi dei prodotti spiegati dalle persone che li hanno progettati. Presto, però, quel vuoto potrebbe essere colmato. A creare la nuova campagna dovrebbe essere sempre la geniale agenzia TBWA\Media Arts Lab. Al momento, però, non si conosce nulla in merito.
Qualche anno fa la società brevettò il marchio Think Different. Che stia pensando di riportarlo in auge?
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