L’ultimatum di Apple per l’editoria circolante per i suoi negozi è scaduto. All’inizio di luglio è entrato in vigore il nuovo sistema In App Subscriptions per monetizzare la vendita di libri, riviste e giornali che godono della visibilità e della piattaforma creata da Apple.
Il risultato del nuovo sistema si vede: gli editori si sono adeguati. Anche se la società è venuta in contro gli editori permettendo gli abbonamenti ibridi, vale a dire l’uso combinato di abbonamento digitale e cartaceo pagando un solo prezzo allo stesso editore, la società non intende permettere che questi approfittino delle app per far migrare gli utenti verso i loro siti e abbonarsi scavalcando la società.
Così ecco sparire i link ai rispettivi negozi di riviste on line dalle applicazioni. La società intende far applicare le regole per una corretta convivenza di tutti, anche se Google Books, al momento, sembra averne pagato le conseguenze. L’applicazione per iOS è sparita dall’App Store ed entrambe le società non hanno voluto commentare i motivi.
[via appleinsider]
Dopo i rosei dati sul trimestre fiscale di Apple, la società versa a riserve un’altra vagonata di miliardi di dollari portando il forziere a ben 76,2 miliardi di dollari. Una quantità di denaro enorme considerando che la società vale in Borsa 370 miliardi di $ portando, quindi, le riserve a poco più di un quarto del valore totale delle azioni.
C’è abbastanza denaro da comprare quasi metà Google o un terzo di Microsoft. E’ tutto denaro che sarà utilizzato in futuro, anche se gli analisti non vedono molto positivamente l’accumulo di ricchezze. Gli investitori ne vogliono una fetta e vogliono anche che la società li utilizzi per espandersi.
Ma cosa ne penserà di tutto questo Steve Jobs? Occuperà il suo tempo a nuotare in un’enorme vasca di denaro come Zio Paperone?

Non c’era un solo Apple Store falso in Cina, ce n’erano ben 5. Almeno sono quelli individuati dalle autorità cinesi fino a questo momento. A quanto pare molti imprenditori improvvisati avevano tentato di approfittare della visibilità di Apple per gabbare gli utenti facendo credere loro di essere negozi ufficiali.
Le autorità ne hanno già chiusi 2 dopo la richiesta di Apple di preservare i suoi diritti sul marchio, sul negozio e sulla distribuzione dei suoi prodotti. Molti negozianti hanno tentato di appellarsi al fatto di offrire un servizio ai clienti, servizio smentito dai clienti stessi con lamentele di mancata assistenza.
Qualcuno ha anche tentato di impugnare la legge dichiarando che i simboli di Apple erano un mero abbellimento del negozio, a mo’ di decorazioni, ma Apple non è sembrata molto d’accordo. Chissà quanto è sviluppato il fenomeno e quanti altri negozi saranno trovati nei prossimi mesi.
[via bloomberg]
Apple ha presentato un nuovo spot riferito all’iPad 2 e diffuso sulle reti televisive americane. Lo spot si chiama “We’ll Always” e cita:
Non fermeremo mai la condivisione delle nostre memorie. O perderci in un buon libro. Cucineremo sempre la cena e ci divertiremo per la nostra squadra preferita. Ci incontreremo sempre, vedremo un film e impareremo nuove cose, ma come faremo tutto questo non sarà più lo stesso.
Simpatica anche la citazione a Lion in un’app per bambini.
Forse non tutti sanno che tra i primi finanziatori di Facebook ci fu proprio Apple che nel dicembre del 2004, usando la concessionaria Y2M, preparò la più grande campagna pubblicitaria che Facebook ebbe mai visto fino a quel momento.
Con un investimento da 50.000 $ al mese, Apple sponsorizzò un gruppo dedicato ai suoi prodotti sul noto social network, che all’epoca operava solo nei college americani, concedendo sconti e offerte agli iscritti.
E’ tutto raccontato nel libro “Facebook, la storia” di David Kirkpatrick, editore senior di Fortune, che ha conosciuto Mark Zuckerberg. Il libro narra, in maniera più approfondita rispetto il film “The Social Network“, la storia della nascita e lo sviluppo di Facebook.
Per esempio sapevate che prima di Facebook c’erano già alcuni social network? Cosa ha favorito la sua ascesa a discapito degli altri? E’ raccontato tutto in questo libro da 322 pagine. Edito da Hoepli si compra in libreria per 19,90 € oppure su Amazon per 13,41 €.
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