Gli amanti del mondo della auto non potranno fare a meno di ricordare i modelli che hanno fatto la storia del settore: Ford T, Bugatti Veyron, Ferrari Testarossa sono solo alcuni dei modelli in grado di emanare un certo fascino. Tutte auto presenti in Road, un’enciclopedia interattiva disegnata per iPad.
All’interno sono presenti 50 modelli in 3D di auto, 70 video realizzati durante le gare, pubblicità e interviste, 350 fotografie ad alta risoluzione, oltre 3.000 documenti come brochures, bozze, pubblicità e articoli di stampa e oltre 100 rumori di motori.
Il tutto è gestito mediante un’interfaccia grafica molto intuitiva. Road è disponibile nell’App Store con un peso di 214 MB e un costo di 4,99 €.
Laureato a Cambridge con master alla Wharton Business School, John Browett è il nuovo vice presidente del settore retail di Apple. Lo ha comunicato la società mediante un comunicato stampa.
In passato Browett ha lavorato presso la società di consulenza Boston Consulting Group, poi gestito la catena di supermercati Tesco e, dal 2007, è stato CEO dei negozi inglesi di elettronica Dixons.
John Browett prende il posto di Ron Johnson che ha lasciato la società per diventare amministratore delegato di J.P. Penny. A lui sarà affidata la crescita degli Apple Store e la loro apertura in giro per il mondo.
Il mercato cinese dell’iPhone vale, secondo le ultime stime, almeno 40 milioni di unità. Se fossero state collocate tutte nell’ultimo trimestre la società avrebbe venduto 77 milioni di telefoni sono negli ultimi tre mesi del 2011, ma ciò al momento è impossibile a causa dei problemi di distribuzione.
Il primo giorno di vendita in Cina la società è stata costretta a chiudere i suoi punti vendita a causa di tafferugli dovuti alle file gestite male. Per problemi di sicurezza, quindi, ora è passata ad un altro sistema: la lotteria. Per partecipare la società offre tre ore al giorno dove segnalare la propria prenotazione.
Il cliente dovrà inserire la propria prenotazione aggiungendo nome, cognome e numero di un documento di riconoscimento. Dopo queste tre ore la società attiva un meccanismo di estrazione delle unità disponibili. Quindi, anzichè offrirle alle prime persone che si prenotano, la società le darà a caso.
I “fortunati” clienti potranno, così, ritirare il proprio iPhone muniti di email. Chissà ora quanti proveranno a creare false email.
[via 9to5mac]
Sappiamo tutti che è difficile entrare in Apple come ingegnere, bisogna essere segnalati da qualcuno o aver un ottimo curriculum. E’ difficile anche rimanerci perchè la vita in Apple non è come quella in Google. Non ci sono campi di pallavolo dove sfogarsi o console dove giocare per fare una pausa. Si tratta di un ambiente fin troppo serio e dalle numerose regole.
Gli ingegneri, come spiega Lashinsky nel suo libro Inside Apple, subiscono un rito di iniziazione molto particolare: restano a decantare in progetti fasulli. La società li fa lavorare a finti prodotti per verificare se questi si lascino andare all’esterno dando informazioni, anteprime o indiscrezioni.
Se dovesse sfuggire un rumor su un prodotto fasullo la società saprebbe quale unità mandare a casa. Una sorta di test di fedeltà che dipinge Apple più come un’agenzia di sicurezza nazionale anzichè una società di elettronica. Ma in questo campo si sa, basta un’anticipazione data alle orecchie della concorrenza per perdere miliardi di dollari in vantaggio competitivo.
[via appleinsider]
Ogni Stato ama i propri balzelli perchè permettono di versare monete nel forziere del Tesoro. Così come in Italia, anche in Francia c’è la tassa sulla copia privata, un balzello corrisposto alla Copie France, corrispettiva di SIAE italiana, per concedere all’utente il privilegio di effettuare una copia di un contenuto coperto da copyright. Contenuto che, bisogna sottolineare, può essere usato solo dall’utente stesso. In pratica il privilegio vi concede di copiarvi un brano nella pendrive per ascoltarlo in auto e copiarlo nell’iPod per ascoltarlo in giro e così via.
Questa tassa non è richiesta all’utente perchè quasi sicuramente questi si dimenticherebbe di pagarla, ma è richiesta direttamente ad Apple che la applica all’atto dell’acquisto di un suo prodotto. Per gli iPad, però, la Copie France ha annunciato che il balzello non è stato corrisposto.
Secondo il loro ufficio contabile Apple deve pagare 4,74 milioni di € in tasse per copie private fatte pagare ai clienti ma non versati all’apposito ufficio. Probabilmente a Cupertino hanno fatto un po’ di confusione perchè questa tassa non va pagata dal 2012, abrogazione dovuta a seguito di una lotta fatta con altre società, ma nel 2011 c’era e va pagata. E in Italia? Sapete come ultimamente si amino i balzelli, quindi resterà.
[via thenextweb]
Vi piacerebbe pagare il 2,5% di imposizione fiscale per gli utili della vostra azienda? Una percentuale del genere, alla luce del 51% di pressione fiscale in Italia, sarebbe il sogno di qualsiasi azienda. Sarebbe un’imposizione fiscale così bassa da permettere alle società di diventare enormi, floride e avere molti più fondi per gli investimenti.
E’ un tasso che esiste, è pagato da Apple. Non si tratta di un occhio di favore del governo americano, che tassa in media per il 35%, ma sono delle agevolazioni fiscali ottenute in Irlanda.
E’ per questo motivo che quando comprate un prodotto Apple e ne chiedete la fattura questa è firmata Apple Irlanda, dalla sede di Cork. Grazie a un regime molto agevolato, infatti, Apple e altre società riescono a pagare all’estero tasse molto basse. Oltre ad Apple ne usufruisce anche Microsoft che paga l’8% e Google che ne paga il 3%. Quest’ultima, per sempio, ha fatturato 7,6 miliardi di dollari all’estero e 4,7 miliardi in patria pagando 2,3 miliardi agli Stati Uniti e appena 248 milioni all’estero.
Con imposizioni fiscali così basse non ci meravigliamo del perchè non sia mai nata una società come Apple in Italia.
[via elpais]
In commercio esistono tanti tipi di pellicole per iPhone. Modelli molto economici e altri discretamente costosi. L’obiettivo resta sempre lo stesso: evitare che il vetro accumuli sporco o si graffi. Anche se quest’ultima ipotesi è alquanto remota, applicando una pellicola si perde il piacere di tastare una superficie di vetro.
Per risolvere questo problema Spigen ha realizzato la Glas.t: una pellicola che in realtà è un pannello di vetro trattato con una copertura oleofobica, la stessa usata da Apple per evitare le ditate. Sottile appena 0,4 millimetri, va applicata appoggiandola sullo schermo e premendo al centro. In quell’istante aderirà allo schermo automaticamente.
Se vi interessa è venduta per 27,99 $ nel sito del produttore. Segue un video dopo il continua.
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