Le mie impressioni sull’evento del 7 settembre

Tim Cook

Qualcuno l’ha definita una messa laica. In effetti ci sono dei caratteri simili alla famosa celebrazione religiosa, se togliamo il fattore religioso ovviamente. Gli eventi di Apple sono accolti dagli utenti come qualcosa di speciale: una funzione ben scandita nella tecnica e nella metodologia, ma nello stesso tempo sempre diversa.

Quella di quest’anno è stata un po’ strana. Il prodotto di punta è stato ovviamente l’iPhone, ma ancora prima della partenza dell’evento, l’account ufficiale di Apple ha mandato su Twitter dei video promozionali dei nuovi iPhone 7 e 7 Plus, svelandone le fattezze e alcune caratteristiche. Non si è trattato ovviamente di un evento voluto, ma di un errore nel programmare i tweet automatici.

Questo ha rovinato ulteriormente la sorpresa sui nuovi telefoni, anche se tutte le indiscrezioni degli ultimi mesi hanno lasciato poco spazio a novità sul design. Da questo punto di vista, infatti, Apple ha perso il controllo sulla segretezza. Almeno quella sul design. Problema che va trovato nella vasta filiera di assemblaggio del dispositivo.

L’evento, iniziato bene con il siparietto di Tim Cook e James Corden, per il Carpooling Karaoke, è poi andato scemando tra numeri e demo. Dedicare spazio ad iWork per l’integrazione di una sola funzione, credo sia stato forzato.

Apple mantiene, fortunatamente, un registro collaudato ed efficace per mantenere l’attenzione per 2 ore. Una quantità di tempo difficile da gestire, considerando che la soglia di attenzione negli ultimi anni è calata molto. Buona la distribuzione di demo, video e ospiti. Le persone sul palco, inoltre, si sono dimostrate molto preparate.

Il migliore, questa volta, credo sia stato Phil Schiller. Il navigato capo del marketing di Apple ha saputo tenere un buon ritmo e la giusta dose di entusiasmo. Ho notato anche un aumento dell’uso delle immagini nelle slide. Un cambiamento importante per chi ama realizzare presentazioni. Una riduzione di schemi e testo, per favorire foto e video.

La messa laica di quest’anno, quindi, è stata ben fatta e realizzata. Non c’è da criticare o da lodare. Peccato che tutta questa mancanza di segretezza elimini l’effetto WOW. Non riusciamo più a meravigliarci vedendo qualcosa di inaspettato, perché nei mesi ci abituiamo a vedere prodotti e leggiamo caratteristiche che sul palco ottengono solo conferme.

Forse per entusiasmarci, oltre alle demo live e i siparietti, bisognerebbe evitare qualsiasi fuga di notizie ed immagini. Ma nell’era dell’internet veloce e delle fotocamere definite, probabilmente non è più possibile.

  • Andy

    Credo che l’effetto WOW non possa più esserci per un iPhone.

    Personalmente i WOW che ho sentito è stato per il passaggio dei Mac a Intel, per il primo ed il secondo iPhone (il secondo 3G arrivava finalmente in europa), per il primo MacBook in alluminio (2008, 13″ non pro), per il MacBook Air, per il primo iPad per i MacBook retina. Un po’ per i Mac Pro che non mi sembra abbiano avuto un gran successo (senza SJ).

    L’ultimo WOW per il MacBook 12 che uso quotidianamente. Il mio primo WOW senza SJ.

    Personalmente non ho avuto wow per la TV o il WATCH. Per la TV l’emozione comunque dell’uso di AirPlay è stata notevole.

    Farà sorridere, ma ho sempre sperato che nell’iPhone mettessero una radio FM… una Radio digitale (o una Radio APP) fuma rapidamente il traffico dati.

    L’altra considerazione sulle cuffie dotate di connettore lighting… ormai il resto dei produttori si sta indirizzando sull’USB-C (e avevo sperato che Apple lo facesse già col 6s avendo adottato la soluzione con il MacBook 12), penso che il vero abbandono del jack sarà a favore del connettore USB-C