Lettera di Natale ad Apple

Natale Apple

Cara Apple,

quest’anno ho deciso di scrivere anche a te, oltre a Babbo Natale. E no, non ti scrivo per chiederti dei prodotti, come fai tu invitandomi ad acquistarli nelle tue newsletter. Come se poi chi le riceve guadagnasse come i tuoi manager, tanto da permettersi di regalare iPad e MacBook a destra e manca per dimostrare un affetto non esprimibile con i fatti, con le piccole azioni quotidiane o semplicemente con un abbraccio.

E no, non ti chiederò di invitarmi ad un tuo evento, nonostante sono quasi 13 anni che racconto all’Italia delle potenzialità dei tuoi prodotti e dei tuoi servizi. Non ti scrivo perché voglio qualcosa da te come, chessò, collaborare al tuo obiettivo di migliorare il mondo acquistando smartphone per 1000 €. Non voglio cose materiali da te. Voglio solo che mi ascolti per 5 minuti.

La questione è seria cara Apple. Non ti sei accorta che alla tavola che hai imbandito per le feste sono arrivati solo gli investitori? Non ti sei accorta che ci sono solo i dirigenti a cui distribuisci bonus e azioni? Non vedi che laggiù sono seduti solo i dipendenti a te più vicini? E dove sono gli utenti?

Non ci sono mamma Mela. E sai perchè? Perché tanti anni fa sapevi riunirci a te. Con il Think Different avevi creato una sensazione di unione. Correvamo da te, perché ci sentivamo in una famiglia. Ti ricordi quando prendevamo in giro gli utenti Microsoft, facendo un po’ i bulli? C’era tanta goliardia mamma Apple. Ci definivamo Mac user, avevi degli evangelist che raccontavano i prodigi delle tue invenzioni, c’erano migliaia di blog, di newsletter e di eventi. A Natale ci riempivi la calza con libri elettronici, album musicali e applicazioni.

E adesso cosa abbiamo? Da quando ti sei arroccata in quel grande palazzo di ghiaccio, tutto bianco, non ti vediamo più. Da quando hai deciso che fosse stato meglio non scendere per le strade e incontrarci, pur di proteggere il marchio. Da quando hai deciso che Apple è un marchio di lusso e non di elettronica, noi ci sentiamo un po’ spaesati. Bussiamo alla tua porta, ma tutto quello che riceviamo è silenzio.

Quindi, cara Apple, io questo Natale ti chiedo solo una promessa. Apri le porte del palazzo, riscopri la tua natura umana, allarga le tue grandi braccia e danza con noi. Tutta sola lì, nella tua zona di confort, prima o poi sentirai la triste sensazione della solitudine. Non permettere che questa accada. Non vale la pena creare un mondo migliore e non renderlo disponibile a tutti. Pensa di nuovo alla tua famiglia.

Sperando che la magia di Natale ti riscaldi il cuore, ti porgo i miei auguri più sinceri. Un caldo abbraccio.

Kiro

  • Nevio ????

    Amen, impossibile non condividere ogni singola parola. Oggi addirittura c’è chi si augura (non del tutto a torto) che la concorrenza cresca ed Apple perda fette di mercato, così da ritornare “nicchia” e tornare allo spirito comunitario di un tempo.
    Molti potranno interpretarla come un semplice scontro Apple users della prima ora contro newbie dell’era iPhone. Non è così, c’è dell’altro.
    Perché qualcuno dia ascolto a questo “grido di dolore” è necessario che ci siano “uomini di prodotto” pronti a recepirlo, laddove invece vedo solo “uomini di finanza” dalle orecchie sorde.
    Ma quando gli stakeholder, nel loro piccolo si inca@@@no, tutti sono costretti a prestare attenzione, nessuno escluso.