Hanno arrestato il capo di Samsung

Lee Jae-yong

Steve Jobs direbbe che è il karma. Se copi la concorrenza, crei uno smartphone che esplode e realizzi pubblicità che prende in giro gli utenti delle altre società, un po’ te la chiami. Il karma si abbatte su di te mandando cattiveria e pestilenza.

Così Jay Y. Lee, vice presidente del gruppo Samsung, senonché figlio unico del presidente del gruppo, è stato tratto agli arresti. Al centro della vicenda c’è un giro di tangenti e corruzione verso il presidente della Corea del Sud, Park Geun-hye, ed una cricca di imprenditori compiacenti.

Lee dovrà rispondere di corruzione, spergiuro, appropriazione indebita ed esportazione di denaro all’estero. L’uomo avrebbe sottratto oltre 37 milioni di dollari per varie spese personali, come finanziare la carriera equestre della figlia di un imprenditore.

Samsung entra, così, in un periodo di incertezza, visto che Lee doveva prendere la guida della società e lo stava facendo, dopo l’attacco di cuore subito da suo padre. Al momento le azioni Samsung sono al ribasso dello 0,42%, ma la situazione potrebbe peggiorare se la società non darà risposte agli azionisti.