Quando ci fu il lancio dell’iPhone negli USA e gli operatori americani offrirono piani dati illimitati molti, compreso me, videro la cosa come un passo verso il futuro. Offrire all’utente un tetto indefinito per navigare in un dispositivo sembrava la scelta più appropriata per far esplodere l’uso della rete e dei servizi ad essa allegati.
Un sogno che probabilmente un giorno tornerà, ma al momento si infrange su uno scoglio per nulla piccolo: l’infrastruttura. La rete è come un treno: viaggia veloce ma ha un numero di posti limitati. Se su questo treno si fanno salire moltissime persone i servizi si bloccano: il vagone bar diventa inservibile, i bagni si intasano e scendere e salire dal treno diventa un’impresa lentissima.
Un esempio che calza con le reti dati: al momento le infrastrutture non permettono l’abbattimento delle soglie a favore dell’illimitato. Non porre freni non fa altro che far intasare i servizi bloccandone l’uso. Ne è un esempio FaceTime, videochat di ottima qualità di Apple. Al momento il servizio è offerto solo sotto rete WiFi per non intasare le reti 3G. Un altro esempio è il VoIP, spesso limitato dagli operatori per non intasare le reti e farlo diventare inservibile. Oppure pensiamo al semplice aggiornamento delle app di iOS, al momento limitato alle sole applicazioni che non superino i 20 MB di grandezza.
Siamo al secondo Keynote di Apple senza Steve Jobs. L’ultimo, quello per il lancio dell’iPhone 4S, lo ha visto assente perchè stava trascorrendo le sue ultime ore di vita su un letto e questo pensiero si leggeva sul volto dei dirigenti saliti sul palco. Erano spenti, tristi e preoccupati. Ora che l’ex CEO è andato per sempre, il comando delle presentazioni passa all’alta dirigenza che le gestisce senza il tocco magico di zio Steve.
L’erede per coordinare le dimostrazioni è Phil Schiller, capo del settore marketing di Apple. Uno Schiller molto serio e poco scherzoso, una persona molto differente dallo Schiller sorridente e in vena di battute visto nei Keynote degli anni passati. Probabilmente il peso delle responsabilità lo ha reso piuttosto teso e ansioso. Sul palco non si è intravisto Tim Cook, CEO della società, neanche per un saluto iniziale. Forse ad indicare fiducia ai suoi vicepresidenti capaci di cavarsela da soli e che, a differenza di Steve Jobs, lui non è l’anima della società ma solo il suo amministratore.
Schiller, molto probabilmente aiutato anche da Roger Rosner e Eddy Cue, rispettivamente vicepresidente del settore software operativo e servizi internet, ha scelto delle slide basate soprattutto su immagini anche se ha mantenuto, di base, lo schema di Steve Jobs con interventi intervallati da demo e video. Anche se Steve Jobs puntava molto l’attenzione sull’esperienza utente, la chiave di lettura di Schiller mi è apparsa molto più tecnica e meno emotiva.
Sono mancati i wow, le espressioni di eccitazione e l’entusiasmo di un tempo. A volte si sono viste anche pause imbarazzanti alla ricerca di applausi e qualche incertezza. Speriamo che con i prossimi Keynote Apple ritrovi la voglia di sorprendere e coinvolga il suo pubblico con presentazioni ricche di emozioni e sentimenti.
E’ presente in 26 Paesi, comprende 500.000 lezioni ed è gratuito. E’ l’enorme università che Apple ha unito in iTunes U, una sezione di iTunes dove sono raccolti i podcast dedicati al mondo delle scuole e università. Negli anni questa sezione si è ingrandita sempre di più integrando anche università italiane, fino a superare i 700 milioni di download.
Ora iTunes U è più interattiva perchè permette ai docenti di creare delle vere e proprie lezioni. In ogni corso è possibile creare un piano delle lezioni e aggiungere audio, video, PDF, slide, documenti di testo, link, applicazioni per iOS e ePub. iTunes U, infatti, ora è disponibile anche sotto forma di applicazione per iPhone e iPad.
L’app conversa con iBooks per rimandare gli studenti ai libri di testo nel negozio di Apple. In questo modo il professore indica i libri necessari al corso e lo studente può scaricarli direttamente nell’iPad. Il sistema nel suo totale promette una semplificazione profonda nel seguire le lezioni. Volendo si possono seguire anche le lezioni di altre università per comprendere meglio gli argomenti o approfondire.
iTunes U pesa 12,1 MB e si scarica gratis nell’App Store.
C’è un vecchio detto che dice “solo il 50% degli italiani legge libri perchè quell’altro 50% è impegnato a scriverli“. In effetti il fascino dell’editoria è sempre vista con occhi di riguardo nel nostro Paese. Una produzione di un’opera di cui andare fieri con amici e parenti e, chissà, che possa trasformarsi anche in una piccola fonte di reddito.
Tutto questo è possibile con iBooks Author, un nuovo software per Mac. Alcune indiscrezioni dei giorni scorsi si sono rivelate fondate: in iBooks Author c’è la mano di Roger Rosner, vicepresidente per il software operativo di Apple. Effettivamente l’applicazione risulta essere un misto tra Pages e Keynote. Oltre a poter importare documenti da queste app, infatti, iBooks Author possiede la stessa interfaccia utente e permette di creare facilmente le pagine e, addirittura, libri interattivi.
All’interno è possibile inserire gallerie di foto, video, presentazioni di Keynote, immagini in 3D e così via. Tutto questo è reso possibile dai widget, finestre di codice richiamabili direttamente nell’applicazione. Una sezione, inoltre, permette di aggiungere la copertina, la pagina con i diritti d’autore, i ringraziamenti e altro. Il libro così confezionato può essere mandato all’iPad per un controllo veloce dell’esperienza di lettura.
Quando l’opera è terminata si può inviare direttamente all’iBookstore e decidere se distribuirlo gratis o applicare un prezzo. Per usare iBooks Author, però, oltre ad un Mac bisogna avere Lion 10.7.2. Lo trovate gratuitamente, con un peso di 136 MB, nel Mac App Store.
“Insegno perchè ogni volta che lo faccio mi sento una persona migliore” dice un insegnante durante un’intervista rilasciata ad Apple. In effetti Apple ha sempre visto con riguardo il settore educativo, sin dai suoi primi anni di attività. Con l’iPad i passi avanti sono stati tanti perchè in molte scuole, anche in Italia, il tablet di Apple è usato come strumento didattico.
Attualmente ci sono più di 20.000 applicazioni nell’App Store dedicate a questo settore e la società aumenta l’esperienza con i libri. Aggiornando ad iBooks 2.0, la società ha introdotto la vetrina dei testi scolastici. Questo risolve molte cose come il dover cercare il libro nelle librerie e, soprattutto, rende gli zaini degli studenti molto più leggeri.
Per permettere questa rivoluzione ha stretto accordi con alcuni editori, tra cui McGraw-Hill, Pearson Education e Houghton Mifflin Harcourt che metteranno a disposizione, sin da subito, il 90% del loro catalogo scolastico venendo i testi a 14,99 $ ciascuno o anche meno.
I libri saranno anche interattivi con oggetti in 3D, gallerie di foto, fonti audio e video. L’obiettivo è potenziare il materiale offerto agli studenti per una maggior comprensione degli argomenti e, si spera, una maggior attenzione allo studio. Con iBooks 2.0, inoltre, si risolve un problema segnalato anche in passato: ora è possibile evidenziare il testo con vari colori e aggiungere post-it virtuali con le note. Il motore di iBooks, inoltre, aggrega queste note e le parti sottolineate in un testo unico per avere subito un documento dove riepilogare velocemente gli argomenti studiati.
Al momento la vetrina dei libri di testo italiani è ancora vuota, ma speriamo che questa rivoluzione entri nel nostro Paese prima del prossimo anno scolastico.
Come avrete compreso dalla nostra ultima diretta, Apple ha aperto ai libri multimediali nell’iBookstore. Sganciandosi dalla dinamica delle applicazioni, così, la società permette di creare libri ricchi di immagini, testo, video e elementi interattivi direttamente nel suo negozio dei libri.
Per tale scopo ha aggiornato iBooks, l’applicazione per iOS, alla versione 2.0. L’applicazione permette di accedere a questa interattività ma è disponibile solo per chi ha iOS 5 o superiori tagliando, di fatto, ai vecchi modelli di iDevice. Al momento l’offerta di libri interattivi è ancora povera, ma di sicuro sarà ampliata nei prossimi mesi.
Ci sarebbe da discutere, forse anche a lungo, su quale sia più comodo tra un libro interattivo che crea fonti di distrazione durante la lettura oppure un libro puramente testuale. Potrete stimolare la vostra idea a tal riguardo con un ebook interattivo gratuito reso disponibile da Apple. Il libro si chiama Life on Earth e pesa 965 MB.
Qualche settimana fa fece discutere un licenziamento di un dipendente di un Apple Store a seguito di un commento negativo su Facebook. Il commento era stato scritto nel profilo personale del dipendente e criticava il suo impiego nella società spingendo il manager dello store al licenziamento.
Ma è giusto licenziare per un post su Facebook? All’interno della società vice un regolamento molto ferreo. Apple vieta a tutti i dipendenti di parlare in qualsiasi direzione della società. L’utilizzo dei social network, blog, account di Twitter e altro non è vietato, ma nessuno può commentare o dare informazioni di qualsiasi genere che riguardano Apple.
Come membri di un team, dice il regolamento, ogni dipendente rappresenta la società e deve comportarsi con i valori associati. All’interno si fanno riferimento anche a norme di carattere amministrativo, per esempio ogni dipendente ha una email @apple.com, ma per comunicazioni di carattere personale bisogna usare un altro account.
[via 9to5mac]
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