Continua il nostro corso di interviste agli sviluppatori italiani per Os X Mobile. Un giro di domande che ci aiutano a capire cosa pensano le persone che creano applicazioni per iPhone e iPod Touch, che idee hanno per il futuro e qual è la loro visione di Apple.
Questa volta ho intervistato Alessandro Guerra fondatore dell’iDiTeam, un gruppo che hanno dato vita a numerose applicazioni, come Diabolik, iTraffic e altre. Ecco cosa ci siamo detti:
Ciao Alessandro. Puoi parlarci della MobFarm? Come è nata?
Sin dalla prima uscita dell’iPhone negli Stati Uniti, l’interesse per questo innovativo sistema di comunicazione multimediale cresce giorno dopo giorno sino a coinvolgermi totalmente. Da qui, l’idea di creare un Team di sviluppo tutto italiano. La sorte mi ha portato ad incontrare il mio primo collaboratore, Giuseppe Silvestri con il quale, in maniera pioneristica, abbiamo imboccato la strada tortuosa di sviluppatori per iPhone e iPod Touch. I discreti successi ottenuti, ci portarono a perseverare. Il Team molto velocemente si arricchisce con l’inserimento di nuovi collaboratori quali Gianluca Alfonzo, Andrea Gavagnin e Matteo Gavagnin. Ultimamente il team si è ulteriormente espanso con l’ingresso di Claudio Mezzasalma, Nicolò Tosi, Francesca Petetti e Marco Frisan.
Rieccoci con le interviste agli sviluppatori per iPhone. Questa volta abbiamo chiacchierato con Marco Bellinaso, sviluppatore presso l’Anguria Lab, società che ha lanciato Postino, il programma che consente di spedire eCard e cartoline reali sfruttando le potenzialità dell’iPhone.
Ecco cosa ci siamo detti:
Ciao Marco, raccontaci un po’ di voi. Sappiamo che avete chiamato la vostra società Anguria, come mai?
AnguriaLab LLC è l’azienda – parte del gruppo GetConnected srl – dedicata allo sviluppo di applicazioni e servizi innovativi su iPhone (ma anche web e altre piattaforme mobile). L’anguria è un frutto fresco, succoso, e anche “bello” da vedere. Inoltre rappresenta i nostri colori italiani: verde la buccia, bianca la crosta, rossa la polpa. I semini neri poi sono le tante idee che abbiamo e che potrebbero crescere. Ci è sembrata perfetta! Per il logo abbiamo aperto una contest su 99designs.com ed il risultato è stato molto positivo, molte idee. Il risultato finale è il nostro smile all’anguria.
Cosa vi ha spinto a programmare per iPhone?
L’innovazione tecnologica del prodotto e le possibilità che offre per sviluppi interessanti e particolarmente interattivi. Inoltre l’App Store è veramente un altro pianeta per la semplicità di distribuzione, soprattutto per chi come noi ha sviluppato anche per BlackBerry e Windows Mobile (che hanno store frammentati, non integrati con il device, e che spesso richiedono un’installazione manuale del software). Infine devo dire che anche la curiosità verso qualcosa di ancora nuovo, e il divertimento che ne sarebbe derivato, ci ha dato una bella spinta per intraprendere quest’avventura.
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Dopo aver intervistato Emanuele Fornaro di MyTv e don Padrini di iBreviary, abbiamo scambiato qualche chiacchiera con Duncan Wilcox delle applicazioni Memento e Memento Xmas. Ecco cosa ci siamo detti.
Ciao Duncan, sei uno degli sviluppatori italiani di maggior successo nell’App Store. Parlaci un po’ di te. Chi è Duncan?
Nonostante il nome sono Fiorentino DOC. Mio padre arrivò a Firenze nel 1967 dopo l’alluvione, per fare restauro. Scrivo software da quando monopolizzavo il televisore di casa a 13 anni con il Commodore 64 e, dopo ho fatto un po’ di tutto, dai sistemi embedded fino alla programmazione web, ho contribuito tra gli altri a BeOS, a Firefox e a Webkit. Più di recente faccio il consulente e scrivo un po’ di software Cocoa.
Prima di sviluppare per l’App Store eri già uno sviluppatore per Mac?
Si, da qualche anno sto lavorando su una applicazione Mac (non rilasciata) e sono stato a 4 degli ultimi 5 WWDC. Sviluppare per iPhone mi è venuto naturale. Ritengo che l’aver adottato Cocoa su iPhone sia stato un vero e proprio regalo ai programmatori Mac, che sono riusciti a partire in tempi brevissimi con lo sviluppo di applicazioni iPhone.
La tua applicazione Memento, che permette di mandare e-card, ha avuto molto successo negli USA. Come lo spieghi questo fenomeno?
Ho inizialmente rilasciato Memento appena prima della festività del Thanksgiving, e poi rilasciato un aggiornamento appena in tempo per Natale, sicuramente due occasioni per scambiarsi auguri non solo negli USA. Credo che questo abbia contribuito alla diffusione iniziale.
Dopo aver intervistato Emanuele Fornaro di MyTv, ho diretto la mia attenzione a iBreviary, un’applicazione che in pochissimo tempo ha fatto il giro del mondo attirando il faro dei media e bussando, addirittura, alle porte del Vaticano.
Il software che porta le preghiere nell’iPhone è in continuo sviluppo e mi ha fatto molto piacere scambiare qualche chiacchiera con don Padrini, l’ideatore del progetto. Ecco cosa ci siamo detti:
Salve don Padrini. Prima di iniziare questa intervista, ci parli un po’ di lei. Chi è don Padrini?
Sono un prete. Un parroco meglio sarebbe dire. Poichè il mio ministero si svolge quotidianamente in una parrocchia piemontese (Stazzano) nella quale lavoro soprattutto a contatto con ragazzi e giovani. Questo mi rende orgoglioso. Poi sono tecnologico…come hanno scritto alcuni giornali americani un “techno-priest”….e, soprattutto, appassionato di comunicazione ecclesiale.
Come le è venuta l’idea di creare un’applicazione per iPhone per diffondere le sante preghiere?
L’idea mi è venuta dopo avere avuto tra le mani l’iPhone. Un telefono così è destinato a cambiare non solo il modo di telefonare, ma anche quello di concepire la comunicazione e la gestione del nostro tempo in mobilità. Allora mi sono detto: perchè non creare grazie a questo telefono uno spazio di preghiera? Una sorta di spazio di comunicazione con Dio? Perchè non portare sull’iPhone non tanto un testo quanto una azione, spesso dimenticata, come quella della preghiera?
Come si è avvicinato al mondo Apple? Utilizzava già degli strumenti prodotti dalla società di Cupertino?
Ammetto di essere un cultore di Mac. Ormai, e mi riferisco ad altri sistemi operativi, ho definitivamente fatto il “grande salto” a Mac ed a iPhone, naturalmente.
E’ stata una delle applicazioni più scaricate dall’App Store, stiamo parlando di MyTV, il programma per iPhone e iPod Touch che permette di guardare la programmazione televisiva e di registrarne i contenuti grazie all’integrazione di Vcast.
Dietro il programma c’è lo sviluppatore italiano Emanuele Fornaro e l’ho intervistato per chiedergli un po’ di cose su questo successo inaspettato. Ecco cosa ci siamo detti:
Ciao Emanuele. Cosa ti ha spinto ad affacciarti nel panorama dell’App Store e quali esperienze da programmatore hai avuto in precedenza?
Ciao Kiro. Sicuramente la cosa che più mi ha spinto ad affacciarmi all’App Store è stata la facilità di distribuzione delle applicazioni che caratterizza questo ambiente. Chiunque può scrivere un’applicazione e pubblicarla sullo store, senza preoccuparsi dei dettagli relativi al marketing e alla vendita del prodotto stesso.
Ho cominciato a sviluppare programmi nativi per Mac nel 2005, sia per lavoro che per passione. Dopo l’uscita dell’Sdk per iPhone ho iniziato a studiare per bene la documentazione fornita da Apple, prima di avere l’idea per My Tv.
Che impressione hai avuto a contatto con l’App Store? Cosa ti è piaciuto maggiormente nel programmare per iPhone?
L’App Store presenta anche dei percorsi macchinosi, come ad esempio la valutazione da parte di Apple e la parte burocratica della faccenda, ma sicuramente facilita la distribuzione, come ho accennato prima, e quindi lo sviluppatore può concentrarsi maggiormente sui dettagli tecnici relativi all’applicazione.
Ho anche trovato grande soddisfazione nel programmare per iPhone, sia per la semplicità d’uso del telefonino della Mela, che per l’elegante approccio che Apple ha adottato, conosciuto anche a coloro che programmano in ambiente desktop per Mac. Il framework utilizzato per iPhone non è nient’altro che una versione adattata per il dispositivo delle librerie Cocoa presenti nella programmazione su OS X.
Non so se voi utilizzate il servizio Twitter, ma se avete un Mac e lo utilizzate sono sicuro che non potete fare a meno di Twitterrific, il migliore programma per la gestione del proprio account di Twitter, almeno sotto il punto di vista dell’interfaccia grafica. Ho avuto il piacere di intervistare Craig Hockenberry, programmatore decennale e padre di Twitterrific, nonché neo premiato con uno dei prestigiosi “Apple Design Awards” durante il WWDC 2008.
Ecco cosa ci siamo detti (in neretto le mie domande):
Ciao Craig, prima di iniziare volevo farti i complimenti per aver vinto il premio “Apple Design Awards” per Twitterrific per iPhone. Come si fa a vincere un premio così prestigioso?
Ci si arriva dopo tanto lavoro. Io ho lavorato come una bestia negli ultimi mesi.
Hai incontrato Steve Jobs? Se si, quale impressione ti ha fatto?
No purtroppo non l’ho mai incontrato personalmente, però l’ho visto sul palco.
Prima di parlare di Twitterrific voglio fare una domanda sulla tua vita professionale. Sei uno sviluppatore da oltre 30 anni. Secondo te Apple è stata molto importante per questo ambiente? In che modo?
La cosa interessante è che Apple è leader in questo settore. Sono molto bravi con le nuove tecnologie. Ho come l’impressione che tutti i progressi più importanti provengano da Cupertino. L’ultimo è l’iPhone. Secondo me questo telefonino sarà importante come lo fu il Mac nel 1984.
Forse non tutti sanno che hai lavorato anche in Italia. Che rapporto hai con questo paese? Che ricordo hai?
Ho vissuto 4 anni in Italia ad Ivrea dove lavoravo presso l’Olivetti come tecnico nella sua sede centrale. Ci sono tanti bei ricordi di questo periodo della mia vita. Gli amici, le esperienze e la cucina italiana….
Twitterrific è tra i programmi più usati nel mondo Apple per il servizio Twitter. Secondo te, Twitter ha modificato la comunicazione?
Si. È sempre difficile esprimere come sia importante Twitter perchè la comunicazione diventa personale: varia al variare delle persone. Per me è un sistema con cui possono comunicare tante persone senza problemi.
Ho fatto una riunione con lo staff di Twitter la scorsa settimana a San Francisco. Per loro è fondamentale concedere spazio agli sviluppatori. Mi hanno chiesto come migliorare il servizio poichè loro cercano sempre il modo di migliorare la comunicazione.
Di base Twitter è un servizio per comunicare e quando si verificano guasti sale il disagio per tutti gli utenti. Ultimamente stanno lavorando sui canali di informazione in cui avvertono dei problemi di fruizione del servizio. Secondo me questo è importante perchè quando la lampadina non si accende vuoi sapere il motivo.
Nel tuo blog, furbo.org, hai scritto che trovi poco chiari alcuni aspetti dell’App Store. Cosa puoi raccontarci in merito?
Ci hanno dato qualche dettaglio in più la scorsa settimana al WWDC. Purtroppo tutto quello che ci hanno detto è top secret. Direi solo che sarà un gran successo. Siamo molto contenti dopo tutto quello che abbiamo sentito.
Hai vinto un premio per Twitterrific per iPhone. Quando sarà disponibile? Sarà a pagamento?
Twitterrific per iPhone sarà disponibile dall’inizio. Il nostro obiettivo è di essere pronti quando l’App Store sarà pronto. Per quanto riguarda il prezzo non lo sappiamo ancora. Vorremo avere una struttura come la nostra applicazione desktop (versione free con pubblicità o versione a pagamento priva di pubblicità ndr).
Sappiamo che non puoi mostrarci gli screen shot di Twitterrific perchè Apple per adesso non vuole. Puoi anticiparci le sue caratteristiche? Cosa sarà in grado di fare?
In inglese, diciamo “una pittura vale mille parole”. Dopo 10 anni lontano dall’Italia è troppo faticoso per me formulare queste mille parole.
Cosa ne pensi dell’iPhone 3G? Secondo te si poteva fare di meglio?
La cosa più importante della 3G è il prezzo. La velocità di Internet mobile e del GPS sono cose utili, ma il prezzo così basso vuole dire più clienti per i nostri prodotti. E questi prodotti non faranno altro che aumentare il mercato dell’iPhone.
Ecco una domanda che mi piace fare a tutti. Sei il CEO di Apple per un giorno. Cosa fai?
Uso il Jet della società per fare un viaggio in Italia, naturalmente dopo aver fatto visita allo studio di Jonathan Ive.
Ringrazio Craig per la grande disponibilità concessa ai lettori di Melamorsicata e in bocca al lupo per tutto il lavoro che si appresterà a svolgere nel mondo Apple.
Forse non tutti sanno che lo sviluppatore del programma più usato per bloccare l’iPhone e l’iPod Touch, vale a dire ZiPhone, è italiano e si fa chiamare Zibree. Oltre 4,2 milioni di download all’attivo che lo portano ad essere il più importante a livello mondiale. Cifre raggiunge anche grazie all’estrema facilità e velocità per lo sblocco.
Ho avuto il piacere di intervistare Zibree. Ecco le domande e risposte in esclusiva per voi.
Io: Come hai seguito il lancio dell’iPhone e cosa hai pensato subito dopo?
Zibree: A dire il vero non l’ho seguito…ho acquistato il mio primo iPhone alla fine del settembre 2007…
Secondo te, quale doveva essere la strategia che Apple doveva adottare sin dai primi giorni delle vendite del telefono?
Quella che ha adottato…al posto suo avrei fatto praticamente lo stesso.
Con il tuo programma hai dato la possibilità a milioni di persone di sbloccare l’iPhone. Secondo te qual è il motivo principale che spinge le persone in questa operazione?
Avere una possibilita’ di scelta. E la libertà di usare un oggetto acquistato nel modo che più li aggrada.
Quanto tempo ti ha richiesto la creazione di ZiPhone?
Mah.. potrei dirti un paio di mesi… ma in realtà molto di più se consideriamo il tempo necessario a documentarmi a capire a fare reverse engineering (partire da un oggetto e smontarlo per ricostruire le fasi di progettazione ndr)… tutte nozioni senza le quali ZiPhone non sarebbe potuto esistere.
Ti ha mai contattato il team dell’iPhone Dev Team che per primi sbloccarono il telefono oppure Apple?
Contattai io il Dev Team all’inizio, pensando di poter imparare (prima) e collaborare (dopo), ma scoprii presto che erano orientati solo a trovare un modo di farci soldi e non alla diffusione di conoscenza o tool. Infatti lo hanno fatto solo quando sono stati “costretti”. Forse non tutti sanno che dietro al codice scritto per Turbosim e dietro ad IPSF (iphonesimfree) c’erano loro.
Per quanto riguarda Apple, non sono mai stato contattato ufficialmente. Ma al posto loro non lo farei…a loro conviene che tutto rimanga esattamente come è.
Quale futuro vedi per ZiPhone? Cosa saranno in grado di fare le nuove versioni?
Mah…ZiPhone fa una sola cosa…anzi 3: sblocca, attiva e installa applicazioni di base. Già c’è nella 3.0 appena rilasciata il supporto per i plugin. Nelle prossime versioni ci sara’ probabilmente un’interfaccia utente per semplificarne l’uso. Per il resto nulla… è già un lavorone fare si’ che ZiPhone funzioni con l’ultima versione ufficiale di firmware.
Il tuo programma riesce a sbloccare anche gli iPod Touch. Credi che quest’ultimo faccia concorrenza all’iPhone?
No, non essendo un telefono ed avendo il doppio della memoria. La diversificazione di mercato che ha fatto Apple è stata molto oculata.
Alla luce della nuova strategia di vendita che Repubblica ha citato per il nostro Paese, credi che un iPhone libero da operatori e contratti abbia ancora necessità di ZiPhone?
Certo! E’ l’unico modo per non essere obbligati a fare tutto “come dice Apple”. (Quindi installare applicazioni.. scriverle ed usarle senza passare per iTunes, etc. etc.)
Stai già lavorando al firmware 2.0 per iPhone? Credi che si riuscirà a sbloccare anche quella versione?
E’ stato un lavoro di 20 minuti e la mia beta di ZiPhone già attiva e sblocca l’ultima versione di beta che c’è in giro (5a240d).
Con la nascita dell’App Store a giugno, credi che ZiPhone possa rimanere ancora un’alternativa oppure si tornerà ad utilizzare il telefono così come esce dalla fabbrica?
Io non di certo.. per gli altri non credo.. sicuramente ci saranno sviluppi paralleli: ufficiali e non…
Sei il CEO di Apple per un giorno. Dicci cosa cambieresti nella strategia di vendita dell’iPhone e cosa aggiungeresti o toglieresti al telefono per la nascita della prossima generazione.
Mah.. potrei fare la solita lista che tutti conoscono (GPS, fotocamera decente, HSDPA, etc. etc.)… Ma credo che l’iPhone sia giusto così com’è per il target a cui è diretto. Ci saranno sicuramente migliorie in futuro ma non proprio come la gente se le aspetta
Secondo te quando uscirà la prossima generazione del telefono? Quale dovrebbe essere il prezzo ideale per venderlo in Italia?
Non ha molta importanza il prezzo per un oggetto come l’iPhone, credimi. E’ come un capo di moda. Ma immagino che un prezzo giusto sarebbe intorno ai 400-500 euro.
Tempo fa un rumors partito da te diceva che l’iPhone conteneva un codice che lo riportava a un chip HSDPA. Poi il tutto si è sgonfiato perchè è risultato una svista. So che la svista non è dipesa da te ma dai siti che hanno gonfiato l’informazione. Cosa hai da raccontarci di questa storia?
Vi racconto che il riferimento è all’SGOLD3 ma ciò non vuol dire nulla visto che l’SGOLD3 è una famiglia intera di chip. Non è dato di sapere quale chip verrà montato nel prossimo iPhone e conoscendo Apple probabilmente sarà il più semplice… ma hai visto mai ci sorprendono e mettono l’8878 ?
Considerando che sei un ottimo programmatore, hai intenzione di creare applicazioni ufficiali per iPhone lavorando sull’SDK di Apple?
Non sono affatto un ottimo programmatore…E sono troppo pigro per scrivere qualcosa di più grande di una utility.
Dai un consiglio a un amico con poca esperienza nel settore telefonico e che ti chiede come comprare un iPhone in questo momento. Cosa gli consiglieresti?
Ebay o un amico che va negli USA (ancora meglio).
Noi ringraziamo ancora una volta Zibree per la disponibilità e gli facciamo un in bocca al lupo per il suo lavoro.
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