E’ presente in 26 Paesi, comprende 500.000 lezioni ed è gratuito. E’ l’enorme università che Apple ha unito in iTunes U, una sezione di iTunes dove sono raccolti i podcast dedicati al mondo delle scuole e università. Negli anni questa sezione si è ingrandita sempre di più integrando anche università italiane, fino a superare i 700 milioni di download.
Ora iTunes U è più interattiva perchè permette ai docenti di creare delle vere e proprie lezioni. In ogni corso è possibile creare un piano delle lezioni e aggiungere audio, video, PDF, slide, documenti di testo, link, applicazioni per iOS e ePub. iTunes U, infatti, ora è disponibile anche sotto forma di applicazione per iPhone e iPad.
L’app conversa con iBooks per rimandare gli studenti ai libri di testo nel negozio di Apple. In questo modo il professore indica i libri necessari al corso e lo studente può scaricarli direttamente nell’iPad. Il sistema nel suo totale promette una semplificazione profonda nel seguire le lezioni. Volendo si possono seguire anche le lezioni di altre università per comprendere meglio gli argomenti o approfondire.
iTunes U pesa 12,1 MB e si scarica gratis nell’App Store.
“Insegno perchè ogni volta che lo faccio mi sento una persona migliore” dice un insegnante durante un’intervista rilasciata ad Apple. In effetti Apple ha sempre visto con riguardo il settore educativo, sin dai suoi primi anni di attività. Con l’iPad i passi avanti sono stati tanti perchè in molte scuole, anche in Italia, il tablet di Apple è usato come strumento didattico.
Attualmente ci sono più di 20.000 applicazioni nell’App Store dedicate a questo settore e la società aumenta l’esperienza con i libri. Aggiornando ad iBooks 2.0, la società ha introdotto la vetrina dei testi scolastici. Questo risolve molte cose come il dover cercare il libro nelle librerie e, soprattutto, rende gli zaini degli studenti molto più leggeri.
Per permettere questa rivoluzione ha stretto accordi con alcuni editori, tra cui McGraw-Hill, Pearson Education e Houghton Mifflin Harcourt che metteranno a disposizione, sin da subito, il 90% del loro catalogo scolastico venendo i testi a 14,99 $ ciascuno o anche meno.
I libri saranno anche interattivi con oggetti in 3D, gallerie di foto, fonti audio e video. L’obiettivo è potenziare il materiale offerto agli studenti per una maggior comprensione degli argomenti e, si spera, una maggior attenzione allo studio. Con iBooks 2.0, inoltre, si risolve un problema segnalato anche in passato: ora è possibile evidenziare il testo con vari colori e aggiungere post-it virtuali con le note. Il motore di iBooks, inoltre, aggrega queste note e le parti sottolineate in un testo unico per avere subito un documento dove riepilogare velocemente gli argomenti studiati.
Al momento la vetrina dei libri di testo italiani è ancora vuota, ma speriamo che questa rivoluzione entri nel nostro Paese prima del prossimo anno scolastico.
Come avrete compreso dalla nostra ultima diretta, Apple ha aperto ai libri multimediali nell’iBookstore. Sganciandosi dalla dinamica delle applicazioni, così, la società permette di creare libri ricchi di immagini, testo, video e elementi interattivi direttamente nel suo negozio dei libri.
Per tale scopo ha aggiornato iBooks, l’applicazione per iOS, alla versione 2.0. L’applicazione permette di accedere a questa interattività ma è disponibile solo per chi ha iOS 5 o superiori tagliando, di fatto, ai vecchi modelli di iDevice. Al momento l’offerta di libri interattivi è ancora povera, ma di sicuro sarà ampliata nei prossimi mesi.
Ci sarebbe da discutere, forse anche a lungo, su quale sia più comodo tra un libro interattivo che crea fonti di distrazione durante la lettura oppure un libro puramente testuale. Potrete stimolare la vostra idea a tal riguardo con un ebook interattivo gratuito reso disponibile da Apple. Il libro si chiama Life on Earth e pesa 965 MB.
Sta accadendo uno strano fenomeno in Canada. In alcuni punti vendita di Best Buy e Future Shop, infatti, ben 25 clienti hanno trovato una busta di argilla al posto dell’iPad 2 acquistato. Ma cosa succede?
Non si tratta di un fenomeno di trasformazione molecolare, neanche di vendita di un kit per modellare il proprio iPad. E’ soltanto una truffa. Alcuni clienti, infatti, hanno acquistato l’iPad per poi restituirlo tramite il diritto di recesso. La politica di questi negozi, almeno fino ad ora, prevede la piena fiducia verso il cliente quindi le scatole non vengono controllate dal personale.
Qualcuno, fiutata la falla di sicurezza, ha approfittato per rubare una buona quantità di tablet. I manager dei negozi stanno cambiando con iPad nuovi tutti i clienti colpiti dal fenomeno. Sarebbe il colmo, però, vedere ora un’ondata di false scatole con buste di argilla create ad hoc per avere un iPad nuovo di zecca.
Ma forse i canadesi non sono così ingenui da cascare anche in questa falla.
[via ctv]
Gli sviluppatori hanno la piattaforma XCode per creare applicazioni per iOS, i musicisti hanno GarageBand per creare podcast o brani musicali per l’iTunes Store e cosa esiste per l’iBookstore? Al momento nulla, ma il vuoto dovrebbe essere colmato da Apple il prossimo giovedì nel corso dell’evento organizzato a New York, presso il Guggenheim Museum.
Oltre a vedere un annuncio sul mondo educativo, probabilmente l’apertura ai libri scolastici per iPad, Apple presenterà anche un software che permetterà agli scrittori in erba di creare i propri libri e venderli autonomamente, quindi senza l’ausilio di case editrici, attraverso l’iBookstore. Una fonte interna, infatti, avrebbe comunicato che la società ha realizzato il GarageBand per i libri.
Di sicuro una buona notizia per l’Italia dove gli aspiranti scrittori sono sempre molti e desiderosi di un mercato di sbocco. Vi ricordo che giovedì la diretta audio/video con i commenti miei e di Dj Frank si potrà seguire nell’apposita pagina di questo blog dalle ore 16.00.
[via arstechnica]
Apple è ossessionata dall’acqua perchè genera molti dei dispositivi mandati in assistenza. Tutta colpa della distrazione che porta a far cadere liquidi sui dispositivi, farli scivolare in acqua e così via. Per provare questa sbadataggine, di cui la garanzia in teoria non copre i costi, la società ha inserito numerosi rilevatori di umidità nei suoi prodotti. Il risultato sono rilevatori che cambiano colore a contatto con l’acqua, purtroppo anche quando l’ambiente è molto umido.
Per risolvere il tutto Cupertino sarebbe in trattativa con la società HzO. Presente al CES di Las Vegas, HzO ha una tecnologia simile a Liquipel, vale a dire riesce a rendere impermeabili i dispositivi usando un vapore speciale. La sostanza usata, però, a differenza di Liquipel non copre il dispositivo ma i componenti interni.
Agendo a livello molecolare, uno strato di vapore permette di rendere l’hardware resistente all’acqua ed evitare, così, malfunzionamenti in caso di contatto con liquidi. La società non consiglia di usare i dispositivi in piscina dopo il trattamento, ma semplicemente di asciugarli senza problemi in caso di caduta poichè è scongiurato il problema dei cortocircuiti o ossidazione.
Anche Samsung sta trattando con HzO. Ora si tratta di vedere se Apple riuscirà a stringere accordi oppure lascerà stare.
[via appleinsider]
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