Arriva aria di cambiamento all’interno dell’App Store. Come saprete gli utenti possono commentare le applicazioni, in modo da consigliare o meno l’acquisto assegnando da 1 a 5 stelline e aggiungendo del testo. Un servizio di meritocrazia che aiuta ad isolare le applicazioni che non funzionano come dovrebbero e a premiare le più interessanti.
Da oggi solo coloro scaricano o acquistano l’applicazione potranno commentarla. La decisione è stata presa dopo aver notato centinaia di commenti inseriti da persone che davano la propria impressione senza aver provato realmente il programma, a volte danneggiando solo per il gusto di farlo. Una scelta che io appoggio perchè rende più affidabili le recensioni.
[via mattgemmell]
Dopo la campagna “iPhone U” per far adottare l’iPhone in tutte le grandi università degli Stati Uniti, ora Apple passa al secondo step e cerca di coinvolgere gli studenti. E’ partito, infatti, il programma “iPhone Developer University” per la formazione di unità di sviluppo con l’obiettivo di creare applicazioni per iPhone o iPod Touch.
Il team può contenere massimo 200 studenti che, sotto la guida di un professore, svilupperanno esonerati dai costi di iscrizioni all’App Store. La prima debuttante è l’università di Stanford che sta per lanciare 5 applicazioni: le prime due permettono di amministrare la registrazione ai corsi e il pagamento delle tasse universitarie e le altre tre sono indirizzate alla mappatura del campus.
Chiamato “Stanford iApps Project”, i team farà da esempio a tutte le altre università. Probabilmente dal progetto nasceranno nuove aziende e alcuni studenti troveranno la realizzazione lavorativa. Chissà se il programma sbarcherà anche in Italia. Che applicazioni realizzereste nella vostra facoltà?
[via stanford]
Da Wikipedia: “Per embargo si intende il blocco degli scambi commerciali deciso da uno o più paesi nei confronti di un paese terzo, solitamente per motivi politici o economici“. Da questa definizione possiamo affermare che Apple ha attivato l’embargo nei confronti di alcuni sviluppatori. Le azioni di ritorsione sono partite dopo la denuncia di alcune società che si sono lamentate di non essere state incluse nell’App Store nonostante non fosse stata infranta nessuna regola posta dalle policy.
Nello specifico intendiamo Podcaster, un programma per i podcast che secondo Apple imita alcune funzioni della sezione iPod e Mailwrangler, un programma per gestire la posta elettronica che secondo la società è superfluo perchè c’è già Mail.
Personalmente non conosco le caratteristiche di questi due software e probabilmente sono realmente superflui, ma la questione che lascia indigniata parte della compagine dei clienti è: non dovremmo essere noi a decidere cosa è o non è superfluo? Detto fatto, la società ha eliminato il problema tappando la bocca agli sviluppatori. Da oggi tutta la corrispondenza con Apple è sottoposta a segreto e chi trasgredisce alla regola non solo rischia di essere espulso a vita dal negozio, ma addirittura procedimenti legali.
Da oggi non sapremo mai se Tizio ha sviluppato un’applicazione fighissima caduta nell’embargo. Nessuno saprà nulla. Cade anche l’unica scappatoia, cioè distribuire le applicazioni “Ad-hoc”, destinate ai tester, in modo da non passare dall’autenticazione dello store, Apple ha posto l’embargo anche su quel sistema. Ha fatto bene perchè ci ha evitato delle applicazioni inutili oppure è un evento grave perchè limita la libertà?
Dopo mesi e mesi di sviluppo finalmente il gigante ha partorito un topolino, stiamo parlando di Google e il suo primo GPhone nato in collaborazione con HTC. Il terminale si chiama ufficialmente G1 e con il suo Android si pone a metà tra Windows Mobile e Os X Mobile. Se da un lato acquista multitasking, tastiera fisica e fotocamera da 3 Megapixel, dall’altro vede il suo software mancare del supporto agli MMS, niente sistema copia/incolla e niente registrazione video.
Al centro di tutto, come una prima donna di uno spettacolo, c’è solo Google e i suoi servizi. La chiave di accensione è l’account del colosso di Mountain View, senza di essa non potrete usare il telefono. Contatti, calendario e posta passano solo dai servizi di Big G e dimenticatevi la sincronizzazione con iCal o Outlook, tantomeno con Microsoft Exchange. Se riuscite a sorvolare su questo, potrete assaggiare i servigi di Google Maps, Google Reader, Google Translator e addirittura della novella posta push di GMail che è un’esclusiva di Android.
Dal punto di vista hardware non vediamo scintille. Oltre a un design degno di uno Zune, o forse peggio, abbiamo uno schermo touch screen da 3″, una memoria limitatissima espandibile con microSD fino a 8 GB, HSDPA, GPS e un’autonomia di appena 5 ore in conversazione e 130 ore in standby. Google però si improfuma di applicazioni e cerca di corteggiare con Market, il suo personale App Store con centinaia di applicazioni.
Vi basta? Fortunatamente, o per sfortuna, noi italiani non possiamo comprarlo. E’ disponibile negli USA con T-Mobile firmando un contratto di due anni e anticipando 179 $. Qualcuno l’ha definito l’iPhone-killer, ma in realtà a chi fa paura?
[via T-Mobile]
Quanto vale il marchio Apple? Secondo i parametri di Interbrand: 13,4 miliardi di dollari. Nella classifica annuale, tra l’altro, il marchio della Mela è cresciuto del 24% portandosi dalla posizione 33 alla 24.
Il marchio che è cresciuto di più è Google (+43%), ma al primo posto c’è Coca-Cola, seguita da IBM e poi da Microsoft. Tra gli italiani troviamo Gucci (45° posto), Prada (91°), Ferrari (93°) e Armani (94°).
La crescita di Apple è dovuto soprattutto al lancio dell’iPhone che ha fatto conoscere meglio la società nel mondo.
[via IlSole24Ore]
Qual è il browser più veloce di mondo? Alcuni dicono Chrome di Google, altri Firefox di Mozilla e altri ancora Safari di Apple. In futuro potrebbe essere realmente quest’ultimo a detenere inequivocabilmente lo scettro. Il team che si occupa di WebKit, il motore che sta alla base del browser, ha pubblicato i primi dati sulla sua evoluzione: lo SquirrelFish Extreme.
Grazie a una serie di tecnologie che migliorano il rendering del Javascript, promette una velocità più che doppia rispetto a quella attuale. Attualmente non sappiamo, però, i tempi di adozione del nuovo motore.
[via 9to5mac]
C’è aria di tempesta nel mercato americano. La recessione che ha colpito gli USA si sta abbattendo anche sui titoli di Apple, un tempo ritenuti molto solidi, che perde nel momento in cui scrivo il 8,61% a quota 127,83 $, contro gli oltre 170 $ di appena 2 settimane fa. A preoccupare gli azionisti è l’inevitabile calo dei consumi e il presunto taglio dei prezzi previsto dagli analisti.
Fortunatamente la crisi del mattone che si è abbattuta irrimediabilmente sulle banche non ha colpito ancora l’Italia, anche se non possiamo affermare di essere completamente fuori pericolo. Probabilmente questo è il periodo migliore per rastrellare azioni Apple. Grazie al calo delle quotazioni e al dollaro forte, in futuro potreste trovarvi con una bella plusvalenza tra le mani.
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