Niente nuovo ban in Olanda per i tablet della linea Galaxy di Samsung. Lo ha deciso il giudice rigettando il secondo ricordo di Apple. Secondo la corte, infatti, i terminali di Samsung che fanno uso di Android possono essere comparati solo con i dispositivi registrati nel 2004 e non quelli del 2010, anno in cui fu lanciato l’iPad.
Questa decisione da veri e propri azzeccagarbugli costerà ad Apple 207.000 €. Denaro che serve a risarcire Samsung per le spese legali sostenute per la sua difesa. Ora cosa farà la Mela, ci riproverà o lascerà stare?
Samsung fu già costretta a cambiare il design del suo Galaxy Tab 10.1 portando al Galaxy Tab 10.1V. La vera battaglia, però, si combatterà sui mercati. Saranno i clienti a decidere quale tra i due tablet sarà il vincitore.
[via electronista]
L’era post Steve Jobs non frena i successi di Apple. La società, infatti, ha registrato un nuovo record nel suo primo trimestre del 2012, il primo governato da Tim Cook.
Negli ultimi tre mesi la società ha fatturato 46,33 miliardi di dollari con una crescita di ben il 73% rispetto allo stesso trimestre del 2011, quando fatturò 26,74 miliardi di dollari. L’utile passa a 13,06 miliardi di dollari con 13,87 $ di dividendo diluito per azione. I margini sono del 44,7%, mentre nello stesso periodo dello scorso anno erano del 38,5%. Il 58% del fatturato è stato registrato fuori dagli Stati Uniti.
Ma vediamo le vendite del trimestre:
Tim Cook si è espresso molto a favore di questo risultato. Ottimo considerando la congiuntura economica sfavorevole. Per il prossimo trimestre gli analisti prevedono un fatturato di 32,5 miliardi di dollari.
Può una confezione essere parte integrante dell’esperienza di acquisto di un prodotto? La risposta è sicuramente si, anzi, il packaging è un’arte che diventa sempre più importante perchè oltre ad aumentare le vendite può risolvere i problemi logistici.
Apple ha sempre tenuto molto a questo aspetto tanto da allestire una stanza solo per il packaging. Secondo alcune voci di corridoio, infatti, un team di designer lavora sulle confezioni da attribuire ai prodotti della Mela attuando, tramite materiali diversi, la combinazione ideale per rendere unica l’esperienza dello spacchettamento.
Il tutto funziona, come confermano anche i numerosi video di unboxing che giungono al lancio di ogni prodotto di Apple. Molte di queste confezioni sono anche brevettate in quanto frutto dell’opera di ingegno del team di Apple.
[via networkworld]
La vita a volte riserva sorprese inimmaginabili che, miste alle capacità delle persone, possono modificare le situazioni radicalmente. Chissà se Anderson Teixeira, ex presidente di Sony Ericsson in America, avrebbe mai immaginato di diventare uno dei boss di Apple quando sedeva alla scrivania della società di telefoni della concorrenza.
Da circa un mese, infatti, Anderson Teixeira è diventato responsabile di Apple per l’America Latina. Si occuperà di un mercato enorme e potenzialmente profittevole.
Teixeira conosce quei mercati molto bene essendo nato in Brasile e avendo lavorato sempre in quell’area.
[via 9to5mac]
Quanto costa proteggere il business dell’iPhone? La risposta è: più di 100 milioni di dollari. E’ quanto avrebbe speso Apple, al momento, per la causa legale contro HTC.
Assoldare eserciti di avvocati, consulenti, effettuare ricerche in giro per il mondo e recarsi a tutte le udienze con tanto di rappresentati costa una fortuna. Secondo il giornalista Dan Lyons, che ha sentito alcuni avvocati, la società ha sta impiegando ingenti somme di denaro per combattere Android sul fronte dei brevetti.
L’obiettivo è vincere per fermare i prodotti ritenute copie dell’iPhone e rendere uniche, così, le caratteristiche e l’esperienza utente offerte dal telefono della Mela. Se la causa fosse persa, però, si tratterebbe solo di una pioggia di denaro sui ricchi avvocati americani e niente più.
[via realdanlyons]
Perchè Apple assembla i suoi prodotti in Cina? Molti pensano per risparmiare denaro sulla manodopera, ma non è questo l’unico motivo, anzi, le motivazioni sono ben altre. Produrre un iPhone negli Stati Uniti, considerando gli alti volumi di produzione, costerebbe ad Apple appena 65 $ in più. Sono margini a cui si potrebbe far fronte considerando che si darebbe lavoro ad almeno 43.000 americani e i clienti, probabilmente, sarebbero molto più contenti di comprare un telefono che dà lavoro alla propria nazione.
Ma non è solo il denaro a far preferire la Cina. La risorsa più preziosa è il tempo. Lo hanno rilevato i giornalisti Charles Duhigg e Keith Bradsher in un interessante articolo sul New York Times. Il tempo è fondamentale per diventare competitivi e creare prodotti in tempi brevi. Tanto per fare un esempio i giornalisti citano l’esempio dell’uso del vetro nei nuovi iPhone 4 e 4S. Per applicarlo al nuovo telefono è stato necessario, chiaramente, un impianto a se stante per creare componenti ad hoc.
Assumere 8.700 ingegneri, costruire un capannone dove assemblare i componenti, allestire gli impianti e associare una forza lavoro di circa 200.000 persone ha richiesto solo 15 giorni. Un’operazione del genere negli USA, con le leggi attuali, avrebbe richiesto almeno 9 mesi. Il tutto si traduce non solo in un risparmio sulla forza lavoro, che presta la propria attività a turni di 12 ore e 17 $ al giorno, ma nella messa in produzione di centinaia di migliaia di unità in poche settimane.
Apple ha sempre preso in considerazione il settore educativo. Steve Jobs era convinto che se avesse affascinato gli studenti, offerto loro gli strumenti ideali per studiare, questi avrebbero scelto dei computer Apple una volta diventati adulti.
Per supportare questa strategia di mercato sempre di più, bisogna offrire agli studenti e alle scuole una piattaforma utile, solida e funzionale. Per tale motivo gli esperti della Mela hanno creato il programma ACOT2, vale a dire Apple Classrooms of Tomorrow al quadrato. L’obiettivo è creare un sistema che possa trasportare le scuole nel futuro.
Il sistema messo a punto da Apple, e spiegato perfettamente nel suo sito istituzionale, si basa su sei pilastri: creare capacità per il futuro, fornire elementi utili per il curriculum, fornire i giusti strumenti informativi, attivare connessioni sociali, far crescere una cultura basata sulla creatività e l’innovazione e permettere tutto questo in qualsiasi ora del giorno.
Se siete insegnanti, studenti o persone a cui interessa il futuro delle scuole vale la pena dare un’occhiata alla proposta di Apple.
Commenti recenti