Non amo le custodie per iPhone. Aumentano lo spessore e a volte rovinano il design del dispositivo. Cercando tra vari modelli, però, mi sono imbattuto nella custodia più sottile del mondo: la Zero 5 prodotta da Caze. E’ possibile che una custodia sia così sottile da non rovinare il design e aumentare lo spessore del telefono?
Arrivata direttamente da Hong Kong, la Zero 5 è disponibile in vari colori. Io l’ho presa blu e trasparente. Nella confezione, oltre all’accessorio, è presente un piccolo stand pieghevole per appoggiare il case o l’iPhone, un piccolo panno in microfibra e due pellicole semi-rigide: una per la parte posteriore e una per lo schermo.
Premetto che le pellicole sono di bassa qualità. Posizionandole sullo schermo si nota anche un fastidioso effetto satinato che rovina lo splendido Retina Display. La custodia, invece, è di tutt’altra pasta. Abbastanza flessibile, si adatta perfettamente al telefono. Non rovina il design e non aumenta lo spessore. O meglio lo aumenta in totale di 1 millimetro in altezza e di larghezza.
Coprendo anche l’antenna integrata nel case dell’iPhone elimina anche qualsiasi possibile problema di isolamento del segnale. La custodia lascia scoperti i tasti volume e vibrazione e quasi completamente i lati superiori e inferiori. Questo permette di usare connettore o jack per le cuffie senza richiederne la rimozione. Sul lato superiore ho notato una leggera vicinanza al pulsante di sleep che ne rende un po’ difficoltoso l’utilizzo. Ma niente di proibitivo.
Credo che la Zero 5 sia la mia custodia ideale. Scricchila poco e copre il retro per preservarlo dai graffi. Tutti graffi che noterete sulla custodia. Il flash per le foto, a differenza di altri modelli, non riflette sul case generando strani aloni. La Zero 5 di Caze è in vendita nel sito ufficiale per 19,99 $.
I prodotti Apple si utilizzano più degli altri. Capita molto spesso, ad esempio, se si possiede una iPhone o un iPad. Lo schermo multi-touch di ampie dimensioni, però, richiede molta energia. Apple ha risolto il problema utilizzando una batteria dall’autonomia di 10 ore per l’iPad e iPhone 4. Questo permette di arrivare a fine giornata, ma nel caso ci servisse più energia?
Come saprete i dispositivi mobili di Apple non permettono l’estrazione manuale della batteria, per tale motivo bisogna utilizzare degli accessori esterni. La volta scorsa abbiamo visto il TurboCharger 3400 di Proporta che permette di ricaricare l’iPhone del 160%, quindi oltre una ricarica e mezza. Proporta, però, ha anche una seconda batteria: il TurboCharger 5000.
A differenza del modello piccolo, il TurboCharger 5000 possiede due porte USB, una per i dispositivi a potenza base, come l’iPhone, e l’altra potenziata per ricaricare l’iPad. Volendo si possono anche ricaricare due dispositivi contemporaneamente. Basta collegarli alle porte e premere l’unico pulsante presente sul case. Un LED blu a 3 stadi vi permette di comprendere quanta carica è presente all’interno e di attivare o fermare la carica.
Nel settore audio sono molte le società che guardano con interesse l’evoluzione dei prodotti Apple. L’iPhone, iPod Touch e iPad, infatti, permettono l’accesso a un catalogo musicale vastissimo, tanto da rendere l’iTunes Store il primo negozio di musica negli USA. Quindi ecco vedere i prodotti Apple andare a braccetto con gli speaker esterni.
Tra questi c’è lo ZiiSound D5 di Creative, un sistema audio che ho provato in prima persona. Dal design raffinato e dalle dimensioni contenute (42,5 x 11 x 9 cm), il D5 permette di avere un’audio eccezionale con bassi ben riprodotti grazie a un cono installato sul retro. Sul retro è presente anche il pulsante di accensione e il jack da 3,5 mm per le cuffie. Sopra, invece, c’è una superficie touchscreen per alzare e abbassare il volume con un tocco e sul d’avanti è presente il pulsante virtuale Connect per collegare i dispositivi via bluetooth.
Uno degli aspetti positivi del D5, infatti, è la possibilità di collegare qualsiasi fonte audio munita di bluetooth, come i prodotti Apple ma anche i laptop. Per i computer muniti di bluetooth basta tenere premuto il pulsante Connect per qualche secondo per avviare il collegamento, mentre per gli iPhone basta inserire l’adattatore nel connettore, così in un secondo la libreria musicale è pronta alla riproduzione, senza dover attivare bluetooth ed effettuare il paring.
Nella confezione è disponibile anche un adattatore per collegarlo allo stereo e dei supporti per collegare l’iPhone nel dock integrato. In questo modo non solo la musica è pronta per la riproduzione, ma l’iPhone si ricaricherà per tutto il tempo. Utile per ascoltare anche l’audio dei film, è in vendita nel sito di Creative per 299,99 €. Segue una recensione video dopo il continua.
Dopo aver provato Nike+GPS, ecco alcune considerazioni su MiCoach, l’applicazione creata da Adidas per i corridori, ciclisti e altri sportivi. A differenza di quella di Nike, miCoach è gratis e pesa 3 MB. Essendo alla versione 1.0 ha qualche debolezza di gioventù. Nell’impostazione della corsa, infatti, mi è capitato che si chiudesse un paio di volte. Una volta aver effettuato la registrazione su miCoach.com, l’applicazione è pronta per operare.
I vantaggi di usarla sono molti. All’interno è possibile impostare una corsa libera, un di test per valutare la propria condizione o un piano di allenamenti. In quel caso un coach localizzato in italiano vi dirà quando e quanto allenarvi, fornendovi indicazioni durante la corsa. Il tutto è finalizzato a un obiettivo, come ad esempio perdere peso. Chi preferisce la lingua inglese, però, trova un vantaggio in più: le voci dei coach sono di sportivi famosi.
Chi compra un iPhone o un iPod troverà delle cuffie di Apple comprese nella confezione. Chi vuole una qualità audio superiore, però, cercherà subito una soluzione alternativa. Creative, che in passato si è scontrata con Apple per alcuni brevetti, ha generato un’esperienza maggiore nel campo degli accessori. Tra questi ci sono gli auricolari Creative HS-930i.
Nella confezione sono presenti gli auricolari, un sacchetto per il trasporto, dei copriauricolari di tre misure e un adattatore per usarli con il PC o Mac tramite le porte line-in e line-out. Muniti di un design molto semplice, Creative dichiara di essere stata ispirata dall’arte Zen, gli auricolari sono costruiti in metallo satinato e hanno una componente girevole che permette di adattarli meglio al padiglione auricolare o di portare il filo dietro le orecchie senza difficoltà.
I coni sono grandi 6 mm e hanno una risposta di frequenza che va da 20 Hz a 20 kHz, con impendenza da 16 Ohm e sensibilità a 1 kHz di 105 dB/mW. I bassi si sentono molto bene e l’audio è riprodotto con un suono pulito. Nel filo è integrato anche un microfono con una frequenza da 80 Hz a 10 kHz e un’impendenza di 2,2 KOhm. Il microfono si può usare anche per rispondere alle chiamate dell’iPhone. Un pulsantino integrato permette anche di governare alcune funzioni: una pressione per rispondere e chiudere le chiamate, riprodurre o mettere in pausa una canzone. Due pressioni per passare alla canzone successiva o una pressione prolungata per attivare VoiceControl.
I copriauricolari sono abbastanza morbidi e non premono nel padiglione, anche se il rumore esterno è isolato abbastanza bene. Una cosa che avrei voluto è qualche soluzione per aumentare o abbassare il volume direttamente dagli auricolari come avviene con quelli originali di Apple. In sostanza mi appare un prodotto abbastanza valido nel campo audio. Utile per coloro vogliono sostituire gli aricolari di base con qualcosa di più evoluto.
I Creative HS-930i sono in vendita nel sito del produttore e presso i maggiori rivenditori per 99,99 €.
In passato ho recensito il sistema Nike+ iPod con sensore da posizionare nella scarpa. Nike, però, ha offerto ai clienti degli iPhone una nuova applicazione che permette, in sostanza, di fare a meno del sensore. Si chiama Nike+ GPS, pesa 8,8 MB e si acquista per 1,59 €.
Localizzata purtroppo solo in inglese, con tanto di voci di aiuto solo in inglese, ha un’interfaccia grafica abbastanza semplice da utilizzare. Per usarlo bisognerà registrarsi su Nike+ e inserire i propri dati come altezza e peso per calcolare a dovere il consumo di calorie. Il software supporta l’utilizzo della musica presente nella propria libreria anche se la gestione non è un granchè. Quando si spegne lo schermo, infatti, entrano in funzione i comandi comuni dell’iPod. Fate attenzione a disattivare l’opzione Shuffle prima di allenarvi, quella che cambia musica scuotendo il telefono.
A differenza del Nike+ iPod, una volta spento lo schermo non si possono ascoltare i progressi premendo il pulsante home. Bisogna impostare l’intervallo di metri o tempo, così il sistema ci dirà quanto abbiamo corso ogni volta che scade l’intervallo, ad esempio ogni chilometro. Un difetto molto grave dell’applicazione è l’interruzione della sessione con l’arrivo di una telefonata. Così facendo vi costringe a fermarvi per ripristinare la corsa. Il tracciamento sulla mappa, almeno dalla mia prova, è avvenuto in maniera precisa. La mappa è di due tipi: per velocità o per percorso. Quella per velocità usa una scala di colori per mostrarvi dove avete corso di più o di meno.
Presentato qualche mese fa, l’Apple Battery Charger è il caricabatterie ufficiale di Apple. Anche se ha il logo della Mela, il dispositivo funziona con tutte le batterie ricaricabili NiMH in commercio. Apple lo ha prodotto, almeno da mia opinione, per due motivi: 1) aumentano il numero di periferiche senza fili prodotti dalla società, come tastiere wireless e mouse; 2) il Battery Charger ha ciò che molti altri caricabatterie non hanno: il risparmio energetico.
Nella confezione sono presenti 6 batterie NiMH che Apple assicura per una durata di almeno 10 anni, il caricabatterie e piccoli manuali. Facilissimo da usare, basta inserire 2 batterie e metterlo nella presa. Un LED in alto diventa arancione quando sono in carica e verde quando sono cariche. Dopo 6 ore dalla luce verde il LED si spegne per non consumare ulteriore energia.
Il risparmio energetico è il punto forte di questo modello. Quando le batterie sono completamente cariche, infatti, il consumo del dispositivo scende a 30 milliwatt, vale a dire una quantità 10 volte inferiore ai normali caricabatterie. Una buona notizia per chi dà importanza al consumo energetico e la produzione di CO2 nell’aria.
Da una mia prova ho notato che le batterie si ricaricano in circa 6 ore e usate nel Magic Mouse permettono, almeno con la prima carica completa, 14 giorni di autonomia con un uso intensivo di almeno 8 ore al giorno. Se vi interessano trovate l’Apple Battery Charger nel sito della società o presso un rivenditore autorizzato per 29 €.
Commenti recenti