Le persone amano accendere ai social network direttamente dal proprio smartphone. Il social network più importante del mondo, però, è stato refrattario a molte funzioni fino a qualche giorno fa. Una delle più importanti è sicuramente quella che permette la condivisione dei contenuti sulla propria bacheca.
Con la versione 5.4 di Facebook, però, la possibilità di condividere i contenuti sono apparsi anche nella versione italiana per iPhone. Funzione che era disponibile soltanto in quella inglese, mentre in quella italiana era disponibile solo per iPad. Ma come si condivide un contenuto? A differenza di quello che si crede, infatti, il pulsante di condivisione non appare accanto ai commenti, ma è posizionato in un angolo.
Ho realizzato un video dimostrativo che spiega come fare. In pratica bisogna premere sul contenuto da condividere e, successivamente, premere sul pulsante di condivisione che appare in alto a destra. Per quanto riguarda le foto, invece, bisogna tener premuto per qualche secondo sull’immagine per veder apparire il menù a scorrimento con il pulsante di condivisione.
Voci di corridoio dicono che la fotocamera frontale del prossimo iPhone sarà in formato HD, questo porterà di sicuro molti vantaggi per chi vuole scattare autoritratti, foto a se stessi da usare nei social network o, perchè no, stampare. La fotocamera attuale, infatti, è in formato VGA e porta sui binari della sgranatura senza rimedi. Un rimedio in realtà c’è: girare il telefono e usare la fotocamera posteriore.
Così facendo, però, si perde un po’ di manovrabilità e, inoltre, a volte serve allontanarsi un po’ dall’obiettivo. Per tale motivo sono nati dei telecomandi per iPhone, tra cui il modello iPhone Shutter Remote costruito da Belkin. Il dispositivo è composto da due parti: il telecomando vero e proprio e uno stand che, una volta girato su un perno, permette di posizionare l’iPhone su un ripiano. Lo stand ha una sezione a morsa che va posizionato a lato del telefono, se lo posizionate sotto dovrete trovare il giusto baricentro per tenerlo in equilibrio con vistose perdite di tempo.
Una volta attivato, con un pulsante laterale, si attiva il collegamento bluetooth. Nell’iPhone basta rivelarlo per effettuare il paring. Da quel momento si possono usare i due pulsanti integrati, uno rosso e l’altro nero, per registrare video o scattare foto a distanza fino a 10 metri dal telefono. In questo modo basta un treppiede e un adattatore per appoggiare l’iPhone e usarlo come videocamera in full HD, oppure per scattare foto senza doversi avvicinare al telefono e manovrare alcunchè.
Per usare il tutto non è possibile usare l’app fotografica di base, ma bisogna passare per forza per il Belkin LiveAction, un’applicazione ad hoc che conversa con il telecomando. Il software contiene solo funzioni base di scatto foto e registrazione video, non integra funzioni accessorie come filtri o condivisione web.
L’iPhone Shutter Remote è in vendita nel sito di Photojojo per 40 $. continua
La prima volta che ho utilizzato i servizi di Dragon Express avevo ancora un PC. Ricordo perfettamente la modalità di addestramento del software che richiedeva diverse ore leggendo parole e frasi, scandendo ciascuna parola con un certo ritmo: in altre parole non funzionava benissimo, anche se era il primo passo di questa tecnologia che permetteva per la prima volta di disfarsi della tastiera a favore di uno degli elementi più naturali in possesso dell’uomo, vale a dire la voce.
Ora che utilizzo un Mac è arrivato Dragon Express per OS X e promette di semplificare la scrittura di testi lunghi mediante l’utilizzo della voce. L’applicazione pesa 1,2 GB, questo perché non utilizza Internet per elaborare la voce partita al computer. Un fattore importante considerando che Siri, assistente digitale di Apple, utilizza le stesse tecnologie di questo software sviluppato da Nuance.
Dopo un breve periodo di training, che dura circa 5 minuti, l’applicazione è pronta da utilizzare mediante un’interfaccia grafica che riprende un box centrale dove appare il testo e una pulsantiera per condividere questo testo in applicazioni, negli appunti o per effettuare ricerche in Spotlight o Google. Volendo è possibile anche inserire il testo come status nei social network come Facebook o Twitter.
Nuance assicura che il software è molto preciso e riprende anche parole non inserite all’interno di un dizionario italiano. La mia prova, però, ha riscontrato alcune imprecisioni nella dettatura, soprattutto con le parole inglesi di uso della lingua italiana. Per me la tecnologia di base ha dei margini di miglioramento, soprattutto nell’algoritmo che comprende il senso della frase e che a volte non comprende affatto. Resta comunque un valido supporto per tutti coloro vogliono scrivere tanto testo senza doversi stancare con la tastiera.
Dragon Express è presente nel Mac App Store ed è venduta per 49,99 durante il periodo promozionale. continua
Quando Apple tiene un Keynote, come quello che terrà l’11 giugno, mostra delle demo in cui sullo schermo viene visualizzato ciò che accade sull’iPhone o l’iPad. Questa funzione di mostrare su uno schermo cosa accade nel dispositivo potrebbe essere utile a chiunque, dall’utente con la voglia di vedere un film presente nell’iPhone fino al dipendente che durante una riunione vuole mostrare a delle persone come funziona un’applicazione.
Per questo tipo di obiettivi, come vedemmo la volta scorsa, c’è Reflection. Scrivere di un’applicazione del genere forse non rende bene l’idea di come funziona, così ho realizzato una recensione video per spiegare come attivare il sistema alla base dell’applicazione, che tra l’altro è AirPlay.
Se vi interessa l’argomento, quindi, troverete interessante la mia prova per usare Reflection facilmente. Il software è in versione trial e dura 10 minuti, oppure è possibile comprare la versione completa per 14,99 $ nel sito dello sviluppatore.
Esiste la stylus perfetta? Nel dubbio i coreani di Tangram cercando di alleviare le mancanze della stylus inserendo al suo interno dell’hardware che potrebbe fare gola a molti. Il suo modello Smart Dot, oltre ad avere una linea molto futurista ed essenziale, è curato nei minimi particolari, diventando uno strumento da lavoro ma anche un oggetto da regalare.
Nella confezione è inclusa la penna, un tappino nero ornamentale, una lingua di plastica chiamata Stopper, una custodia chiamata Pouch e manuali. All’esterno della scatola la grafica permette di comprendere cosa c’è all’interno e le caratteristiche tecniche essenziali e, una volta aperta, mostra la stylus e la lingua di plastica Stopper.
Ma a cosa serve? Il mistero si nasconde nella sezione superiore del pennino che, una volta sganciato, mostra un jack da inserire nell’apposito ingresso dell’iPhone. Quella sezione nasconde un telecomando wireless e un puntatore laser. Scaricando l’applicazione Smart Dot per iPhone (o per Android) e quella per Mac (o Windows) è possibile effettuare il paring tra iPhone e computer sfruttando al rete WiFi attraverso un riconoscimento biunivoco di codici IP. In pratica nell’app per computer sarà dato l’indirizzo numerico da inserire nell’app per iPhone. A paring effettuato si potrà utilizzare l’iPhone come telecomando per le slide di Keynote o PowerPoint, con una grafica molto carina. Il telecomando virtuale presenta anche un pulsante centrale per usare il puntatore laser: utile per indicare elementi sulle slide.
Quando questa sezione non serve più si può riposizionare sulla stylus oppure nello Stopper che ha un foro per inserire all’interno una estremità e annodarlo, così, attorno al polso, lo zaino o alla cintura. Lo Stopper è fornito di colore nero, ma volendo sono in vendita separatamente, per 14,90 $, le versioni in altri colori.
Sull’iPad la stylus si comporta abbastanza bene: la punta è morbida. Questa morbidezza dopo un po’ di utilizzo intensivo rende la scrittura meno precisa, mentre per il disegno resta affidabile. La custodia Pouch, inoltre, permette di portarla in giro con eleganza.
Lunga 10,6 centimetri e pesante 12 grammi, si può comprare nello store di Tangram per 79,90 $.
Continua la ricerca dell’applicazione perfetta per prendere note con l’iPad, per usarlo in sostituzione del block notes e della penna. Quando vi recate all’università, a scuola o in un convegno noterete numerose persone con dei fogli e una penna. E’ possibile sostituire tutti quei fogli solo con l’iPad? Se la risposta diventerà affermativa si effettuerebbe un passo avanti verso la riduzione del consumo di carta e verso la possibilità di portare con se tutti gli appunti presi in anni e anni.
Dopo aver provato Noteshelf, ora è il turno di Notes Plus, ritenuto da molti la migliore app per prendere note. Effettivamente ha degli elementi molto utili, come un evidenziatore e una penna con tante varianti di colore. Oltre alla possibilità di prendere note con la tastiera, campo di testo richiamabile in qualsiasi punto del foglio con un doppio tap, è possibile prendere note con una stylus.
In questo caso entrano in gioco due elementi molto utili: il primo è una sorta di tappetino regolabile per il polso per poter scrivere senza aver paura di attivare i sensori multitouch dove si appoggia la mano. Il secondo, invece, è una comoda lente di ingrandimento che si posiziona al centro del foglio e che permette di scrivere in grande ciò che il foglio riporterà in piccolo nel rigo lasciando, nello stesso tempo, la parte sottostante alla lente insensibile al tatto, quindi utile per appoggiare il polso.
Notes Plus integra anche un browser da cui prendere le immagini e un’inedita opzione di riconoscimento del testo, come quello del glorioso Newton, che si acquista con il sistema In App per 1,59 €. Il tutto è anche condivisibile sotto forma di immagini, PDF o caricarlo nel proprio spazio di Dropbox. Per esempio un documento di tre pagine mi riporta un peso di 1,1 MB.
Notes Plus pesa 22,1 MB e si acquista per 5,99 € nell’App Store. Tra quelli che ho usato è di sicuro il miglior software per prendere note, anche se gli sviluppatori dovrebbero aumentare la fluidità delle transazioni e migliorare la grafica rendendola compatibile con quella del display Retina. Non guasterebbe avere anche altri tipi di fogli e delle copertine più originali. continua
Dopo 25 anni di esperienza nel costruire tavolette grafiche, Wacom si è posta una domanda: ma se applicassimo questa esperienza nella costruzione di pennini per iPad? Apple, di base, non fornisce questo tipo di strumenti in via ufficiale, ma guarda con plauso il mercato degli accessori. Nei mesi passati ne abbiamo visti anche alcuni da vicino, come il modello Quillit e iClooly. In giro, però, dicono che il modello migliore sul mercato è il CS-100T di Wacom, ma è vero?
Per saperlo ho chiesto alla società di prestarmene una per verificare con mano se questa voce fosse vera. Così ho ricevuto la scatola contenente la stylus: all’interno ho trovato una penna colorata di arancione lunga 12 centimetri. In mano ha un peso di 20 grammi, abbastanza per maneggiare l’accessorio nell’atto della scrittura.
La punta, voluta in fase progettuale, è del 25% più piccola rispetto alla media delle altre punte: per l’esattezza ha un diametro di 6 millimetri contro gli 8 millimetri delle altre. Effettivamente comparandola a un pennino standard, di quelli che si trovano anche senza marca, è più piccola. La gomma è abbastanza morbida e, se si consuma, può essere cambiata: basta smontare la parte superiore con un sistema a vite e togliere via la punta vecchia cambiandola con una nuova, anche se non ho trovato informazioni riguardanti la vendita dei gommini.
Sulla pagina virtuale dell’iPad si comporta abbastanza bene, effettivamente è una buona stylus. Risponde bene anche alle pressioni leggere, ma come tutte le altre non permette di scrivere in piccolo. Questo non è dovuto alla penna, però, ma alla densità dei rilevatori del multitouch sullo schermo. Possiamo considerarlo un “problema” dell’iPad che si potrà risolvere se questa tecnologia prevederà un maggior numero di rilevatori, una sorta di Retina del multitouch.
Se vi interessa la Wacom Bamboo CS-100T si può comprare su Amazon per 39,81 €.
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