Le stylus per iPhone e iPad sono comode per alcuni lavori, come scrivere e disegnare, ma sono scomode perchè vanno trasportate. Se si viaggia con una borsa il fastidio è minimo, perchè si trasportano come delle normali penne, ma senza borsa resta l’ingombro di un accessorio da tenere in tasca.
Ma cosa abbiamo in tasca e non dà fastidio? Le carte di credito. Così è nato il progetto Cipher che ha trasformato la stylus in una carta di credito. Bianca e trasparente, presenta una banda di gomma che si utilizza sullo schermo degli iDevice grazie alle sue capacità conduttive, quindi utili all’utilizzo negli schermi capacitivi.
La Cipher al momento non è ancora in vendita e il prezzo non è stato ancora stabilito. Resta un progetto valido che potrete tenere sotto osservazione nel sito di Quirky.
Ha senso avere due dock nell’iPad? Probabilmente no, ma Apple nel dubbio ha brevettato l’idea ugualmente. Dopo aver registrato il modello con il doppio connettore, infatti, in rete è spuntato anche il prototipo su chi Apple avrebbe effettuato delle prove.
Il prototipo è acquistabile poichè è su eBay. L’utente che lo vende si chiama aaps69 e dichiara che si tratta di un tablet di prima generazione da 16 GB. Il prezzo di partenza è di 4.800 dollari, ma con 10.000 $, cita l’asta, ve lo portate a casa subito.
Probabilmente Apple lo ha costruito per decidere dove fosse opportuno inserire il dock, se sul lato lungo o quello corto. Poi, come abbiamo visto, ha scelto quello corto. Chissà se la società farà rimuovere l’asta appena possibile.
[via macrumors]
Nonostante i tanti brevetti di Apple in direzione del 3D, non sappiamo se la società raggiungerà un livello tale da sentirsi soddisfatta e proporlo al suo pubblico. Nell’attesa gli sviluppatori propongono le loro soluzioni. Al MIT, per esempio, si lavora al T(ether).
Il T(ether) è un sistema che fa uso di un software per iPad per la gestione del 3D in maniera interattiva. Grazie ad un guanto speciale con dei sensori sui polpastrelli e alla realtà aumentata, il sistema permette di toccare gli oggetti virtuali come se fossero reali. L’accelerometro chiude il cerchio spostando la visuale in base alla posizione dell’utilizzatore.
Al momento il T(ether) è un progetto universitario di Matthew Blackshaw, Dávid Lakatos, Hiroshi Ishii e Ken Perlin. Una volta sviluppato il sistema non troverà certo ostacoli nel trasformarsi in un prodotto reale da commercializzare.
Quando Steve Jobs presentò l’iPhone nel 2007 disse che avrebbe funzionato con la migliore stylus del mondo: le nostre dita. Questo ad indicare che, a differenza degli altri dispositivi a schermo resistivo, l’Phone avrebbe funzionato senza pennini grazie all’interfaccia grafica disegnata per i polpastrelli e la tecnologia capacitiva.
E’ anche vero, però, che esistono delle operazioni che hanno bisogno di maggior precisione di un polpastrello, come la scrittura di testi o il disegno. Per questo tipo di operazioni l’area coperta da un dito è troppo ampia e bisogna procedere con un pennino. Nelle settimane passate ne abbiamo visto anche alcuni, tra cui il modello che al momento risulta migliore: il Bamboo di Wacom.
Apple, però, sta pensando a un modello tutto suo. Si tratta di un pennino tecnologico in grado di permettere una precisione molto alta. Il tutto sta in alcuni sensori wireless in grado di rilevare la presenza della stylus e degli attuatori ottici che traducono lo spostamento sullo schermo in movimenti della punta.
In questo modo sarà possibile costruire pennini molto precisi che esulano il tocco del multipunto dello schermo. Speriamo si trasformi in un prodotto commerciale.
[via unwiredview]
Avete presente quando durante le presentazioni dei prodotti Apple mostra un iPhone o un iPad su uno schermo e, dietro comando della persona sul palco, il dispositivo nello schermo fa tutto quello che viene impartito all’unità fisica? Quel sistema potrete usarlo anche voi con Reflection.
L’applicazione per Mac attiva Airplay nei computer di Apple. La tecnologia, utilizzata al momento ufficialmente nelle Tv collegate ad AppleTv, permette di condividere musica, video e foto nel computer collegato WiFi, ma non solo. Se premete due volte il tasto Home sul dispositivo mobile, poi fate uno swipe verso sinistra dove sono situati i pulsanti virtuali della riproduzione musicale, troverete l’icona di Airplay.
Una volta premuto sull’icona basta attivare l’opzione Duplica per vedere il vostro dispositivo sullo schermo del computer e poter riprodurre tutto quello che fate sul dispositivo. Ideale per giocare, mostrare funzioni durante un seminario o una riunione di lavoro, si può comprare nel sito dello sviluppatore per 14,99 $. La versione demo funziona solo per 10 minuti.
Spesso si sente parlare di video virali a sproposito. Un video è virale quando stupisce talmente tanto da convincere le persone a pubblicarlo nei blog e social network, aumentando le visualizzazioni a dismisura. Quello preparato da ZooGue, per esempio, è un video virale.
La società, che si occupa di produrre accessori per iPhone e iPad, ha ibernato un iPad 3. Introducendolo in una busta di plastica per proteggerlo dall’umidità, lo ha inserito in una vaschetta e lo ha congelato. La cosa interessante è che l’iPad congelato funziona perfettamente, non si è spento o spaccato.
Anche se la società ha dimostrato che l’esperimento è riuscito, io non lo proverei a casa.
[via tuaw]
Si può salvare una nazione con un iPad? La risposta è sì. Tutti conosciamo le grane finanziare in Grecia, uno dei paesi che ha dato tanto alla cultura mondiale, ma che negli ultimi anni sta subendo pesantemente i drammi della crisi. Quando ci sono crisi del genere e il debito pubblico sale alle stelle, l’unica cosa da fare è cercare un giusto equilibrio tra entrate ed uscite, quello che si chiama in termini tecnici ristrutturazione del debito.
La ristrutturazione del debito greco è stata affidata alla Bondholder Communications Group, una società di consulenza, che come prima azione ha fornito 100 persone con 100 iPad. Sono tutte persone di spicco nel settore finanziario e pubblico che sono state unite in tempo reale, costantemente, mediante un’apposita applicazione creata per lo scopo. L’app ovviamente non è pubblica, ma distribuita con il sistema interno creato per le aziende.
Grazie alla comunicazione tempestiva tra queste persone, il debito è stato ridotto in poche settimane da 270 a 130 miliardi di dollari, con una riduzione di 140 miliardi con tagli e finanziamenti. Tutto questo, spiega Bob Apfel della Bondholder Communications Group, non sarebbe stato possibile senza l’iPad. Uno strumento che ha permesso a tutte le persone in causa di parlarsi in tempo reale evitando le lentezze della burocrazia.
Non sarebbe male applicare il modello usato in Grecia anche per snellire la burocrazia degli altri Paesi. Ma per arrivare a quel livello di informatizzazione bisognerebbe trovare politici virtuosi in grado di applicare le nuove tecnologie.
[via fortune]
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