Qualche tempo fa vedemmo l’Olloclip, un vero must have per chi ha un iPhone 4 o 4S e ama fotografare. Oggi, invece, vediamo qualcosa del genere: le lenti Gizmon. Sono delle lenti disegnate sempre per il telefono della Mela per le ultime due generazioni, ma sono separate le une dalle altre e hanno una clip.
Per utilizzarle bisogna applicarle sulla lente a mo’ di graffette. Le lenti sono di tre tipi:
Le lenti si possono comprare nel sito del distributore per 35 $ nel caso del Fisheye e 25 $ per le altre due.
Ieri l’applicazione di WordPress per iOS è giunta alla versione 3.0 ottimizzando l’uso dei commenti. Un’applicazione per questa piattaforma, se pur non completa, è un primo passo verso una direzione sotto gli occhi di tutti: il web sta diventando sempre più mobile sganciandosi dalle scrivanie.
E questo lo sa bene Matt Mullenweg, creatore di WordPress, la piattaforma che sta alla base della blogosfera mondiale. Durante l’evento paidContent 2012, infatti, Matt ha dichiarato che i social network stanno diventando importanti, ma i blog continueranno ad esistere, tanto da arrivare a una quarta rivoluzione che porterà a una versione di WordPress diversa.
La piattaforma diventerà sempre più semplice da usare e integrerà la compatibilità con i dispositivi mobili per permettere la lettura dei blog agevolmente anche negli smartphone.
I blog sono stati dichiarati morti almeno 5 volte, ma è come dire che è la creatività ad essere morta o l’espressione personale è morta. In definitiva una percentuale di persone che ne hanno assaggiato il sapore attraverso Facebook e Twitter vogliono il proprio spazio. E quasi sempre questo spazio è un blog.
Speriamo che questa ottimizzazione per il mobile preveda anche dei tool per scrivere nei blog dai dispositivi mobili. Attualmente è possibile farlo solo con applicazioni di terzi.
[via paidcontent]
“Il mio iPhone ha Siri per i comandi vocali” – “Si anche il Samsung Galaxy S III ce l’ha e si chiama S-Voice”. Ma come abbiamo imparato negli ultimi tempi: non è importante quale caratteristica abbia un telefono, ma in che modo è in grado di gestirla per offrire l’esperienza utente migliore.
Per questo motivo è giusto mettere a confronto i due servizi. Di base hanno entrambi le stesse tecnologie: il riconoscimento vocale di Vlingo, poi acquistata da Nuance. La differenza sta nel recepire questo comando, gestirlo in un server in remoto o offrire la risposta migliore sullo smartphone nel più breve tempo possibile.
Un video realizzato da TheVerge testa i due assistenti digitali con i medesimi comandi vocali. Secondo voi quale tra i due è il migliore?
Lo hanno definito spesso il presidente eletto da Facebook, per tale motivo Obama ha sempre avuto un’affinità con internet che, a differenza dei politici nostrani, non considera un fenomeno a se stante, ma un elemento fondamentale che sempre più profondamente è insito nel tessuto della società.
Alla luce di questa considerazione così moderna, Obama ha preso una decisione altrettanto moderna. Considerando che gli smartphone hanno una diffusione enorme, così come il crescente utilizzo dei tablet, il presidente americano ha ordinato di ottimizzare tutti i siti governativi per funzionare anche dai browser mobili attraverso interfacce grafiche disegnate ad hoc.
Dopo aver attivato l’archiviazione dei documenti governativi in un sistema di cloud computing, Obama ha dato ordine di attivare le ottimizzazioni entro 90 giorni, con conseguenti miglioramenti da terminare entro i prossimi 12 mesi. Un chiaro segnale che non sarebbe male fosse percepito in Italia, dove l’Agenda Digitale è appena agli albori.
[via computerworld]
Nonostante i tanti brevetti di Apple in direzione del 3D, non sappiamo se la società raggiungerà un livello tale da sentirsi soddisfatta e proporlo al suo pubblico. Nell’attesa gli sviluppatori propongono le loro soluzioni. Al MIT, per esempio, si lavora al T(ether).
Il T(ether) è un sistema che fa uso di un software per iPad per la gestione del 3D in maniera interattiva. Grazie ad un guanto speciale con dei sensori sui polpastrelli e alla realtà aumentata, il sistema permette di toccare gli oggetti virtuali come se fossero reali. L’accelerometro chiude il cerchio spostando la visuale in base alla posizione dell’utilizzatore.
Al momento il T(ether) è un progetto universitario di Matthew Blackshaw, Dávid Lakatos, Hiroshi Ishii e Ken Perlin. Una volta sviluppato il sistema non troverà certo ostacoli nel trasformarsi in un prodotto reale da commercializzare.
Sembra un fiorire di orologi, soprattuto dopo aver visto il Pebble raccogliere oltre 10 milioni di dollari per il suo modello in grado di collegarsi con l’iPhone. Quello di Peter Hauser, però, non è un orologio con schermo digitale, ma un classico orologio analogico con le lancette.
La sua particolarità sono delle icone luminose sul quadrante. Icone che si illuminano per avvisare di un evento sul telefono, come l’arrivo di un tweet, di un messaggio, un avviso del calendario, una email, una telefonata e così via. Grazie al collegamento con il bluetooth 4.0 l’orologio interroga lo smartphone per vedere se ci sono novità e le riporta sul display con un allarme o con la vibrazione.
Il telefono ha una batteria a bottone che garantisce l’autonomia di almeno un anno ed è resistente all’acqua. Il produttore fornisce anche una SDK per far integrare gli allarmi con le applicazioni di terzi. Al momento Hauser dichiara che sarà pronto alla consegna per novembre. Con 80 $ si può portare a casa l’edizione nera. Prezzi maggiori per i colori diversi.
La classifica dell’App Store ha alla sua base un algoritmo che prende in considerazione il numero di download, le preferenze e le recensioni degli utenti. Sommando questi dati si ottiene un punteggio per ogni app che permette di posizionarla in cima alla classifica, con tutta la visibilità collegata, o fuori dalla classifica con i relativi problemi di marketing.
Ma quanti download bisogna collezionare per finire nella classifica? La società Distimo ha effettuato una ricerca di mercato prendendo in considerazione dei download effettuati lo scorso aprile negli Stati Uniti. Il risultato è che per finire in cima alla classifica generale bisogna raggiungere almeno 38400 download in un giorno.
I dati cambiano in base alle categorie poichè, come saprete, ogni categoria ha a sua volta una classifica interna. Quella dei giochi è la più combattiva con 25300 download minimi, seguita dall’intrattenimento con 6700 download e i social network con 5800 download. La categoria dove è più semplice finire in cima alla classifica è quella del meteo con appena 300 download e quella medica con 400 download.
I dati in Italia saranno ovviamente molto inferiori. Il mercato statunitense è probabilmente il più combattivo per le applicazioni.
[via distimo]
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