Molti pensano a Steve Jobs come un genio e un visionario. Era sicuramente queste cose, ma era anche l’amministratore delegato di una multinazionale e per tale motivo curava gli interessi economici dell’azienda. È un fattore che si evince da un’e-mail mandata a James Murdoch, figlio di Rupert Murdoch, CEO di News Corp.
James,
La nostra proposta non è impostare un limite massimo per il prezzo degli eBook nei negozi in base ai prezzi di ciascun libro di carta. La ragione per cui facciamo questo, dettata dal fatto che vendiamo tantissimi contenuti on-line, è semplicemente il fatto che non pensiamo che il mercato degli eBook possa avere successo con un prezzo superiore ai $ 12,99 o $ 14,99. Dannazione, Amazon sta vendendo questi libri per $ 9,99, e forse sappiamo che potrebbero avere ragione e sbaglieremmo a fargli pagare $ 12,99. Ma siamo disposti a provare ai prezzi proposti. Non siamo disposti a provare a prezzi maggiori perché siamo piuttosto sicuri che falliremo.
Da come la vedo io, HC ha le seguenti scelte:
1. Appoggiare Apple e vedere se possiamo fare in modo da creare un mercato generale per gli eBook a $ 12,99 e $ 14,99.
2. Appoggiare Amazon a $ 9,99. Potresti fare un po’ più di denaro nel breve periodo, ma nel medio periodo i termini di Amazon ti faranno notare che vi gireranno il 70% dei $ 9,99. Anche loro hanno degli azionisti.
3. Eliminare i tuoi libri da Amazon. Senza una via per scaricarli legalmente, i tuoi clienti li pirateranno. Questo alimenterà la pirateria e una volta azionata questa leva sarà difficile fermarla. Credimi, ho visto questa cosa accadere con i miei occhi.
Forse dimenticato qualcosa, ma non vedo altre alternative. Tu?
Saluti,
Steve.
Come vedete, quindi, Steve Jobs suggeriva di provare a portare il mercato ad un livello tra i $ 12,99 e $ 14,99 oppure utilizzare gli stessi prezzi applicati da Amazon. A quanto pare le cose sono andate verso la seconda strada.
[via allthingsd]
La sua messa in onda era prevista per ieri, ma la tragicità degli eventi di Boston hanno fatto slittare la sua diffusione ad oggi. iSteve è il film indipendente sulla storia di Steve Jobs interpretato da Justin Long, il ragazzo che interpretava il Mac nella saga Get a Mac.
Il film dura circa 79 minuti ed è a basso budget. La cosa positiva di questo aspetto è che la visione è gratuita. Non bisognerà pagare dei biglietti per vederlo. Alla piattaforma, Funny Or Die, interessa solo la visibilità dell’operazione.
Da una prima visione si può osservare come la pellicola non abbia ripreso fedelmente la storia, ma reinterpretato molti passaggi storici adattandoli al filo logico dato alla sceneggiatura. Tra le chicche si evince l’attore che interpreta Steve Wozniak, gli amanti del telefilm Lost lo riconosceranno: si tratta di Jorge Garcia, l’attore che interpretava Hurley.
Completamente in inglese, si può vedere nel canale ufficiale.
Il prossimo 15 aprile sarà disponibile in internet il film iSteve, interpretato da Justin Long, l’attore che ha interpretato il ruolo del Mac nella campagna Get a Mac.
Per il momento abbiamo un trailer dalla durata di 1 minuto e 34 secondi. Dal trailer si comprende ben poco. C’è solo una scena in cui Justin Long, nei panni di Steve Jobs, grida di essere Apple.
La categoria del film è la commedia, quindi dovrebbe strappare qualche risata. Uscirà prima del film ufficiale prodotto da Sony Pictures.
Nel 1996 Tim Holmes lavorava in Apple in qualità di Mac Os Evangelist, vale a dire era una delle persone che si occupava di diffondere la cultura Mac in un’epoca in cui la società era ancora di nicchia.
Quel 20 dicembre del 1996 Holmes ricevette una telefonata da parte di un manager della società che lo avvisava di un imminente meeting il giorno seguente. Holmes sapeva che non c’erano in preparazione degli eventi per il lancio dei prodotti, quindi chiese informazioni a sua moglie che lavorava nella società. Ella rispose che non aveva informazioni in merito.
Il giorno seguente Apple annunciò il ritorno di Steve Jobs. Holmes era in quella sala e scattò alcune foto con la fotocamera Apple QuickTake. Il risultato è una serie di scatti amatoriali che certificano un momento storico molto importante.
[via flickr]
La storia di Steve Jobs è sicuramente ricca di momenti significativi e ha colpito molto l’evoluzione dell’industria dell’informatica. Per tale motivo molto spesso si cerca di raccontare questa storia attraverso i vari mezzi di informazione. Sappiamo, per esempio, che sono in arrivo due film dedicati all’ex CEO di Apple.
In Giappone, dove sono molto bravi nell’arte del fumetto, hanno creato una serie manga dedicata a Steve Jobs. Il primo volume sarà integrato all’interno della raccolta di fumetti Kiss a partire dal prossimo maggio. La storia è costruita sulla biografia ufficiale scritta da Walter Isaacson.
Lo stesso libro è stato preso come riferimento da Aaron Sorkin per la stesura del film prodotto da Sony Pictures. Al momento non è prevista la localizzazione del fumetto in altre lingue.
[via theverge]
Quando capita di ricevere dei pacchi con delle bolle di plastica a tutti viene la voglia irrefrenabile di farle esplodere. Un’operazione quasi terapeutica e molto piacevole al tatto.
Un artista, che si chiama Brandley Hart, anziché far scoppiare le bolle ha utilizzato i fogli da imballaggio come delle tele sul quale dipingere. Ogni bolla, infatti, in un certo senso può essere considerata come un pixel. Colorando ogni bolla di un colore diverso si può ottenere un’immagine.
Tra le opere realizzate da Hart c’è anche una raffigurazione di Steve Jobs. La raffigurazione è grande 146 × 119,4 cm.
Recentemente mi sono trovato ad acquistare il libro “Lettere a Steve Jobs” scritto da Gladis Ubbiali, un giornalista della CNN. Nel libro si racconta il rapporto dell’ex CEO di Apple con le e-mail. Steve Jobs, infatti, non curava un blog, non aveva un account di Facebook e neanche uno di Twitter.
Le uniche conversazioni che aveva con gli utenti erano di persona oppure mediante le e-mail. Ogni giorno riceveva tantissime e-mail anche perché il suo indirizzo, sjobs@apple.com, era di dominio pubblico. Si dice che la sua interazione epistolare avvenne a partire dal 1997, quando fece ritorno in Apple.
All’epoca ricevette un’e-mail da Adam Tow, uno sviluppatore che produceva software per il Newton, una sezione che poi Jobs chiuse qualche mese dopo. Da allora periodicamente alcuni siti hanno pubblicato le e-mail e cancellate quelle non verificabili. Una fenomenologia raccontata all’interno di questo libro che integra anche alcuni elementi della storia di Apple.
“Lettere a Steve Jobs” è disponibile su Amazon al prezzo di € 10,13 per la versione cartacea e € 8,99 per avversione per Kindle. Il libro è formato da 163 pagine ed è edito da Rizzoli Etas.
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