Qualche giorno fa vi ho parlato dell’ottimo Feezy, un servizio di streaming musicale tutto italiano. Ma effettuiamo un passo oltre confine, verso il blasonato Spotify attualmente non ancora disponibile in Italia. I ritardi dell’apertura nel nostro Paese si devono, dicono le indiscrezioni, a problemi nel reperire sponsor pubblicitari con sistemi di pagamenti veloci. Probabilmente la società ha il bisogno di far entrare denaro velocemente, ma l’apertura italiana è segnata in calendario anche se al momento non sappiamo quando.
Se volete usare il servizio da subito potete farlo, ma con un trucchetto. Il tutto sta nel fingersi negli USA o in UK. All’apertura del sito di Spotify, infatti, il servizio ci avviserà che essendo in Italia non possiamo registrarci perchè loro non operano nel Paese. Quindi scaricate l’applicazione Tunnelbear che, tramite un’iscrizione gratuita, vi permetterà di navigare per 500 MB fingendo di essere all’estero. Aprite l’app, fate il login e premete l’interruttore. Ora andate nella pagina di Spotify e registratevi con il vostro account di Facebook e il sito vi permetterà di scaricare l’app per il vostro computer.
Volendo potete anche usare il vostro account dall’iPhone o dall’iPad scaricando l’app di Spotify disponibile nell’App Store USA, quindi vi servirà un account americano per scaricarlo. Il servizio permette anche di ascoltare la musica off line, ma solo con un account premium che vi sarà attivato gratuitamente per 48 ore se utilizzate l’app per iOS. Oppure potrete provare l’account senza limitazioni per un mese attivandolo dal sito e fornendo i dati di Paypal. Al termine si rinnoverà automaticamente per 9,99 $ al mese permettendovi, di fatto, di avere l’accesso a milioni di brani come se li acquistaste dall’iTunes Store.
Esiste anche una versione di abbonamento intermedia chiamata Unlimited che per 4,99 $ al mese elimina tutta la pubblicità. La cosa carina dell’applicazione è la possibilità di condividere i brani su Facebook, creare playlist, installare applicazioni interne, importare i propri Mp3 e vedere cosa ascoltano gli amici del social network. Buon ascolto a tutti.
Mentre il suo titolo arranca in Borsa, con lamentele che hanno già visto il rimborso degli acquisti per chi ha comprato azioni sopra i 43 $, ci si chiede se le acquisizioni incontrollate di Facebook abbiamo un senso strategico o siano soltanto un capriccio di Zuckerberg.
In particolare ci riferiamo ad Instagram, noto social network per iOS e Android acquistato per ben 1 miliardo di dollari, di cui 300 milioni in contanti e il resto in 23 milioni di azioni. Ce lo chiediamo soprattutto perchè Facebook ha lanciato Facebook Camera, un’applicazione che rappresenta il punto di arriva del progetto Spartan, un progetto nato proprio per contrastare Instagram. L’app, infatti, è un concorrente in grado di far applicare dei filtri alle foto degli utenti per caricarle sul proprio Facebook, il tutto con una grafica molto curata.
Una grafica e un’interazione distante dall’app ufficiale di Facebook, ma la cosa non ci meraviglia considerando che la società la boicotta di proposito. Ma questa campagna di boicottaggio ora riguarderà anche Instagram? C’è chi sospetta che ora Zuckerberg sposterà il team di sviluppo dell’app lasciandola al suo destino priva di aggiornamenti, fino alla diffusione di Facebook Camera. Che fine faranno tutti gli utenti di Instagram, passeranno alla nuova app o perderanno completamente fiducia nella società?
iTunes Match, Spotify all’estero e abbiamo visto anche Sony Music Unlimited. Ma noi italiani? Non riusciamo a fare un servizio per concorrere contro le proposte estere? In realtà si: è nato Feezy. Il servizio attinge da un catalogo di 11 milioni di brani dopo aver stretto accordi con Sony Music, EMI Music, Universal, Warner Music e tante etichette indi.
Il risultato è un catalogo on line ascoltabile in streaming da qualsiasi computer. Per utilizzare il servizio basta un’iscrizione gratuita e scaricare l’app di Feezy che utilizza il plug-in Silverlight di Microsoft. Il servizio offre 15 ore di ascolto gratuito al mese, dopodichè bisognerà pagare 4,99 € al mese (in promozione a 3,99 € fino a giugno).
La società sta anche sviluppando un’applicazione per iOS e Android, al momento non ancora pronta. L’app permetterà, se si sottoscrive un piano speciale, di ascoltare anche la musica in off line. Intanto se volete provare le 15 ore di musica gratis e legale basta andare nel sito di Freezy.
Sono anni che è possibile creare applicazioni per Facebook. La società ha anche offerto una propria SDK, delle linee guida e degli strumenti per permettere agli sviluppatori di creare app per Facebook o integrare Facebook nelle loro app. Ne sono degli esempi i giochi di successo di Zynga che generano milioni di dollari o il login con Facebook Connect per attivare servizi nelle app.
Tutte queste applicazioni che fanno uso di tecnologie di Facebook ora hanno un tetto comune sotto il quale stare. Si chiama App Center e si rifà alla filosofia di base dell’App Store e di Google Play, vale a dire un luogo comune dove poter scaricare applicazioni certificate e aiutare gli sviluppatori a diffonderle.
Nelle prossime settimane sarà possibile accedere nel negozio di Facebook in cui saranno inserite applicazioni gratis e a pagamento, anche se la società è convinta che i ricavi maggiori per gli sviluppatori saranno generati dal sistema In App.
[via Facebook]
Svelato nel blog di Google in Francia, poi oscurato per i curiosi, Google Drive è un servizio di cui si è vociferato per anni. Si tratta di una sorta di Dropbox ma integrato con i servizi di Google, a partire da Google Docs con cui si potranno caricare e scaricare documenti.
Lo spazio disponibile per tutti è di 5 GB, ma si può arrivare a 16 TB acquistando dello spazio in più, per esempio 25 GB costeranno 2,5 $ al mese. Drive contiene anche una tecnologia di riconoscimento del testo, per cercare file leggendo il contenuto degli stessi. Una caratteristiche che aiuta a velocizzare la ricerca, ma di sicuro utilizzata da Google per piazzare meglio i suoi banner pubblicitari nella pagina del servizio.
Drive sarà accessibile via web o tramite applicazioni per Android, Mac e Windows. La versione per iOS è stata mandata all’approvazione e sarà disponibile a breve. Il servizio sarà accessibile su drive.google.com tra qualche ora.
[via techcrunch]
Read It Later, insieme ad Instapaper e Readability, forma uno dei tre pilastri tra i servizi più utilizzati al mondo per leggere gli articoli in seguito. La velocità, il poco tempo al computer, l’importanza di mostrare più attenzione ad articoli lunghi favorisce questo tipo di servizi che permettono di salvare gli articoli nel proprio spazio e poi leggerli con calma, magari in autobus o durante le pause.
Read It Later, in realtà, ora si fa chiamare Pocket mediante una nuova applicazione per iPhone, iPad e una versione web nel suo sito. Navigando per la rete possiamo mandare a Pocket gli articoli, i video e altro. Il tutto è organizzato in un’interfaccia grafica pulita e gradevole.
Con YouTube avevano visto bene, creando il servizio di video sharing più usato al mondo e acquistato, successivamente, da Google per 1,65 miliardi di dollari. Ora i fondatori Chad Hurley e Steve Chen, ormai ricchi, si dedicano ad un altro servizio: Zeen.
Al momento si conosce molto poco in merito, nella pagina ufficiale c’è solo un form dove inserire un nickname per riservarsi un account quando sarà attivo. Si tratta, da ciò che si evince dalla pagina, di un servizio per creare riviste on line.
Probabilmente Zeen beneficerà di applicazioni per iOS e Android oppure di una web app, in modo da permettere la lettura delle riviste con smartphone e tablet.
[via fusible]
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