Steve Jobs sembra aver ragione: dove Apple effettua un passo, Android è pronta ad effettuare lo stesso passo, quasi come un’ombra. Dopo alcuni mesi di attesa, infatti, il sistema operativo di Google si è messa al pari con l’App Store introducendo i libri e i film nell’Android Market.
Con la versione 3.0.26 del suo store, infatti, Google ha aperto queste due sezioni al momento disponibili solo negli USA. La nemesi dell’App Store dovrebbe superare il negozio di Apple entro la fine dell’anno per diffusione. Ma sarà, anche in quel caso, un passo indietro.
[via google]
Se fossi uno sviluppatore per dispositivi mobili preparerei la mia applicazione sia per App Store che per Android Market sapendo, però, che le soddisfazioni migliori in termini economici mi proverrebbero dall’App Store. Secondo un’indagine di Mobclix, infatti, gli utenti del negozio di Apple spendono più soldi di quelli del negozio di Android.
L’indagine è stata condotta sulle applicazioni che per almeno 2 settimane sono rimaste nella top 10 della propria categoria, che hanno generato almeno 500.000 download ed usate almeno per 5 minuti 3 volte la settimana. Il tutto ha evidenziato che il settore delle utility è più remunerativo di quello dei giochi e intrattenimento, rispettivamente con 9,50 $, 4 $ e 6,70 $ di spesa media al mese.
Per Android, invece, l’utente spende ogni mese rispettivamente 6,70 $, 1,90 $ e 4 $.
[via mobclix]
Quale differenza c’è tra l’App Store di Apple e l’Android Market di Google? Al momento due differenze: il primo ha 250.000 applicazioni e il secondo 95.000; il primo ha il 30% di applicazioni gratis mentre nel secondo i software gratuiti raggiungono il 65%.
Lo rivela un’analisi di Silicon Alley Insider. Secondo il report nell’Android Market ci sono più applicazioni gratuite per due motivi: 1) gli sviluppatori possono vendere in solo 13 mercati; 2) Ci sono più appassionati che imprenditori. Chissà se iAD muterà le cose.
[via pingdom]
A quanto pare Steve Jobs aveva ragione. Bisogna filtrare tutte le applicazioni dell’App Store per evitare che qualcuno introduca un software con codice cattivo. Ora lo sanno bene in Google considerando che nell’Android Market è stato scaricato milioni di volte un programma che ha permesso a un utente cinese di rubare dati sensibili.
L’applicazione è stata bannata dal negozio dopo la segnalazione di John Hering e Kevin MaHaffey di Lookout. Il software, che si fingeva un programma con una collezione di sfondi, ha rubato dati della SIM, SMS, password e altro. Un incidente che scredita il negozio di Android. Spero per loro che non ci siano altre applicazioni simili ancora attive, ma come si fa ad averne la certezza?
[via venturebeat]
Secondo le ultime stime arriverà a 100.000 applicazioni entro l’inizio di agosto. L’Android Market inizia ad avere delle dimensioni ragguardevoli e ha tutte le intenzione di superare l’App Store e le sue 170.000 applicazioni. Nonostante la maggior parte degli sviluppatori preferisce il negozio di Apple e non ha intenzione di avere applicazioni multipiattaforma, Google non si arrende.
Attraverso il progetto App Inventor punta a reclutare sviluppatori anche tra coloro non conoscono nessun linguaggio di programmazione. L’interfaccia grafica della piattaforma, infatti, dovrebbe permettere di sviluppare anche a chi non sa farlo. Riuscirà nel suo intento?
[via googleblog]
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