Vi ricordate del caso Lodsys? La società dichiarò di avere nel suo patrimonio il brevetto che permette di aggiungere funzionalità in un’app premendo un pulsante interno di aggiornamento. Per tale ragione ha fatto causa ad una serie di sviluppatori richiedendo lo 0,575% del fatturato generato dalla vendita delle app che fanno uso del sistema. In pratica del sistema In App.
Apple si è sempre schierata dalla parte dei suoi sviluppatori dichiarando che quel brevetto era coperto da proprietà intellettuali della società data in concessione con il suo SDK. A distanza di qualche mese il giudice Rodney Gilstrap ha concesso ad Apple la possibilità di difendere gli sviluppatori nelle cause legali.
Ora gli avvocati di Lodsys dovranno confrontarsi con gli avvocati della Mela. La battaglia legale a questo punto non diventerà molto semplice.
[via fosspatents]
Mentre Apple ottiene dei successi nella guerra dei brevetti contro Samsung, con tanto di annullamento della causa per l’uso dei brevetti su alcune tecnologie sul 3G, dal fronte contro Motorola i successi non ci sono.
In Germania il giudice ha dichiarato che fino alla sentenza la società deve mantenere il ban delle notifiche push delle email, tecnologia inerente proprio un brevetto su cui è stata indetta una causa, mentre negli USA i giudici dell’ITC (International Trade Commission) dichiarano che Motorola non ha infranto i brevetti di Apple.
Gli avvocati della società di Cupertino potranno chiedere il ricorso presso una corte federale per un’ulteriore analisi e giudizio. Intanto Google, che ha acquistato Motorola in agosto, vede il suo investimento da 12,5 miliardi di dollari sempre più positivamente.
[via fosspatent]
Qualche tempo fa abbiamo visto le tecnologie della società HzO che, mediante un trattamento con un apposito gas, riesce a rendere impermeabile qualsiasi dispositivo evitando, così, problemi in caso di contatto con l’acqua. A quanto pare Apple sembra interessata a quella tecnologia, infatti si diceva che forse ha già preso contatti con la società.
C’è un altro fronte, però, in cui la società si sta muovendo: attivare dei meccanismi di difesa dei dispositivi in caso di contatto con dei liquidi. In questo caso si tratta di meccanismi fisici e non di rivestimenti chimici. Per l’esattezza, come dichiara il brevetto, la società vuole una serie di componenti che si attivano quando in una sezione entra dell’acqua.
Tramite delle sezioni in silicone, infatti, il dispositivo attiva degli spostamenti meccanici, come degli interruttori, se entra dell’acqua. Con quell’attivazione degli interruttori si disattiva l’hardware evitando che il liquido faccia bruciare i componenti con un corto circuito.
La soluzione permetterebbe, così, di eliminare i liquidi asciugando il dispositivo e riattivando l’hardware.
[via patentlyapple]
Chi ha usato un iPhone EDGE o 3G si sarà trovato nel gravoso compito di scattarsi foto da soli. Per tale obiettivo di solito si usa il conto alla rovescia di un’app, si attende che scada sorridendo per dei secondi di fronte la fotocamera posteriore, spesso con risultati neanche molto soddisfacenti.
Nel tempo è arrivata anche la fotocamera anteriore, risparmiando attese di secondi e finti sorrisi. Ma quella anteriore è a bassa qualità, mentre è quella posteriore a contenere tanti megapixel e tecnologie ottiche avanzate. Per tale motivo Apple ha pensato ad un altro sistema.
Tramite un brevetto, infatti, la società spiega che è possibile girare il telefono per puntare la fotocamera posteriore in direzione del volto, far riconoscere la presenza del volto ad un algoritmo e attivare automaticamente il conto alla rovescia. Il tutto sfrutta il giroscopio per registrare il movimento di girata del telefono e la sosta dello stesso di fronte al volto.
[via patentlyapple]
Come finiranno le guerre nei tribunale per i brevetti? Al momento non lo sappiamo, ma le lotte a colpi di carta bollata proseguono per la gioia degli avvocati.
Apple, però, sembrerebbe stia cambiando il suo modo di vedere queste bagarre. Mentre fino a ieri le ha viste come un giusto motivo per fermare i concorrenti, in modo da tenerli lontani dalle sue tecnologie e non raggiungere l’esperienza utente dell’iPhone, ora la società sembra più propensa verso una linea più veloce.
Per evitare il protrarsi delle cause e la crescita di nuove, la società vorrebbe risolvere il tutto concedendo in licenza i suoi brevetti e richiedere delle royalties su ogni smartphone venduto con Android. Secondo un’analisi, infatti, la tendenza della società potrebbe risolvere il tutto con una somma dai 5 ai 15 $ per unità venduta.
Non credo che ad Apple questa nuova strategia serva per accumulare denaro, visto che ne ha già tanto, ma per risolvere le questioni una volta e per sempre. Già Microsoft ha usato questa soluzione ricevendo 5 $ da HTC per ogni smartphone venduto con Android.
[via nasdaq]
La guerra tra Apple e Proviews Technology per l’uso del marchio iPad è solo all’inizio. Mentre Proview vorrebbe negoziare un cospicuo risarcimento danni per l’uso del marchio, Apple vince la sua prima battaglia.
Il tribunale di Shangai, infatti, ha deciso che non è necessario applicare uno stop delle vendite del tablet in questo procedimento, quindi al momento Apple può vendere liberamente i suoi tablet sul suolo cinese.
Apple, però, non è fuori pericolo. Proview ha già comunicato che si appellerà alla decisione per fermare di nuovo le vendite e danneggiare la società.
[via cnbc]
Mentre il prossimo 9 marzo l’iPhone 4S sarà presente anche nei cataloghi di China Telecom, che aiuterà così nella distribuzione del dispositivo, per l’iPad la situazione è ancora in stallo.
Proview è in causa contro Apple per l’utilizzo del marchio iPad. Per sbloccare il tutto richiede un risarcimento di 400 milioni di dollari. In queste richieste, tra ban delle vendite, i suoi dirigenti hanno mostrato una strategia molto particolare: vogliono un accordo extra giudiziale.
Se Apple vincesse in tribunale, infatti, a Proview non arriverebbe neanche un soldo, se invece perdesse potrebbe diventare molto ricca. Ma l’eccesso di prudenza fanno sperare in un accordo per attivare un meccanismo win win.
In realtà Apple è convinta di aver già vinto, in quanto l’accordo siglato con la sede i Taiwan coprirebbe 10 paesi diversi, tra cui la Cina. Chissà se a Cupertino decideranno di scendere a patti per sbloccare le vendite del tablet il prima possibile.
[via reuters]
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