Per fare una telefonata grande, ci vuole un telefono grande. Potrebbe essere questo lo slogan di un tablet cinese apparso qualche giorno fa. Si tratta di un dispositivo che riprende esattamente il design dell’iPhone, solo con dimensioni molto più grandi.
Munito di un display touchscreen da 10″, misura 290 x 250 x 20 mm e pesa 1,2 KG. All’interno abbiamo un processore da 1,66 GHz di Intel, 1 GB di memoria RAM, HD da 160 GB, WiFi, 3 porte USB, microfono, accelerometro, GPS e 3G. Il sistema operativo, invece, è Windows 7.
Al momento non si conosce il prezzo, però immaginate che gioia telefonare con un affare del genere attaccato all’orecchio.
[via ipadevice]
Lo scorso mese il caso dello sciopero degli operai nelle fabbriche cinesi dell’iPhone fece un po’ discutere. Apple si comporta correttamente con la manodopera straniera?
La società, a tal proposito, si è espressa sull’argomento attraverso il sito istituzionale dichiarando:
“Apple è impegnata a garantire gli standard più elevati di responsabilità sociale ovunque i nostri prodotti siano costruiti. Insistiamo affinchè i nostri fornitori provvedano alla salvaguardia delle condizioni di lavoro, il trattamento dei lavoratori con dignità e rispetto e utilizzino responsabilità verso l’ambiente durante i processi produttivi.
Il programma di Apple è basato sul Codice di Condotta del Fornitore globale che delinea le nostre aspettative per le società con cui facciamo affari. Valutiamo la conformità attraverso un rigoroso programma di controllo e lavoriamo con i fornitori per far si che sia applicato“.
Se volete leggere il Codice di Condotta del Fornitore è un documento in PDF da 24 pagine.
[via Apple]
Qualcuno è rimasto sorpreso dalle forti misure prese dalle fabbriche cinesi per proteggere i segreti della produzione di Apple. Un giornalista di Reuters, da bravo cronista, ha voluto verificare in prima persona la veridicità delle informazioni.
Quindi armato di macchina fotografica si è recato al complesso Longhua nella città cinese Guanlan dove Foxconn, uno dei partner più grandi di Apple, ha delle fabbriche per l’assemblaggio dell’iPhone.
Il fotografo, sceso dal taxi, ha iniziato a scattare delle foto dell’ingresso della fabbrica attivando le attenzioni di una guardia. La guardia ha fermato il taxi e ha strattonato l’uomo per portarlo all’interno dell’edificio. Subito una seconda guardia è sopraggiunta per aiutare il suo collega. Mentre attendevano l’arrivo di una macchina di servizio, il giornalista è riuscito a telefonare la polizia.
La polizia, giunta sul posto, ha mediato con le guardie per liberarlo e avvertendo il giornalista di non riprovarci perchè: “Foxconn ha uno statuto speciale qui. Per favore capisci“. Chissà cosa sarebbe capitato all’uomo.
[via melamenteassorto]
Sono anni che Apple non produce i suoi prodotti con stabilimenti propri ma esternalizza verso fabbriche cinesi selezionate. Questa operazione ha dato alla nascita delle cosiddette “città degli iPod e degli iPhone”, vale a dire complessi così estesi da diventare dei dormitori e luoghi di vita per i dipendenti.
Ma come fa Apple ad evitare, a volte con scarsi risultati, che da queste città partano informazioni sui nuovi prodotti? Il segreto è mantenuto attraverso diversi metodi attuati da un team di manager di Cupertino.
Si va dall’estrema parcellizzazione della costruzione dei componenti, in modo da non dare l’opportunità a ogni produttore di comprendere la vera natura del prodotto finale. Spesso i progetti di costruzione sono consegnati solo pochi giorni prima della produzione e una serie di multe, anche molto pesanti, sono accettate nei contratti di collaborazione.
A loro volta le società cinesi, per mantenere buoni rapporti con Apple, attuano una serie di metodi nei loro stabilimenti, come controlli sui dipendenti, metal detector, permessi centellinati per uscire dalle fabbriche e guardie armate in punti strategici.
[via Macitynet]
Con l’inizio delle vendite dell’iPhone in Cina c’è tutto l’interesse di fermare il traffico di smartphone fasulli marchiati Apple. Così la polizia cinese ha condotto una grande indagine nella città di Shenzhen scoprendo un’organizzazione dedita alla produzione di cloni da vendere sul mercato nero per 500 yuan, circa 52 €.
Il dispositivo della finta Mela era pronto per essere spedito e, precisamente, erano 1.000 le unità completate con oltre 6.000 batterie esterne. La polizia ha arrestato 7 persone tra le 28 fermate. Apple ha annunciato che manderà alcuni esperti per fare luce sul caso. La società vuole scoprire come faceva la banda a clonare il case del telefono.
[via macitynet]
Forse la produzione degli iPhone subirà un rallentamento. Lo dice il giornale “The 21st Century Business Herald” che riporta uno sciopero in corso nelle fabbriche degli schermi multi-touch per iPhone e iPod Touch nella città di Suzhou (Cina).
Circa 2.000 dipendenti, infatti, hanno fermato la produzione, distrutto impianti e veicoli dopo aver sentito un’indiscrezione su un possibile blocco dei pagamenti riguardanti il bonus di produzione del 2009. Speriamo che Apple intermedi per assicurare a questi dipendenti ciò che gli spetta di diritto.
[via bloomberg]
La gestione di una multinazionale di sicuro non lascia campo alla noia. Dopo le grane con Nokia, infatti, Apple ne ha avuta una anche in Cina e sempre per questioni di brevetti.
La Hanwang Technology, infatti, ha avuto il possesso del marchio “i-Phone” dal 2004 e per similitudine di nome, Apple non poteva chiamare così il suo telefono in Cina. Fortunatamente un accordo all’ultimo minuto ha reso possibile il trasferimento del marchio.
I termini dell’accordo non sono stati resi noti.
[via macworld]
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