FIAT è una delle aziende più osannate in Italia, tra le poche di grandi dimensioni che è riuscita a crescere nonostante la legislazione, burocrazia e imposizione fiscale non certo favorevoli. Se sommaste tutti i dipendenti occupati negli stabilimenti FIAT, quelli delle società che lavorano per il gruppo e che producono i componenti usati nelle auto, i dipendenti dei concessionari e gli autotrasportatori che portano le auto da uno stabilimento alla concessionaria, avreste un indotto da 223.000 posti di lavoro.
Se invece prendete Apple, le persone occupate nella società, gli sviluppatori, le società che producono software, accessori per i dispositivi, l’hardware e i rivenditori, avreste un indotto da 466.000 posti di lavoro. Vale a dire che Apple è riuscita a creare il doppio dei posti di lavoro di FIAT.
Un indotto così grande da portare alla coniazione del termine App Economy, per sottolineare come sia possibile generare benessere comune da una singola aziende. Tutte le società collegate, infatti, oltre ad assumere persone, producono e pagano le tasse aumentando il PIL dei rispettivi paesi.
[via appleinsider]
Sappiamo tutti che è difficile entrare in Apple come ingegnere, bisogna essere segnalati da qualcuno o aver un ottimo curriculum. E’ difficile anche rimanerci perchè la vita in Apple non è come quella in Google. Non ci sono campi di pallavolo dove sfogarsi o console dove giocare per fare una pausa. Si tratta di un ambiente fin troppo serio e dalle numerose regole.
Gli ingegneri, come spiega Lashinsky nel suo libro Inside Apple, subiscono un rito di iniziazione molto particolare: restano a decantare in progetti fasulli. La società li fa lavorare a finti prodotti per verificare se questi si lascino andare all’esterno dando informazioni, anteprime o indiscrezioni.
Se dovesse sfuggire un rumor su un prodotto fasullo la società saprebbe quale unità mandare a casa. Una sorta di test di fedeltà che dipinge Apple più come un’agenzia di sicurezza nazionale anzichè una società di elettronica. Ma in questo campo si sa, basta un’anticipazione data alle orecchie della concorrenza per perdere miliardi di dollari in vantaggio competitivo.
[via appleinsider]
Tim Cook non è riservato come Steve Jobs e, dopo aver letto le accuse contro il mancato rispetto del regolamento per la salvaguardia dei lavoratori dei fornitori cinesi, ha messo mano al suo Mac usando il suo classico strumento di comunicazione: la mail interna ai dipendenti:
Team,
come società e individualmente, siamo formati dai nostri valori. Sfortunatamente alcune persone mettono in discussione i valori di Apple e voglio segnalarvelo direttamente. Abbiamo a cuore ogni dipendente nella nostra catena di produzione. Ogni incidente ci preoccupa profondamente e ogni problema di lavoro ci agita. Ogni illazione inerente la nostra non curanza è completamente falsa e offensiva. Come saprete meglio di chiunque altro, accuse come queste sono contro i nostri valori. Non è ciò che siamo.
Per le centinaia di persone come voi che formano i nostri legami di fornitura intorno al mondo o lavorano da molto tempo lontano dalle proprie famiglie, so che siete oltraggiati come me. Per le persone che non sono collegate strettamente con la catena di produzione, avete il diritto di sapere come stanno i fatti.
Ogni anno ispezioniamo sempre più fabbriche, alzando il livello dei nostri partner e andando in profondità in tutta la catena. Come abbiamo riportato questo mese, abbiamo effettuato grandi passi avanti per aumentare le condizioni di centinaia di migliaia di lavoratori. Sappiamo che non c’è nessuno nel nostro settore che sta facendo quanto noi, in così tanti posti e coprendo così tante persone.
Apple è ricchissima, ma molto ricca. Tutto questo denaro, però, non è collegato a tanta generosità. Apple non ha comprato un’isola caraibica per permettere ai dipendenti di trascorrere le vacanze come ha fatto Virgin e neanche offre la mensa gratuitamente come fa Google. In compenso, però, Tim Cook sta cercando di fare passi avanti per viziare un po’ i dipendenti.
Dopo aver concesso alcune ferie gratuitamente, il nuovo CEO ha attivato una nuova serie di sconti per chi vuole comprare i prodotti della società. Nella riunione speciale nel campus indetta ieri, infatti, Cook ha dichiarato che tutti i dipendenti, compresi quelli occupati negli Apple Store, ora possono contare su uno sconto di 500 $ per comprare un computer e 250 $ per comprare un iPad. Lo sconto può essere esercitato ogni 3 anni da tutti i dipendenti assunti da almeno 3 mesi.
Inoltre ciascun dipendente conserva lo sconto precedente, vale a dire del 25%, per un acquisto effettuato ogni anno. Sono esclusi dal programma i MacMini.
[via macrumors]
Apple è riuscita a registrare un fatturato altissimo nell’ultimo trimestre e Tim Cook, CEO della società, intende ringraziare tutti i dipendenti. Per tale ragione ha indetto una riunione straordinaria per le ore 10.00 di Cupertino, vale a dire le 19.00 in Italia, nell’auditorium del campus.
La notizia è stata diffusa mediante il sistema interno di email in cui si avverte, tra l’altro, che i dipendenti che non sono presenti nel campus potranno seguire il tutto via AppleWeb. Non si sa se Cook ringrazierà semplicemente i dipendenti o farà anche degli annunci.
Dalle 19.00 dovremmo saperne qualcosa in più, sempre se non sarà chiesta la massima segretezza sulla riunione.
[via tuaw]
I dipendenti sono delle risorse? Sicuramente si e sono anche costosi, soprattutto se diventano degli elementi chiave delle società in cui lavorano. Per evitare che passino ad altre aziende, infatti, di solito le società aumentano gli stipendi e i bonus. Per evitare questi aumenti Apple, Google e Palm si accordarono segretamente per evitare la corte ai dipendenti delle reciproche società.
Tutto questo, voluto anche da Steve Jobs, fu fermato dal Dipartimento di Giustizia americano che scoprì l’accordo. Evitare che un dipendente vada a lavorare presso un’altra azienda permette di non perdere risorse e risparmiare denaro ma, nello stesso tempo, blocca la carriera e gli aumenti per i dipendenti.
Per tale motivo nei prossimi giorni sarà attivata una class action contro le società che si accordarono. Se la class action dovesse vincere Apple potrebbe pagare diversi milioni di dollari ai dipendenti danneggiati dall’accordo.
[via techcrunch]
Molti mirano a lavorare in Apple, lo considerano il sogno di una vita: contribuire alla realizzazione di prodotti che tutti ameranno una volta esposti nei negozi. Il lavoro di un dipendente Apple, però, non è così semplice. Almeno è ciò che dice Adam Lashinsky, un giornalista di Fortune, che sta per lanciare il libro Inside Apple.
Nel suo libro Lashinsky cerca di spiegare come si lavora nella società. Dice che il giorno da “matricola” è molto duro. La maggior parte dei dipendenti non può parlare dei propri progetti per questioni di segretezza, quindi ognuno cerca di parlare il meno possibile per evitare di spifferare informazioni. L’unico aiuto si chiama iBuddy, da non confondere con eBuddy, che consiste in un sistema di messaggistica interna. iBuddy collega il nuovo arrivato con un tutor che lo aiuterà nei primissimi giorni.
Quando si lavora ad un prodotto importante, come un iPhone, la segretezza aumenta fino a livelli da ricovero. Addirittura, dichiara il giornalista, alcune spie in borghese per conto della società tentano di capire se nei luoghi comuni, come la caffetteria, ci sono dipendenti che lasciano traspirare informazioni coperte da segreto. Alcuni dipendenti sarebbero stati anche licenziati per questo.
La competizione, poi, è altissima per permettere alla meritocrazia di vincere, quindi solo le idee migliori sopravvivono e le altre, e di solito anche chi le ha generate, vengono messe da parte. In altre parole lavorare in Apple sarebbe un vero inferno. Sempre se le parole di Lashinsky corrisponderebbero a verità. Ma di questo, ovviamente, non avremo mai conferma.
[via appleinsider]
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