Articoli con Tag Foxconn

La Fair Labor Association ha iniziato le sue indagini nelle fabbriche di Foxconn

kiro
13 feb 2012

Hanno carta bianca per ispezionare ogni fabbrica, fare domande a qualsiasi dipendente e segnalare ogni tipo di irregolarità. Gli ispettori della FLA (Fair Labor Association), un’associazione indipendente non profit, hanno iniziato oggi le loro ispezioni nelle fabbriche di Foxconn.

Nelle prossime settimane ascolteranno migliaia di dipendenti per verificare se ci sono delle irregolarità nelle fabbriche dove si assemblano i prodotti della Mela. L’inizio delle indagini indipendenti sono state volute da Tim Cook in risposta alle critiche dei giorni precedenti.

I risultati delle indagini saranno pubblicati nel sito della FLA entro marzo e Apple non potrà modificarli o chiederne il segreto, quindi le presunte accuse degli ultimi giorni riceveranno una risposta concreta. C’è da sottolineare che tra le società di elettronica Apple è l’unica al mondo ad aver dato carta bianca alla FLA. Siamo sicuri che i concorrenti non abbiano nulla da nascondere?

[via appleinsider]

Deboli proteste pro lavoratori cinesi all’Apple Store di Grand Central

kiro
10 feb 2012

Vi ricordate quando ho scritto che le notizie su presunti abusi in Foxconn sembravano solo una speculazione giornalistica? Il tutto si è dimostrato durante la protesta organizzata da Change.org e SumOfUs presso l’Apple Store di Grand Central.

Nonostante la semplicità nel raggiungere l’Apple Store, posto nella più grande stazione ferroviaria di New York, e il gran tam tam nella rete, alla protesta c’erano solo i giornalisti. Fotografi e video maker con la speranza di portare a casa un servizio da mandare in redazione.

Due attiviste di Change.org, vestite da iPhone, hanno consegnato una scatola contenente 275.000 firme raccolte on line al manager del negozio. Non ci sono stati inni, striscioni, proteste o episodi eclatanti. Solo alcune persone convinte della propria causa.

Forse la maggior parte degli americani non ha nessun interesse nella manodopera cinese, forse molti di loro hanno pensato che se la produzione fosse spostata altrove o, anche, se gli stipendi saranno aumentati il tutto non farà che aumentare il prezzo dei prodotti Apple. Qualsiasi sia la causa sappiamo che la protesta pro lavoratori cinesi è stata di fatto un fiasco.

[via gizmodo]

Gli hacker attaccano Foxconn e intanto si organizzano proteste presso gli Apple Store

kiro
9 feb 2012

Un popolo represso da salvare o lavoratori utilizzati in un contesto protetto? Nel dubbio sorge la protesta contro Foxconn per le condizioni applicate nelle fabbriche-città in Cina. Questa mattina degli hacker hanno attaccato il sistema informatico della società e, dichiarano, hanno sottratto i dati di accesso di alcuni clienti per il controllo degli ordini.

Intanto negli Stati Uniti si organizzano proteste contro Apple che, nonostante il codice di condotta e le promesse di Tim Cook, è sempre nell’occhio del ciclone. Oggi, infatti, nell’Apple Store di Grand Central si terrà una protesta dalle ore 10.00, vale a dire le 16.00 in Italia.

Due gruppi, chiamati SumOfUs e Change.org, hanno raccolto oltre 35.000 firme per protestare contro lo sfruttamento dei lavoratori cinesi da parte di Apple. Cos’altro dovrà fare Apple per rassicurarli delle condizioni di lavoro in Cina?

[via theverge]

La CNN infiamma il caso mediatico dei lavoratori cinesi

kiro
7 feb 2012

I lavoratori cinesi sono sfruttati oppure no? Questa questione diventa sempre più importante perchè la visibilità di Apple e la vendita di notizie vanno di pari passo. Di sicuro, rispetto ai diritti acquistati in Occidente, il ritmo dei lavoratori cinesi è molto più elevato e la paga salariale è minore, anche se questo fattore andrebbe confrontato con la capacità di acquisto della moneta in Cina.

Tutto il sistema, però, sembra morbosamente sotto gli occhi della stampa che tenta di cavalcare l’onda di altri fenomeni, come quello dei suicidi nelle fabbriche-città, rivelatisi inferiori ai suicidi medi in Cina (rispettivamente 1,7 ogni 100.000 persone e 16 ogni 100.000).

Non è certo compito mio sorreggere l’ago della verità, ma l’inchiesta della CNN lascia margini su cui pensare. Per costruire la notizia hanno montato due accuse basate sulla testimonianza di una 18enne, chiamata Miss Chen, che lavora in Foxconn. La ragazza lavora 60 ore a settimana e ha scoperto solo tramite la CNN di lavorare all’iPad. La prima accusa è considerabile priva di senso, visto che il datore di lavoro non è tenuto a spiegare tutta la filiera produttiva ad ogni dipendente, ma semplicemente ad informarlo sulle mansioni da svolgere per assemblare un’unità.

continua

Sondaggio: secondo te Apple controlla la correttezza di Foxconn?

kiro
1 feb 2012

Negli ultimi giorni si è parlato molto di Foxconn e le altre società cinesi fornitrici di Apple. Secondo alcuni giornalisti del New York Times, che hanno ascoltato alcune fonti interne, Apple ha chiuso un occhio in passato per permettere alla manodopera a basso costo di costruire i suoi prodotti.

Per la società, invece, il suo impegno non ha eguali nel settore in cui opera agendo con un programma molto rigido, ispezioni, sanzioni e così via. Secondo voi dove pende l’ago della ragione? Apple fa abbastanza o lascia campo libero alle fabbriche cinesi di trattare i dipendenti come vogliono? Ecco un sondaggio.

Secondo te Apple controlla la correttezza di Foxconn?

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Foxconn aprirà ben 5 impianti in Brasile

kiro
1 feb 2012

Mentre in Cina, nella città di Zhengzhou, Foxconn si appresta a ingrandire ancora di più la sua città-fabbrica per accogliere 100.000 nuovi assunti, in Brasile gli affari vanno a gonfie vele. Grazie ai generosi aiuti statali, infatti, Foxconn intende costruire altri 5 stabilimenti per assumere migliaia di persone.

La società intende aumentare l’investimento iniziale di 300 milioni di dollari per costruire capannoni, impianti e attività di insegnamento e assumere 3.400 persone. Gli impianti saranno volti alla costruzione degli iPad, iPhone e di altri componenti, come player multimediali e PC.

Lo ha dichiarato Julio Semeghini, segretario per lo sviluppo economico brasiliano, per annunciare un aumento dell’occupazione nei prossimi mesi. Oltre agli incentivi statali, Apple avrà anche la libertà di vendere i suoi prodotti in Brasile. Vendita che prima incontrava dei freni a causa delle leggi di importazione dei beni esteri.

[via appleinsider]

Un dirigente Apple l’accusa: sapeva delle irregolarità di Foxconn

kiro
27 gen 2012

Il rapporto di Apple con i suoi fornitori è sempre molto spinoso dal punto di vista dei dipendenti. Le aziende fornitrici hanno la propria forza lavoro che, diversamente da come qualcuno crede, non sono dipendenti di Apple. Così come Foxconn non è Apple e i dipendenti di Foxconn non sono di Apple. Anzi, Foxconn lavora anche per Sony, Nokia, Microsoft e tanti altri marchi.

Apple, però, a differenza degli altri marchi, ha un codice di condotta molto rigido con un regolamento gestito da un apposito team e, a differenza di tutte le altre società di elettronica, è anche iscritta alla FLA (Fair Labor Association) che può condurre controlli in piena autonomia.

Ciò nonostante arriva un’accusa grave direttamente da Foxconn in cui un manager di Apple, che non si identifica, ha dichiarato al New York Times che la società era al corrente degli abusi sui diritti dei lavoratori ma ha taciuto perchè, cità, “tutto funzionava bene così com’era. Perchè se non si lavora duramente è duro trovare lavoro fuori“.

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