Eccoci di fronte una nuova intervista a un nuovo sviluppatore per iPhone e iPod Touch. Questa volta ho chiacchierato con Emanuele Vulcano, uno studente del Politecnico di Milano e creatore di Mover, il programma che permette di scambiare file tra due iPhone con un’interfaccia grafica definita da alcuni “degna di Minority Report”.
Ecco cosa ci siamo detti:
Ciao Emanuele. Hai raccolto i tuoi progetti sotto un nome, la Infinite Labs, come mai questo nome?
L’infinito è ovviamente uno dei concetti e dei simboli più intriganti che esistano; ha una storia lunghissima, e potremmo stare a parlarne per ore, dalla matematica ai tarocchi. Diciamo solo che in Infinite Labs simboleggia un po’ il voler arrivare il più vicini possibile al traguardo finale — che, tra l’altro, è fare applicazioni belle, che fanno esattamente quello che devono con grazia e stile.
Cosa ti ha spinto a programmare per iPhone? Cosa ha fatto scattare la scintilla?
In realtà è scoccata molto prima che si “potesse” programmare per iPhone. Mi ero innamorato dell’idea della piattaforma, tanto da essermi accalappiato un iPod Touch di prima generazione praticamente subito dopo l’uscita. Dopo essere stato un giorno intero a giocherellare con l’unità esposta nel negozio dove poi l’ho comprato. Mi han dovuto tirare via a forza.
Poi, una sera, Steve ha annunciato l’SDK, e per me, programmatore Mac oramai da cinque anni, è stata una vera festa.
Continua il nostro corso di interviste agli sviluppatori italiani per Os X Mobile. Un giro di domande che ci aiutano a capire cosa pensano le persone che creano applicazioni per iPhone e iPod Touch, che idee hanno per il futuro e qual è la loro visione di Apple.
Questa volta ho intervistato Alessandro Guerra fondatore dell’iDiTeam, un gruppo che hanno dato vita a numerose applicazioni, come Diabolik, iTraffic e altre. Ecco cosa ci siamo detti:
Ciao Alessandro. Puoi parlarci della MobFarm? Come è nata?
Sin dalla prima uscita dell’iPhone negli Stati Uniti, l’interesse per questo innovativo sistema di comunicazione multimediale cresce giorno dopo giorno sino a coinvolgermi totalmente. Da qui, l’idea di creare un Team di sviluppo tutto italiano. La sorte mi ha portato ad incontrare il mio primo collaboratore, Giuseppe Silvestri con il quale, in maniera pioneristica, abbiamo imboccato la strada tortuosa di sviluppatori per iPhone e iPod Touch. I discreti successi ottenuti, ci portarono a perseverare. Il Team molto velocemente si arricchisce con l’inserimento di nuovi collaboratori quali Gianluca Alfonzo, Andrea Gavagnin e Matteo Gavagnin. Ultimamente il team si è ulteriormente espanso con l’ingresso di Claudio Mezzasalma, Nicolò Tosi, Francesca Petetti e Marco Frisan.
Rieccoci con le interviste agli sviluppatori per iPhone. Questa volta abbiamo chiacchierato con Marco Bellinaso, sviluppatore presso l’Anguria Lab, società che ha lanciato Postino, il programma che consente di spedire eCard e cartoline reali sfruttando le potenzialità dell’iPhone.
Ecco cosa ci siamo detti:
Ciao Marco, raccontaci un po’ di voi. Sappiamo che avete chiamato la vostra società Anguria, come mai?
AnguriaLab LLC è l’azienda – parte del gruppo GetConnected srl – dedicata allo sviluppo di applicazioni e servizi innovativi su iPhone (ma anche web e altre piattaforme mobile). L’anguria è un frutto fresco, succoso, e anche “bello” da vedere. Inoltre rappresenta i nostri colori italiani: verde la buccia, bianca la crosta, rossa la polpa. I semini neri poi sono le tante idee che abbiamo e che potrebbero crescere. Ci è sembrata perfetta! Per il logo abbiamo aperto una contest su 99designs.com ed il risultato è stato molto positivo, molte idee. Il risultato finale è il nostro smile all’anguria.
Cosa vi ha spinto a programmare per iPhone?
L’innovazione tecnologica del prodotto e le possibilità che offre per sviluppi interessanti e particolarmente interattivi. Inoltre l’App Store è veramente un altro pianeta per la semplicità di distribuzione, soprattutto per chi come noi ha sviluppato anche per BlackBerry e Windows Mobile (che hanno store frammentati, non integrati con il device, e che spesso richiedono un’installazione manuale del software). Infine devo dire che anche la curiosità verso qualcosa di ancora nuovo, e il divertimento che ne sarebbe derivato, ci ha dato una bella spinta per intraprendere quest’avventura.
continua
Nella giornata di ieri, attraverso una diretta audio da Cupertino, la società ha presentato i dati del secondo trimestre fiscale dell’anno. Dopodichè, Peter Oppenheimer, CFO della società, si è sottoposto alle domande dei giornalisti. Vediamo cosa si sono detti:
Qual è il vostro punto di vista in riguardo i prezzi e la richiesta di componenti per il prossimo trimestre?
Pensiamo che la maggior parte dei prodotti in eccesso saranno consumati in modo tale da creare un ambiente favorevole. Ci aspettiamo anche un amento dei prezzi per il prossimo trimestre. Non vi aspettate di vedere lo stesso processo di riduzione dei prezzi per i nostri prodotti visti in passato.
Ci potete parlare del business Mac? Cosa faranno i nuovi Mac? E la leva delle vendite?
Dopo aver lanciato i nuovi computer, abbiamo spedito un grande numero di desktop prima della transizione e aiutato la leva a calare. I prodotti Pro sono stati i più deboli rispetto lo stesso trimestre dell’anno scorso. Crediamo sia dovuto all’andamento economico. In più il settore educational negli USA è calato dell’11% nel corso degli anni. Un risultato dovuto al calo del gettito delle tasse per alcuni Stati. Speriamo di avere un aumento quest’anno. Così, è vero, la leva è calata e i Mac sono una fetta di questa. Rinnovare tutti i computer dektop ci ha aiutato a vendere di più a marzo. Anche il settore dei computer portatili ha avuto un calo della leva dovuto al calo dei prezzi applicati ai MacBook. Con il risultato di vedere consumatori molto più propensi all’acquisto rispetto a professionisti e scuole.
Dopo aver intervistato Emanuele Fornaro di MyTv, ho diretto la mia attenzione a iBreviary, un’applicazione che in pochissimo tempo ha fatto il giro del mondo attirando il faro dei media e bussando, addirittura, alle porte del Vaticano.
Il software che porta le preghiere nell’iPhone è in continuo sviluppo e mi ha fatto molto piacere scambiare qualche chiacchiera con don Padrini, l’ideatore del progetto. Ecco cosa ci siamo detti:
Salve don Padrini. Prima di iniziare questa intervista, ci parli un po’ di lei. Chi è don Padrini?
Sono un prete. Un parroco meglio sarebbe dire. Poichè il mio ministero si svolge quotidianamente in una parrocchia piemontese (Stazzano) nella quale lavoro soprattutto a contatto con ragazzi e giovani. Questo mi rende orgoglioso. Poi sono tecnologico…come hanno scritto alcuni giornali americani un “techno-priest”….e, soprattutto, appassionato di comunicazione ecclesiale.
Come le è venuta l’idea di creare un’applicazione per iPhone per diffondere le sante preghiere?
L’idea mi è venuta dopo avere avuto tra le mani l’iPhone. Un telefono così è destinato a cambiare non solo il modo di telefonare, ma anche quello di concepire la comunicazione e la gestione del nostro tempo in mobilità. Allora mi sono detto: perchè non creare grazie a questo telefono uno spazio di preghiera? Una sorta di spazio di comunicazione con Dio? Perchè non portare sull’iPhone non tanto un testo quanto una azione, spesso dimenticata, come quella della preghiera?
Come si è avvicinato al mondo Apple? Utilizzava già degli strumenti prodotti dalla società di Cupertino?
Ammetto di essere un cultore di Mac. Ormai, e mi riferisco ad altri sistemi operativi, ho definitivamente fatto il “grande salto” a Mac ed a iPhone, naturalmente.
E’ stata una delle applicazioni più scaricate dall’App Store, stiamo parlando di MyTV, il programma per iPhone e iPod Touch che permette di guardare la programmazione televisiva e di registrarne i contenuti grazie all’integrazione di Vcast.
Dietro il programma c’è lo sviluppatore italiano Emanuele Fornaro e l’ho intervistato per chiedergli un po’ di cose su questo successo inaspettato. Ecco cosa ci siamo detti:
Ciao Emanuele. Cosa ti ha spinto ad affacciarti nel panorama dell’App Store e quali esperienze da programmatore hai avuto in precedenza?
Ciao Kiro. Sicuramente la cosa che più mi ha spinto ad affacciarmi all’App Store è stata la facilità di distribuzione delle applicazioni che caratterizza questo ambiente. Chiunque può scrivere un’applicazione e pubblicarla sullo store, senza preoccuparsi dei dettagli relativi al marketing e alla vendita del prodotto stesso.
Ho cominciato a sviluppare programmi nativi per Mac nel 2005, sia per lavoro che per passione. Dopo l’uscita dell’Sdk per iPhone ho iniziato a studiare per bene la documentazione fornita da Apple, prima di avere l’idea per My Tv.
Che impressione hai avuto a contatto con l’App Store? Cosa ti è piaciuto maggiormente nel programmare per iPhone?
L’App Store presenta anche dei percorsi macchinosi, come ad esempio la valutazione da parte di Apple e la parte burocratica della faccenda, ma sicuramente facilita la distribuzione, come ho accennato prima, e quindi lo sviluppatore può concentrarsi maggiormente sui dettagli tecnici relativi all’applicazione.
Ho anche trovato grande soddisfazione nel programmare per iPhone, sia per la semplicità d’uso del telefonino della Mela, che per l’elegante approccio che Apple ha adottato, conosciuto anche a coloro che programmano in ambiente desktop per Mac. Il framework utilizzato per iPhone non è nient’altro che una versione adattata per il dispositivo delle librerie Cocoa presenti nella programmazione su OS X.
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