L’Italia indietro con le tendenze del mercato? Questa volta no. Tramite la circolare n.18 emanata oggi, che si collega alla legge 169/2008 e alla circolare dell’ex ministro Gelmini del 10 febbraio 2009, anche il settore scolastico italiano sarà modificato in direzione dei libri digitali.
Per il prossimo anno scolastico, 2012/13, tutti i libri dovranno essere in forma mista, vale a dire che le edizioni cartacee dovranno essere presenti anche in formato digitale. In tal modo gli editori potranno aggiornare i libri del formato digitale e consentire agli studenti di avere libri sempre aggiornati.
L’obiettivo è abbandonare gradualmente i libri cartacei a favore del digitale, come stanno facendo anche negli Stati Uniti. Restano i dubbi delle famiglie: dovranno dire addio al mercato dell’usato? I libri digitali costeranno quanto quelli cartacei? Le librerie fisiche saranno danneggiate?
Queste domande riceveranno risposta solo nel prossimo anno scolastico.
[via repubblica]
Le università italiane tendono a portare avanti sempre gli stessi corsi universitari perchè il materiale è preconfezionato, le modalità di insegnamento pure e ogni anno basta ripetere le cose dell’anno precedente. Ma il mondo cambia e anche velocemente.
Così a Londra è nato il corso di fotografia con l’iPhone. Si terrà presso il Kensington and Chelsea College dove il professore Richard Gray insegnerà quest’arte.
Il corso prevederà l’insegnamento dell’uso della fotocamera, delle tecniche di scatto, l’uso della luce, gli accessori e naturalmente le applicazioni per i lavori di post produzione. Chissà se l’esame si terrà su Instagram.
[via bbc]
Arrivano interessanti novità a due settimane di distanza dalla presentazione dei libri scolastici digitali nell’iBookstore. Gli Stati Uniti, infatti, vogliono abbandonare i libri di carta entro i prossimi 5 anni. Lo hanno comunicato Arne Duncan, segretario per il settore educativo e Julius Genachowski, presidente della Federal Communitacions Commission.
Vogliamo bambini con zaini che pesano fino a 50 chili e contenenti libri da 50, 60, 70 dollari e molti di questi in edizioni superate? O vogliamo studenti con in mano solo un dispositivo che può archiviare contenuti mai immaginati fino a due anni fa che possono essere aggiornati in qualsiasi momento? Io credo che la scelta sia molto semplice.
In un rapporto sulle scuole Duncan ha dimostrato che ogni anno si spendono 8 miliardi di dollari per i libri scolastici negli USA. Apple ha già proposto di risolvere questo problema attivando un tetto massimo di 14,99 $ per ogni testo digitale.
[via associated press]
Apple ha sempre preso in considerazione il settore educativo. Steve Jobs era convinto che se avesse affascinato gli studenti, offerto loro gli strumenti ideali per studiare, questi avrebbero scelto dei computer Apple una volta diventati adulti.
Per supportare questa strategia di mercato sempre di più, bisogna offrire agli studenti e alle scuole una piattaforma utile, solida e funzionale. Per tale motivo gli esperti della Mela hanno creato il programma ACOT2, vale a dire Apple Classrooms of Tomorrow al quadrato. L’obiettivo è creare un sistema che possa trasportare le scuole nel futuro.
Il sistema messo a punto da Apple, e spiegato perfettamente nel suo sito istituzionale, si basa su sei pilastri: creare capacità per il futuro, fornire elementi utili per il curriculum, fornire i giusti strumenti informativi, attivare connessioni sociali, far crescere una cultura basata sulla creatività e l’innovazione e permettere tutto questo in qualsiasi ora del giorno.
Se siete insegnanti, studenti o persone a cui interessa il futuro delle scuole vale la pena dare un’occhiata alla proposta di Apple.
Siamo al secondo Keynote di Apple senza Steve Jobs. L’ultimo, quello per il lancio dell’iPhone 4S, lo ha visto assente perchè stava trascorrendo le sue ultime ore di vita su un letto e questo pensiero si leggeva sul volto dei dirigenti saliti sul palco. Erano spenti, tristi e preoccupati. Ora che l’ex CEO è andato per sempre, il comando delle presentazioni passa all’alta dirigenza che le gestisce senza il tocco magico di zio Steve.
L’erede per coordinare le dimostrazioni è Phil Schiller, capo del settore marketing di Apple. Uno Schiller molto serio e poco scherzoso, una persona molto differente dallo Schiller sorridente e in vena di battute visto nei Keynote degli anni passati. Probabilmente il peso delle responsabilità lo ha reso piuttosto teso e ansioso. Sul palco non si è intravisto Tim Cook, CEO della società, neanche per un saluto iniziale. Forse ad indicare fiducia ai suoi vicepresidenti capaci di cavarsela da soli e che, a differenza di Steve Jobs, lui non è l’anima della società ma solo il suo amministratore.
Schiller, molto probabilmente aiutato anche da Roger Rosner e Eddy Cue, rispettivamente vicepresidente del settore software operativo e servizi internet, ha scelto delle slide basate soprattutto su immagini anche se ha mantenuto, di base, lo schema di Steve Jobs con interventi intervallati da demo e video. Anche se Steve Jobs puntava molto l’attenzione sull’esperienza utente, la chiave di lettura di Schiller mi è apparsa molto più tecnica e meno emotiva.
Sono mancati i wow, le espressioni di eccitazione e l’entusiasmo di un tempo. A volte si sono viste anche pause imbarazzanti alla ricerca di applausi e qualche incertezza. Speriamo che con i prossimi Keynote Apple ritrovi la voglia di sorprendere e coinvolga il suo pubblico con presentazioni ricche di emozioni e sentimenti.
E’ presente in 26 Paesi, comprende 500.000 lezioni ed è gratuito. E’ l’enorme università che Apple ha unito in iTunes U, una sezione di iTunes dove sono raccolti i podcast dedicati al mondo delle scuole e università. Negli anni questa sezione si è ingrandita sempre di più integrando anche università italiane, fino a superare i 700 milioni di download.
Ora iTunes U è più interattiva perchè permette ai docenti di creare delle vere e proprie lezioni. In ogni corso è possibile creare un piano delle lezioni e aggiungere audio, video, PDF, slide, documenti di testo, link, applicazioni per iOS e ePub. iTunes U, infatti, ora è disponibile anche sotto forma di applicazione per iPhone e iPad.
L’app conversa con iBooks per rimandare gli studenti ai libri di testo nel negozio di Apple. In questo modo il professore indica i libri necessari al corso e lo studente può scaricarli direttamente nell’iPad. Il sistema nel suo totale promette una semplificazione profonda nel seguire le lezioni. Volendo si possono seguire anche le lezioni di altre università per comprendere meglio gli argomenti o approfondire.
iTunes U pesa 12,1 MB e si scarica gratis nell’App Store.
“Insegno perchè ogni volta che lo faccio mi sento una persona migliore” dice un insegnante durante un’intervista rilasciata ad Apple. In effetti Apple ha sempre visto con riguardo il settore educativo, sin dai suoi primi anni di attività. Con l’iPad i passi avanti sono stati tanti perchè in molte scuole, anche in Italia, il tablet di Apple è usato come strumento didattico.
Attualmente ci sono più di 20.000 applicazioni nell’App Store dedicate a questo settore e la società aumenta l’esperienza con i libri. Aggiornando ad iBooks 2.0, la società ha introdotto la vetrina dei testi scolastici. Questo risolve molte cose come il dover cercare il libro nelle librerie e, soprattutto, rende gli zaini degli studenti molto più leggeri.
Per permettere questa rivoluzione ha stretto accordi con alcuni editori, tra cui McGraw-Hill, Pearson Education e Houghton Mifflin Harcourt che metteranno a disposizione, sin da subito, il 90% del loro catalogo scolastico venendo i testi a 14,99 $ ciascuno o anche meno.
I libri saranno anche interattivi con oggetti in 3D, gallerie di foto, fonti audio e video. L’obiettivo è potenziare il materiale offerto agli studenti per una maggior comprensione degli argomenti e, si spera, una maggior attenzione allo studio. Con iBooks 2.0, inoltre, si risolve un problema segnalato anche in passato: ora è possibile evidenziare il testo con vari colori e aggiungere post-it virtuali con le note. Il motore di iBooks, inoltre, aggrega queste note e le parti sottolineate in un testo unico per avere subito un documento dove riepilogare velocemente gli argomenti studiati.
Al momento la vetrina dei libri di testo italiani è ancora vuota, ma speriamo che questa rivoluzione entri nel nostro Paese prima del prossimo anno scolastico.
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