# Intervista a Giovanni Scarrone di A 2009/2010

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- Published: 2009-09-25T09:00:25+02:00
- Author: Kiro

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Il campionato di calcio è iniziato da qualche settimana e l’applicazione A 2009/
2010 permette di seguire la classifica e le statistiche. Ho avuto il piacere di 
chiacchierare con il suo sviluppatore, Giovanni Scarrone, ecco cosa ci siamo detti:

**Ciao Giovanni, raccontaci un po’ di te. Come è iniziata la tua avventura nel mondo
dell’App Store?**
L’avventura in App Store è una diretta conseguenza del mio lavoro;
io sono un developer e quindi sono sempre incuriosito e interessato in  nuovi linguaggi
e/o ambienti di sviluppo. Avevo già acquistato un iPhone 2G di importazione e quindi
all’uscita del modello 3G e all’annuncio del SDK per iPhone ho cominciato a “giocare”
con l’ambiente di sviluppo. Ho cercato e trovato un’idea per realizzare qualcosa
di concreto e il 28 Agosto 2008, quindi dopo poco più di un mese dal lancio di App
Store, ho pubblicato la mia prima applicazione: Serie A. Benchè l’applicazione fosse
molto semplice è stata la prima sull’argomento e, unitamente al fatto che fosse 
gratuita, ha avuto un ottimo successo: circa 80.000 download.

**Quali sono state le difficoltà nel programmare e vendere applicazioni nell’App
Store?**
Non ho trovato particolari difficoltà nella programmazione per via del 
mio lavoro; bisogna anche dire che l’ambiente di sviluppo (XCode + iPhone SDK) è
ottimo e ha solo un difetto: l’emulatore di iPhone non è completo di tutte le funzionalità
e quindi per sviluppare è comunque necessario disporre di periferiche reali. Anche
sul fronte messa in vendita non ho trovato grosse difficoltà, anzi Apple mette a
disposizione tutti gli strumenti necessari. Il vero scoglio da superare è la fase
di approvazione: oltre ad un problema di tempi variabili (siamo passati da 3/4 giorni
a circa 14 gg per l’approvazione di un’applicazione) ci sono mille aspetti  per 
cui un’applicazione potrebbe essere respinta e che non compaiono nelle guideline
di Apple: questioni di brand, copyright oppure la stessa idea dell’applicazione 
potrebbe non essere accettata da Apple senza che ci siano motivazioni documentate.

**Sei tra gli sviluppatori che ha curato meglio anche l’aspetto marketing dei tuoi
programmi. Cosa ti ha spinto a curare il lancio?**
La risposta giusta è l’esperienza.
Sicuramente per il lancio di A 2009/2010 ho attivato una serie di iniziative per
far conoscere l’applicazione e creare interesse. Un anno fa, quando l’App Store 
era stato lanciato da poco ed il numero delle applicazioni era nettamente inferiore,
il solo fatto che un’applicazione fosse presente in App Store era sufficiente per
garantire un ottimo numero di download e un’autoreferenziazione pubblicitaria. Oggi
ovviamente non è più così e quindi la pubblicazione di un nuovo software deve essere
accompagnata da tutta una serie di iniziative di comunicazione.

**Il tuo programma più conosciuto è A 2009/2010 per il campionato di calcio. Cosa
ti ha spinto a creare questa applicazione?**
Come ho già detto la prima applicazione
pubblicata e sicuramente quella che ha ottenuto il miglior risultato in termini 
di download è stata “Serie A”. A 2009/2010 nasce quindi dall’idea di realizzare 
qualcosa di migliore e di più completo rispetto a Serie A raccogliendo anche molti
feedback degli utenti.

**Cosa ci puoi dire dei tuoi progetti futuri, a cosa stai lavorando?**
Posso dire
poco; sto progettando qualcosa sulla base di richieste e suggerimenti che mi sono
stati inviati da persone che hanno scaricato le mie applicazioni. Direi che è un’ottima
base di partenza in quanto l’idea è quella di rispondere ad esigenze reali già riscontrate.

**Secondo te il sistema dell’App Store ha delle pecche? Cos’altro manca?**
Tutto
è migliorabile e quindi anche l’App Store. Direi che la mancanza principale (e lo
dico anche da utente) è quella di non avere a disposizione versioni shareware delle
applicazioni. Il fatto di poter provare un’applicazione prima di acquistarla è secondo
me fondamentale e non ci si può basare sull’acquisto solo sui feedback di altri 
utenti. Il tutto è demandato a eventuali versioni lite che però non sempre sono 
disponibili.

**Altri concorrenti di Apple hanno aperto il proprio store, come Android o Nokia
con l’Ovi Store. Secondo te riusciranno a conquistare gli sviluppatori presenti 
nell’App Store?**
Alcuni lo hanno già aperto e lo hanno già chiuso o lo stanno revisionando.
Anche Microsoft ha presentato il proprio Marketplace e sta per esordire. Difficile
dire se riusciranno a ripetere il successo di Apple o a catturare l’interesse degli
sviluppatori allo stesso modo perchè dipende da troppi fattori: diffusione delle
periferiche, tipo di hardware diponibile onboard, costi di sviluppo e evenutali 
costi dei tool SDK, tipo del linguaggio di programmazione ecc. Personalmente sono
attirato dall’Ovi Store di Nokia per il numero di smartphone Nokia presenti però
è anche vero che sviluppare per un unico tipo di periferica e hardware (come iPhone)
è sicuramente più semplice ed immediato anche per sviluppatori indipendenti. Quindi
questo potrebbe essere un ostacolo per molti.

**Quali consigli puoi dare a chi vorrebbe sviluppare per l’App Store?**
Direi che
i consigli che posso dare sono essenzialmente consigli di base:a) partire da una
buona idea: anche semplice purchè valida, utile e che non appaia già in mille versioni
in App Store.b) verificarla e testarla con altre persone (possibilmente non altri
sviluppatori iPhone).c) curare anche e soprattutto l’aspetto grafico dell’applicazione;
il primo approccio che un utente ha con un’applicazione è sempre con l’aspetto visivo
e con l’interfaccia in generale.d) avere a disposizione periferiche reali (iPhone
e/o iPod Touch) per lo sviluppo e per i test: il solo uso dell’emulatore non è sufficiente.
e) rispettare le guideline di Apple per avere una buona probabilità che l’applicazione
non venga respinta.

**Rivelaci un segreto, ma con l’App Store si guadagna molto come dicono oppure è
solo un miraggio?**
L’App Store è da considerare come l’uovo di Colombo; un’idea
tanto geniale quanto semplice ma che Apple ha saputo introdurre concretamente per
prima, così come aveva fatto a suo tempo con iTunes per la musica. Il successo universale
dell’iPod (in tutte le sue versioni e declinazioni) è stato determinato dall’ecosistema
iPod + iTunes e non certo dalle caratteristiche tecniche dei lettori mp3 di Apple,
che soprattutto all’inizio erano inferiori a modelli di altri competitor. L’iPod
poi si è anche trasformato nel tempo in un oggetto cult, quasi uno status symbol,
e questo ha trascinato al successo il primo modello di iPhone che però era commercializzato
solo in pochi paesi. Il vero successo dell’iPhone è arrivato con il modello 3G grazie
all’introduzione dell’App Store. Esattamente come accaduto per iPod.L’App Store 
è un ottimo strumento e non è detto che il guadagno che ne deriva sia unicamente
in termini economici, anzi direi che il vero ritorno è quello di immagine e notorietà.
Ci sono stati casi di applicazioni che hanno reso economicamente moltissimo ma questo
è successo soprattutto nei primi mesi dopo il lancio di App Store. Oggi, a distanza
di poco più di un anno, è tutto molto più difficile perchè il numero delle applicazioni
è aumentato esponenzialmente e perchè sono scesi in campo anche i grand brand di
sviluppo software.

**Secondo te le restrizioni che Apple adotta nell’App Store sono giuste o andrebbero
eliminate?**
La domanda è molto interessante così come l’argomento meriterebbe molto
spazio e molte riflessioni. Cerco di sintetizzare al massimo il mio pensiero, che
per molti aspetti è anche quello di altri sviluppatori iPhone con i quali sono in
contatto. Il concetto di base, cioè avere un controllo accurato di ciò che viene
pubblicato, è secondo me giusto soprattutto se si riflette sul fatto che con la 
parte di telefonia potrebbero essere apportati molti danni (anche economici) agli
utenti se venisse installato software malevole. Da non dimenticare che tutto il 
software è distribuito unicamente attraverso i server di iTunes e quindi Apple ne
è in qualche modo responsabile; anche per questo un controllo severo può essere 
giusto e giustificato.I problemi iniziano quando non ci sono regole precise per 
le quali un’applicazione può essere rifiutata (oltre alle guideline ufficiali), 
quando le interazioni con l’hardware sono limitate, quando non si riesce ad avere
un filo diretto con le stesse persone che testano e rifiutano le tue applicazioni.
Ovviamente parlo per esperienza diretta e per esperienza condivisa con altri sviluppatori
indipendenti, perchè per le grosse software house la situazione è sicutamente differente.

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