# I giornali digitali italiani e la fretta di crescere

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- Published: 2010-08-05T08:00:39+02:00
- Author: Kiro

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L’iPad è entrato ufficialmente nel mercato italiano il 28 maggio di quest’anno. 
Vale a dire che sono passati poco più di 2 mesi dalla sua commercializzazione. Il
dispositivo simbolo della rivoluzione digitale, che prevede il passaggio dalla carta
stampata a quella elettronica, come sta svolgendo il suo compito?

Il tablet funziona e l’SDK permette di creare applicazioni all’avanguardia, con 
gallerie di foto, video, interfaccie grafiche auto adattabili e altro. Basta dare
un’occhiata all’applicazione di Wired per rendersene conto. Peccato, però, che la
tendenza italiana penda dal lato sbagliato.

Non solo gli editori italiani non hanno compreso il senso della rivoluzione, ma 
hanno anche troppa fretta di crescere, o meglio, di trarne i frutti. Pensano che
proporre ciò che si offre con la carta sia la strada giusta. Così nascono edizioni
che superano di poco il livello qualitativo dei PDF, con appena qualche galleria
di foto o video, come se ciò bastasse a sbadierare una rivoluzione.

Rivoluzionario è pensare con una mentalità volta all’esperienza utente. Capire che
non deve essere l’utente ad adattarsi al formato, come avviene con la carta, ma 
il giornale a doversi adattare all’utente e cambiare forma in base alla modalità
di utilizzo.

Se tutto questo non bastasse, osserviamo anche della prepotenza. La prepotenza di
credere di aver raggiunto un livello di eccellenza tale da richiedere il pagamento
di un abbonamento. I principali quotidiani italiani, come Repubblica o il Corriere
della Sera, chiedono di mettere mano al portafogli e comprare i loro “PDF arricchiti”.
Per carità il prezzo è inferiore a quello di un giornale di carta. Considerando 
che non si paga la carta e il canale distributivo, direi che sia normale. Ma dal
mio punto di vista le applicazioni sono ancora immature per pretendere denaro, considerando
anche che nelle pagine virtuali è presente della pubblicità reale.

Consiglio di scambiare la voglia di crescere con la voglia di evolvere. Una rivoluzione
va alimentata con l’innovazione. Anche se non si generano molti ricavi nel breve
periodo, nel lungo avrete una nave su cui salpare il giorno in cui la carta stampata
avrà finito il suo ciclo di vita.

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