# Rubrica: come creare un blog di successo – Monetizzare il blog

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- Published: 2010-11-29T09:29:17+01:00
- Author: Kiro

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Melamorsicata nel 2011

Ed eccoci di fronte all’argomento tanto atteso da molti: monetizzare il proprio 
blog. Per molte persone, purtroppo, guadagnare con il proprio blog è l’unica cosa
che conta e questo è molto triste. Scrivere per denaro dovrebbe sempre passare in
secondo piano. Al primo posto c’è ovviamente la passione. Ma siccome far entrare
soldi è uno degli argomenti di questo ciclo di consigli, analizziamo le varie forme
pubblicitarie.

Devo prima chiarire delle cose: 1) non vi dirò quanto guadagno perchè è orribile
la manipolazione mentale a cui si sottopongono alcune persone quando sentono parlare
di cifre; 2) più utenti avrete e più guadagnerete, è una regola universale; 3) la
visibilità si paga. Nel corso dei mesi, soprattutto se acquisterete visibilità, 
vi contatteranno moltissime persone per chiedervi di pubblicare informazioni sul
proprio prodotto commerciale. Le pubblicità ai prodotti commerciali si paga. Le 
società spendono milioni di dollari per mostrare il proprio marchio o prodotto in
tv, perchè mai sul web non dovrebbe funzionare così? Date visibilità gratis ai progetti
costruttivi, alle idee gratuite, agli eventi benefici, alle curiosità, a ciò che
vi stuzzica. Ma ricordate: se i PR, che sono pagati dalle aziende, vi contattano
per avere visibilità fate capire loro che nulla è gratis. Forse solo il primo assaggio.

Detto questo sappiate che non esiste una sola forma per monetizzare. Iniziamo dal
mio preferito: il CPM (Costo per mille). Quando mostrate un banner, un logo o altro
nelle pagine del vostro blog, questa forma vi pagherà ad impressioni, vale a dire
a visualizzazioni. Si dà per scontato che il lettore leggendo la notizia butta l’occhio
sul banner e ne immagazzina l’informazione. Ogni volta che accade il marchio o lo
slogan contenuto nel banner si propaga e voi sarete pagati. Il calcolo del CPM prevede
la divisione delle pagine viste, di solito mensilmente, per 1.000 e moltiplicato
il risultato per un parametro. Di solito il parametro varia in base al settore in
cui operate e all’importanza del vostro blog. Io applico sempre la media del settore:
1,5 €. I blog molto famosi possono arrivare anche a 2 – 2,5 – 3 €, inoltre il parametro
varia anche molto dalla posizione del banner nella pagina: più è in alto e più vale.
Facciamo un esempio: mettiamo che il vostro blog macina 100.000 pagine al mese. 
Applicando il calcolo sarà: 100.000/1.000*1.5 = 150 €. Quindi un banner in tutte
le pagine viene fatto pagare 150 € al mese se messo in prima posizione. Ci sono 
vari circuiti che pagano in CPM come Liquida e [Virgilio](http://banner.virgilio.it/).
Il primo lo suo e sono abbastanza seri e precisi con i pagamenti. Il secondo non
è ancora in funzione.

Il secondo sistema è il PPC (Pay per click), vale a dire che vi pagheranno solo 
il click ricevuto sul banner. In questo caso avete due svantaggi: 1) anche se il
banner è stato visualizzato e il contenuto è stato letto sarete pagati solo se l’utente
clicca su di esso; 2) se l’utente clicca significa che sta per uscire dal vostro
blog e andare altrove. I click non hanno sempre un valore fisso, possono essere 
di pochi centesimi fino a qualche euro. Ovviamente più click ricevete e più soldi
guadagnate, quindi le pubblicità PPC devono avere una visibilità tale da spingere
l’utete a cliccarci. Possono avere due forme: testuali o visuali. Le prime sono 
insiemi di link e le seconde sono dei banner veri e propri. Il circuito più utilizzato
per il PPC è [AdSense](http://www.google.com/adsense/) di Google. Google non paga
una quota fissa per click. Il suo sistema è formato da micro aste che di volta in
volta calcolano il valore di ciascun link. In ogni pagina potrete mettere al massimo
3 banner di AdSense. Il PPC, in ogni modo, è usato da tantissimi circuiti.

Ora passiamo alle affiliazioni. In questo caso non vi pagheranno la visualizzazione
o il click sul banner, ma una percentuale sulla vendita. Ogni volta che un prodotto
sarà venduto partendo dal vostro sito, l’agenzia vi accredita sull’account una frazione
del fatturato. Ci sono programmi che permettono di guadagnare il 2/3% e altri che
arrivano anche al 15/20%. Il circuito più attivo in questo campo è TradeDoubler.
Per esempio il loro programma di affiliazione di iTunes vi permette di incassare
il 4% sulle vendite, ma hanno tantissimi clienti per coprire qualsiasi settore con
forme di monetizzazione anche miste. Negli ultimi giorni anche [Amazon](http://programma-affiliazione.amazon.it)
in Italia permette di affiliarvi concedendo il 10% delle vendute per tutto il 2011.
Nel 2012 calerà al 5% con delle maggiorazioni se superate molte vendite.

Le forme pubblicitarie DEM, invece, non le utilizzo. E’ il classico spam via email
con offerte, banner e altre cose. Di spam ne è già pieno il mondo, ma se voi avete
una newsletter con migliaia di iscritti allora potreste usarla per mandare delle
email con la pubblicità. Di solito il prezzo viene stabilito moltiplicando il numero
di invii per il totale degli iscritti in un calcolo simile a quello per il CPM. 
Una forma più pulita e carina è la vendita di spazi pubblicitari destinati ai video.
Se avete un pubblico che ama vedere video potreste monetizzare senza dare troppo
fastidio. Questa forma pubblicitaria paga per ciascuna riproduzione. Di solito il
prezzo varia dai 2 ai 5 centesimi di euro. I circuiti più attivi in questo campo
sono GoViral, BuzzParadise e eBuzzing.

eBuzzing è molto attivo anche nella gestione di articoli sponsorizzati. Sono campagne
in cui viene chiesto di scrivere un articolo su una determinata iniziativa rispettando
dei parametri. Questi parametri possono riguardare la lunghezza dell’articolo, le
parole chiave da scrivere e altro. Nello scrivere un articolo sponsorizzato non 
dovrete mai commettere due errori: sforzarvi per propinare ai lettori argomenti 
molto distanti dal tema base del blog e sentirvi in dovere di scrivere cose positive.
Raccontate la notizia restando neutri, senza forzature. Al 99% l’azienda non vi 
chiederà di parlare positivamente, anche se si aspetta che lo facciate di vostra
volontà. Se parlate bene di una cosa senza provarla rischiate di dire cose inesatte
e perdere credibilità. Di solito questi articoli riportano in fondo al testo la 
frase “articolo sponsorizzato”, oppure lo riportano nel titolo dell’articolo. Il
prezzo per ogni articolo può variare. Di solito si parte dai 30 € a salire.

Per finire parliamo dei link a pagamento. Questa forma di monetizzazione ebbe molto
risalto lo scorso anno perchè ritenuta da moltissimi poco etica. Le società che 
acquistano link non sono interessate al click, ma a scalare le classifiche di Google.
Nel motore di ricerca, infatti, un sito arriva ai primi risultati quanto più volte
è citato da altri siti. Il sistema del Page Rank prevede la premiazione dei siti
più linkati perchè ritenuti più interessanti dal sistema. Fu utilizzato molto dai
siti di casinò e giochi d’azzardo. Siti che pagavano anche 20/30 € al mese per avere
il link in ogni blog. Google, però, si accorse del sistema e punì i blogger abbassando
loro il Page Rank. Questo non vuol dire che la vendita di link sia sempre sbagliata.
Esistono anche link puliti che hanno fatto la fortuna dei SEO più famosi. Il SEO
è quella figura professionale che si occupa di portare un sito più in alto possibile
nei motori di ricerca. Tra le società più serie che acquistano link c’è LinkLift.

Tutti i guadagni ovviamente dovranno essere dichiarati dal punto di vista fiscale.
Se guadagnate meno di 5.000 € annui non ci sono tasse da pagare, basta dichiarare
le note di accredito emesse in fase di dichiarazione nella sezione dei redditi occasionali.
Se li superate allora vi servirà la partita IVA. Se non superate i 30.000 € annui
vi basterà il regime dei contribuenti minimi che prevede una dichiarazione annuale
e il pagamento di un forfait del 20% di IRPEF, la gestione delle ritenute d’acconto
e la cassa di gestione separata INPS. Se superate i 30.000 € annui, invece, dovrete
diventare o una società oppure continuare con il regime dei professionisti con la
tenuta di scritture contabili e tutte le dichiarazioni mensili del caso. Quando 
superate i 5.000 € annui, per non cadere in errori, sappiate che è arrivato il momento
di consultare un commercialista per farvi consigliare sul regime fiscale più adatto.

Il nostro ciclo di consigli al momento si ferma qui. Avete imparato ormai tutto 
per aprire, gestire e guadagnare con il vostro blog. Spero che vi sia stato utile
leggere questi testi e che possiate avere molto successo con il vostro blog.

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