# Le mie impressioni sul Keynote del WWDC 2013

- Link: https://www.melamorsicata.it/2013/06/17/le-mie-impressioni-sul-keynote-del-wwdc-2013/
- Published: 2013-06-17T10:00:55+02:00
- Author: Kiro

[⌊Keynote WWDC 2013⌉⌊Keynote WWDC 2013⌉[

Si dice che i prodotti di Apple visti fino a sei mesi fa possedessero ancora la 
firma di Steve Jobs. L’ex CEO dell’azienda, infatti, aveva lavorato ai progetti 
che hanno portato ai prodotti di questi anni. Ma adesso le cose sono cambiate: è
ora di iniziare un nuovo corso.

E cosa c’è di meglio se non iniziare un nuovo corso mostrando una grafica completamente
nuova? E ciò che è accaduto sul palco della [Keynote](https://www.melamorsicata.it/mela/2013/06/12/il-keynote-del-wwdc-2013-in-10-minuti/)
del WWDC 2013 dove un raggiante Tim Cook ha mostrato le basi per un nuovo corso.
Un corso che attiverà una serie di novità per i prossimi mesi e tante altre per 
i prossimi anni.

L’azienda ha girato pagina e questo cambiamento era visibile sui volti delle persone
che sono salite sul palco dell’evento. Non più uomini gessati e seri, ma entusiasti
fruitori di nuovi prodotti e servizi in grado di dare nuova linfa in motivazione
ad un team che tanto ha fatto sognare in passato.

Via Scott Forstall, ex vicepresidente del settore iOS, e pieno campo per la nuova
star dell’azienda: Craig Federighi. Il manager italo-americano di Apple è apparso
molto a suo agio, soprattutto perché da qualche mese è il capo assoluto di iOS e
OS X. Questo potere gli permette di seguire molto più da vicino i progetti dei due
sistemi operativi infondendogli molta più sicurezza e motivazione.

Elementi che si leggevano sul volto di Federighi e che hanno entusiasmato il pubblico
dell’evento. Sembrava quasi di leggere nella storia l’entusiasmo di Steve Jobs: 
un uomo che amava giocare con i suoi prodotti. La speranza è che nei prossimi eventi
quest’entusiasmo e questa sicurezza crescano sempre di più al fine di rivivere le
emozioni di un tempo ormai andato.

Un passo avanti che non significa necessariamente la fine di un’era d’oro, poiché
potrebbe tramutarsi semplicemente in un passaggio in una nuova era che, seppur non
circondata da un alone di riverenza e carisma, potrebbe produrre tantissime emozioni
e soddisfazioni.

Resta da considerare che in tutta la presentazione Jonathan Ive è apparso soltanto
in video. Ci eravamo immaginati un ruolo centrale da leader all’interno di tutta
l’organizzazione, ma al momento abbiamo visto soltanto una guida in secondo piano
che, probabilmente, desidera svolgere il suo compito evitando di diventare il simbolo
dell’azienda.

In futuro, quindi, potremmo vedere più Federighi e meno Ive. Una sorta di braccio
armato e una mente geniale in un panorama in cui c’è bisogno di un’azienda sempre
più combattiva e meno liturgica. Un futuro la cui trama è in continua evoluzione
e di cui sono molto curioso di leggerne la storia.

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