# il mio approccio al Markdown

- Link: https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/
- Published: 2013-09-03T09:00:45+02:00
- Author: Kiro

![markdown](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2013/08/1377783721.jpg"
markdown")

Il 25 marzo del 2004 il giornalista e blogger **John Gruber** si accorse di una 
cosa: scrivere in HTML, quindi per il web, era faticoso. Conoscere la struttura 
del codice non é molto semplice, anche se ci sono tanti editor che permettono di
facilitare le cose. Editor che però c'entrano poco con l'esperienza di scrittura.
Per tornare alle origini, quindi, inventò il **markdown**.

Questo linguaggio non é altro che un'associazione di caratteri per attivare delle
formattazioni e delle scorciatoie. Un linguaggio testuale che può essere tradotto
automaticamente in HTML oppure in PDF, Word e altri formati. Il markdown, così, 
ha subito preso piede ed é diventato un linguaggio comune tra i giornalisti e blogger.
Scrivere solo testo permette di focalizzarsi nella scrittura e lasciar perdere tutto
il resto.

In questo articolo non vi parlerò della formattazione da utilizzare. In rete esistono
tante guide valide^([1](https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/#fn1))
e troverete anche dei libri in merito. Per esempio ho trovato interessante il libro
Markdown^([2](https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/#fn2))
che mi ha aiutato a comprendere velocemente come applicare la formattazione e le
applicazioni principali per Mac e iOS che lo supportano, per non parlare della [recensione](http://www.macstories.net/)
di [Editorial](https://www.melamorsicata.it/mela/2013/08/29/editorial-leditor-testi-ipad-gli-steroidi/),
app per iPad che tra l'altro sto usando in questo momento, che mi ha spinto ad avvicinarmi
al markdown.

I motivi che mi hanno spinto verso questo linguaggio sono essenzialmente tre:

 * Il markdown è leggero.
 * Resta nel tempo.^([3](https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/#fn3))
 * È multi piattaforma.

La cosa interessante è che posso iniziare un documento dal Mac, sincronizzarlo con
Dropbox e iCloud e continuare a lavorarci dall'iPhone o dall'iPad, per poi riportarlo
nel computer, decidere di passarlo in un altro software e, al termine di tutti questi
passaggi, possono convertire il tutto in HTML e portare il codice in WordPress.

Con un linguaggio diverso, per esempio un documento in Word, rischierei di perdere
la formattazione o, peggio ancora, vedere una completa incompatibilità con il passaggio
da un'applicazione all'altra. Impararlo non è difficile. In un paio di giorni sono
riuscito a scrivere in markdown senza problemi. In rete ho trovato anche delle risorse
interessanti per Mac, come le scorciatoie per [TextExpander](http://rocketink.net/2013/01/markdown-maestro-guide.html)
e [Keboard Maestro](http://rocketink.net/2013/01/markdown-maestro-guide.html) realizzate
da Brett Terpstra, così come un plug-in per [WordPress](http://brettterpstra.com/projects/markdown-quicktags/)
che integra una barra di scrittura ottimizzata per markdown.

Per quanto riguarda i software da utilizzare, invece, se non volete spendere un 
centesimo usate **TextEdit** di OS X che supporta il linguaggio ed è già presente
nel sistema operativo. Nell'iPhone, invece, uso [Byword](https://itunes.apple.com/it/app/byword/id482063361?mt=8&partnerId=2003&siteID=1325731)
^([4](https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/#fn4))
che funziona anche su iPad. Nell'iPad, invece, uso Editorial che permette di ottimizzare
una serie di procedure nell'editing del testo. Se volete spende qualche euro anche
per Mac esiste la versione di **Byword** per OS X oppure, tra le più gettonate, 
c'è [nvALT](http://brettterpstra.com/projects/nvalt/)^([5](https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/#fn5))
che è gratuito.

Nel tempo il markdown si è evoluto arrivando al **multi markdown**, progettato da
Fletcher Penney^([6](https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/#fn6))
che ha introdotto una serie di nuove formattazioni. Un'evoluzione che permette di
aggiungere i credits in un testo, le note a piè di pagina, la costruzione di schemi
e così via.

In sostanza questo linguaggio è fluido, semplice da imparare e utile per lavorare
tra più software senza temere di perdere informazioni lungo la strada o, peggio,
con il passaggio da una versione all'altra dello stesso software. Impararlo sarebbe
un buon passatempo per tutti coloro lavorano con il testo e di sicuro gli sviluppi
futuri lasciando intendere che la sua diffusione comprenderà tanti software.

---

 1.  Basti vedere l'articolo dello stesso Gruber oppure la sintassi raccolta da [Wikipedia](http://en.wikipedia.org/wiki/Markdown).
    [↩](https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/#fnref1)
 2.  Questo libro è disponibile per iPad in quanto scritto con iBooks Author. Contiene
    video ed esempi. Consta in 135 pagine e costa 7,49€. Gli autori sono David Sparks
    e Eddi Smith.  [↩](https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/#fnref2)
 3.  A differenza di altri software, come per esempio Word, non si corre il pericolo
    di non leggere i documenti con il passaggio da una versione all'altra dei software.
    [↩](https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/#fnref3)
 4.  Byword costa 4,49 € e pesa 5,5 MB [↩](https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/#fnref4)
 5.  Dello stesso Brett Terpstra e altri sviluppatori appassionati di markdown.  [↩](https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/#fnref5)
 6.  Un progetto nato per avere uno strumento valido per scrivere ricerche universitarie.
    [↩](https://www.melamorsicata.it/2013/09/03/il-mio-approccio-al-markdown/#fnref6)

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