# Il cofondatore di AuthenTec mostra il prototipo che ha convinto Apple

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- Published: 2013-10-17T10:00:20+02:00
- Author: Kiro

[⌊prototipo AuthenTec⌉⌊prototipo AuthenTec⌉[

A volte si incontrato persone superficiali che tendono ad indicare il **Touch ID**,
il sensore biometrico di Apple, come qualcosa di già visto e presente in commercio.
Ovviamente è sbagliato. Sarebbe come dire che uno Shuttle è già visto perché hanno
visto un aliante la domenica prima.

Anche se le tecnologie sembrano fisicamente simili, in realtà funzionano in modo
diverso. Come abbiamo visto durante l’[approfondimento](https://www.melamorsicata.it/mela/2013/09/10/iphone-5s-passo-verso-il-futuro-il-sensore-touch-id/)
sul Touch ID, questo sensore è capacitivo e non ottico. Questo significa che il 
lettore riesce a comprendere la forma del polpastrello e non si limita a confrontare
due foto.

Per comprendere l’enorme investimento effettuato da Apple basta vedere il prototipo
che [AuthenTec](https://www.melamorsicata.it/mela/2012/07/27/apple-ha-comprato-authentec-per-365-milioni-di-dollari/),
la società acquistata per 365 milioni di dollari, mostrò all’azienda. Il **FingerLoc**,
come veniva chiamato, era una grossa scatola collegata a un pad con un grosso sensore.

Il prototipo è stato mostrato da **Scott Moody**, co-fondatore di AuthenTec, agli
studenti di ingegneria industriale della North Carolina State University. L’obiettivo
era spiegare il grande lavoro fatto dagli ingegneri della società.

A differenza di altri sensori in commercio, infatti, quello di AuthenTec riesce 
a comprendere le creste e le valli dell’orma digitale distinguendole senza problemi
quando si pigia il dito sul sensore. Quando si fa pressione e le creste tendono 
ad entrare nelle valli, infatti, si forma una massa unica e gli altri sensori non
riescono a leggere bene l’impronta.

Moody ha spiegato anche il funzionamento dell’**anello** attorno al sensore, poi
aggiunto anche nel Touch ID, che è di tipo capacitivo. Riesce a rilevare la presenza
del dito umano e individua le cellule morte mandando il segnale verso quelle vive.

Questa complessità di elaborazione ha richiesto anni e molti milioni in ricerca.
Il tizio del “_si ma Apple ha copiato i sensori che già c’erano_” forse questo non
lo sa.

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