# Gli USA bocciano la Net Neutrality, e ora?

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- Published: 2014-01-16T09:00:09+01:00
- Author: Kiro

[⌊Net Neutrality⌉⌊Net Neutrality⌉[Il **traffico dati** diventa sempre di più un elemento essenziale per molte aziende. Oltre ai fruitori, che crescono di anno in anno, i provider, vale a dire le aziende che offrono gli abbonamenti, vedono aumentare la banda necessaria alla navigazione, spinte ad investire in infrastrutture in grado di aumentare la velocità e la capacità^([1](https://www.melamorsicata.it/2014/01/16/gli-usa-bocciano-la-net-neutrality-e-ora/#fn1)). In Italia,
per esempio, siamo ad una velocità media di 4,4 Mbps e una crescita, rispetto al
2012, del 34,6% del traffico dati.

In tutto questo la responsabilità dei **provider** per la diffusione della rete 
è molto importante. In un mondo ideale avremmo una sorta di "internet comunista",
nel senso una rete finanziata interamente dallo Stato e offerta ai cittadini come
lo si fa con dei servizi quali strade ed acqua.

Per salvaguardare delle ingerenze politiche sulla rete, in pieno stile liberista,
la gestione delle reti è organizzata da aziende private. Queste non possono agire
senza freni, ma devono osservare delle regole, come quelle riguardanti la **Net 
Neutrality**.

Negli Stati Uniti, per esempio, la FCC (Federal Communications Commission) emana
dei regolamenti. Uno di questi è stato bocciato dal tribunale di Washington lo scorso
14 gennaio. La [sentenza](http://www.scribd.com/doc/199616222/DC-Net-Neutrality-ruling)
n.11.1356, infatti, ha dato ragione all'operatore Verizon contro la Net Neutrality.

Ma cos'è la Net Neutrality? La spiegazione viene da **Sir Tim Berners-Lee**, inventore
di internet:

> Quando ho progettato il Web non ho avuto bisogno di chiedere il permesso a nessuno.
> Le nuove applicazioni arrivavano sul mercato già esistente di Internet senza modificarlo.
> Allora provai a rendere la tecnologia del web una piattaforma al contempo universale
> e neutrale, e ancora oggi moltissime persone lavorano duramente con questo scopo.
> Il web non deve assolutamente discriminare sulla base di hardware particolare,
> software, rete sottostante, lingua, cultura, handicap o tipologia di dati.

In pratica **internet**, siccome è nato libero, non deve essere modificato dai provider
per aumentare o abbassare la velocità in base alle loro preferenze. Per esempio 
offrendo velocità diverse in base al prezzo che si paga o al dispositivo utilizzato.
Non si possono fare differenziazioni neanche sul contenuto. Per esempio limitando
la banda quando si visitano dei siti, come YouTube, e aumentando la velocità quando
si visitano altri siti, come quelli con le offerte commerciali.

In realtà in **Italia** non esiste una legislazione ben precisa. Al momento si va
avanti con il buon senso degli operatori e con gli esempi dall'estero. Ciò porta
a dei casi un po' ambigui: per esempio Vodafone offre degli abbonamenti divisi per
velocità, mentre molti utenti di H3G lamentano una riduzione della velocità quando
si superano alcune soglie giornaliere completamente arbitrarie e segrete.

Negli **Stati Uniti** il tribunale ha bocciato la Net Neutrality perché nel regolamento
della FCC si faceva riferimento agli operatori e non ai provider, visto che all'epoca
non erano società distinte dagli operatori. Questo cavillo ha portato al verdetto
contro la Net Neutrality.

Nulla, fortunatamente, è ancora perduto. La FCC provvederà a colmare la falla e 
a chiedere il ritorno della Net Neutrality. In questo processo legislativo potrebbero
nascere delle iniziative poco carine da parte dei provider e ciò allarma non poche
persone.

 1. Argomento molto spinoso in quanto in Italia siamo un po' messi mal (vedi [PDF](http://cl.ly/2u303Z1w322v)).
    [↩](https://www.melamorsicata.it/2014/01/16/gli-usa-bocciano-la-net-neutrality-e-ora/#ffn1)

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