Nella cultura italiana i ventenni devono solo mettere il casco e non ficcarsi nel mondo della droga, oltre questo non godono di ulteriore considerazione se non a seguito dei buoni voti a scuola. Francisco Tolmasky di voti buoni ne aveva tanti e frequentava computer science presso l'Università della Southern California.
Era così bravo a smanettare molto bene con WebKit, tanto da attrarre l'interesse di Steve Jobs che lo assunse subito dopo la laurea. Un'assunzione che aveva un obiettivo ben preciso: creare il browser per l'iPhone. Era il 2006 e bisognava creare una versione di Safari da utilizzare con il multitouch e le dita. Un'interazione completamente nuova.
Così Tolmasky, in un'intervista al New York Times, racconta la sua esperienza e spiega che nella costruzione del primo iOS, che all'epoca non si chiamava neanche così, ogni persona lavorava ad un componente. Per esempio per la creazione della tastiera virtuale Steve Jobs organizzò un hackathon, cioè una maratona di programmazione, che durò una settimana. Il vincitore fu un ingegnere del team di Tolmasky che poté dedicarsi allo sviluppo della tastiera.
Altro esempio sono le mappe di Google. Steve Jobs decise di integrarle solo poche settimane prima del lancio dell'iPhone nel gennaio del 2007. Fu Chris Blumenberg a costruire un'applicazione funzionante in pochi giorni, da mostrare al Keynote.
Tolmasky decise di abbandonare Apple pochi anni dopo, quando il team di iOS divenne troppo grande. Fondò la società 280 North che fu poi acquistata da Motorola per 20 milioni di dollari. Oggi si occupa di costruire giochi per iOS. Il suo primo gioco è Bonsai Slice che prevede di tagliare degli oggetti con una spada usando il giroscopio del dispositivo.
