# Gli operatori telefonici, la poca trasparenza e i partner furbetti

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- Published: 2016-02-08T10:00:00+01:00
- Author: Kiro

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Cosa sono per voi gli **operatori telefonici**? Il loro business model mi ha sempre
affascinato: costruiscono un’infrastruttura dopo aver ottenuto i permessi per le
frequenze, per poi passare il resto dei decenni ad ammortizzarne i costi vendendo
servizi praticamente uguali per tutti.

Il business degli operatori regge attualmente sulla vendita di **traffico voce, 
messaggi e dati**. I più svegli stanno anche sviluppando dei servizi con l’obiettivo
di acquisire iscritti o spingere i clienti a consumare più in fretta il traffico
dati, per poi vendere pacchetti più ampi.

Il mestiere dell’operatore telefonico è difficile purtroppo. Perché il bene in vendita
è praticamente identico per tutti. Non esistono telefonate più belle delle altre,
oppure traffico dati più intelligente. Si può soltanto investire sulle reti per 
offrire **copertura e velocità**. Il grosso del lavoro sta nel farsi preferire alla
concorrenza.

Per raggiungere questo scopo si applicano tre strategie:

 1. Si cerca di utilizzare il testimonial più convincente.
 2. Si tenta creare offerte commerciali competitive.
 3. Si lavora costantemente per migliorare la propria immagine.

Per quest’ultimo punto si investono **decine di milioni di euro** ogni anno. Si 
creano eventi, si cerca di passare per smart, innovativi, attenti all’ecologia, 
interessati al cliente. Si sfruttano i social network per narrare i propri sforzi
nel fare questo e quello per lo sport, la natura, il cinema, la scuola, le startup
e tante altre cose. Tutte cose interessanti che richiedono tempo e denaro, ma che
sottraggono risorse a due aspetti che gli operatori ritengono di poco conto:

 * **La trasparenza**.
 * **L’esperienza utente**.

Ci sono degli operatori di cui, ad oggi, non comprendo come funzionino le tariffe.
Di **TIM**, per esempio, ad oggi non ho compreso come funzioni l’abbonamento dell’iPhone.
Postille, rimandi ad altre pagine, note nascoste dietro pulsanti minuscoli e altre
cose del genere rendono la lettura di un’offerta simile al cammino su un campo minato.
Spesso non si comprende se rischiare oppure evitare possibili complicanze.

Ci sarebbero da raccontare tante cose strane per ogni operatore nazionale. Sono 
certo che ognuno di voi ha delle testimonianze in merito. Ne faccio alcuni esempi
di episodi che ho vissuto personalmente negli ultimi giorni.

Ho un **abbonamento di H3G** da oltre un anno e voglio passare ad una tariffa più
conveniente disponibile presso lo stesso operatore. Per attivarla non posso passare
semplicemente ad altra tariffa, come si aspetterebbe qualsiasi utente, ma devo per
forza uscire dall’operatore e rientrare. La famosa triangolazione che adesso sarebbe
scongiurata dagli operatori richiedendo di rimanere, almeno per un mese, presso 
l’operatore che funge da uscita.

Così mi sono guardato intorno e avevo deciso di **passare a TIM**. Dopo aver effettuato
la richiesta on line della nuova SIM, chiedendo di pagarla al corriere, ho notato
che la loro procedura richiede la consegna delle copie dei documenti di identità
al corriere. Una violazione della privacy che l’operatore, dopo mie richieste di
spiegazioni, ha semplicemente rimbalzato dichiarando che “_tanto non è mai successo
nulla di male_”.

Se ne leggono tante in giro, di truffe effettuate in tutta Italia. Abbonamenti stipulati
a nome di altre persone, finanziamenti creati con firme false e altre cose. Nessuno
può garantire al cliente che il documento consegnato ad uno sconosciuto non sia 
smistato verso altre persone.

Così ho chiesto a TIM se potevo consegnarli in busta chiusa. Richiesta negata perché
il corriere deve spedire i documenti **via fax** all’operatore. Il fax. Siamo nel
2016.

Scoraggiato da questa procedura per me completamente sbagliata e da rivedere, visto
che basterebbe caricare i documenti nel proprio account ed usarli per ogni operazione,
anziché doverli fornire ogni volta, mi sono rivolto a **Wind**.

Qui la procedura è andata in modo diverso. Dopo aver effettuato la richiesta on 
line, mi è stato dato un codice da consegnare al primo centro Wind disponibile, 
per pagare la SIM, come si legge dalla loro pagina di All Digital, 10 € con 1 € 
di traffico incluso.

Così armato di codice mi sono recato in un centro Wind. Dopo la classica fotocopia
dei documenti, la commessa mi ha chiesto 25 €, anziché i 10 € ufficiali. Perché,
dice lei, la SIM avrà 15 € di ricarica. In pratica come una sorta di pizzo sono 
stato obbligato a pagare una ricarica da 15 € per il disturbo, oltre al fatto che
ho anche dovuto sudare per farmi dare una ricevuta, ma questo è un altro discorso.

La morale della favola è si investono decine di milioni di euro per crearsi un’immagine,
quanto basterebbe **trasparenza e un’esperienza utente migliore** per fidelizzare
il cliente. Avrei preferito ricevere una telefonata da H3G con un’offerta migliore
allo scadere del mio contratto. Avrei preferito caricare i documenti in un account
on line con TIM e ricevere la SIM a casa senza attentare alla mia privacy, avrei
preferito che il centro dell’operatore fosse stato più onesto.

Tutte queste cose hanno scalfito ciò che le campagne pubblicitarie hanno tentato
di costruire in anni. Basterebbe molto poco per farsi preferire. Anziché costruire
una maschera, sarebbe meglio avere una mano sincera.

Se avete testimonianze di cose strane avvenute con gli operatori raccontatele pure
nei commenti. Sarà interessante raccoglierne un po’.

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