Recensione di iHere, il portachiavi che ti ricorda dove hai parcheggiato e molto altro

Confezione

Negli anni abbiamo visto la nascita di diversi dispositivi in grado di ritrovare gli oggetti. Lo stesso Apple Watch di Apple consente di ritrovare l’iPhone, basta attivare l’avviso sonoro nell’area di azione del bluetooth o del WiFi.

Tra i prodotti che ho testato di recente c’è iHere di Nonda, società che avevamo già incontrato in passato con il caricabatterie da auto Zus Smart Car Charger.

L’iHere si presenta in una scatola di cartone rigida che ricorda quella dell’iPhone. All’interno troviamo il sensore, un libretto di istruzioni in inglese e un cavo di ricarica microUSB. La cura della confezione lo rende ideale anche come regalo.

Il dispositivo ha una forma triangolare con angoli arrotondati. Misura 10 x 10 x 3 cm e pesa 100 grammi. Di colore bianco e dalla cornice in colore alluminio, ricorda come design gli iPhone 4/4s, tant’è vero che il pulsante al centro riprende il vecchio tasto Home. Sulla sua superficie troviamo anche un LED e un foro per lo speaker e il microfono.

Quest’ultimo non è molto forte. Un difetto tipico di questo tipo di dispositivi dalle dimensioni ridotte.

L’uso del dispositivo prevede quattro tipi di utilizzo. Uso che si può gestire installando l’app gratuita iHere dall’App Store.

  • Auto: grazie al bluetooth, il sensore permette di registrare automaticamente dove si parcheggia l’auto. Il raggio di azione è di 23 metri con il bluetooth. In pratica, una volta associato il dispositivo al telefono, questi registrerà la posizione dell’auto e ci consentirà di ritrovarla su una mappa.
  • Selfie: il pulsante centrale può essere usato per scattare foto a distanza come un telecomando, ma solo se si usa la funzione fotocamera integrata in iHere. Purtroppo non funziona con l’app nativa di iOS.
  • Registratore: si può usare l’app per registrare delle note vocali da riversare in via diretta, con il bluetooth, nell’iPhone. In pratica si imposta l’app in modalità registrazione e premendo il pulsante centrale di iHere, si attiva e si disattiva la modalità di registrazione. L’audio, però, non sarà molto elevato e di qualità.
  • Ritrovare le chiavi: attaccando il sensore alle chiavi, usandolo come portachiavi, lo si può fare suonare a distanza. Utile per ritrovare le chiavi oppure altri oggetti a cui si collega il dispositivo. Volendo lo si può usare in modo inverso, facendo suonare l’iPhone premendo il pulsante sul dispositivo.

All’interno di iHere abbiamo una batteria ricaricabile da 60 mAh che consentono circa 12 giorni di utilizzo. L’autonomia varia in base all’intensità d’uso delle funzioni durante la giornata.

L’uso esclusivo con l’app ufficiale lo rendono un po’ ingessato, per esempio per l’uso come telecomando per scattare foto o registrare appunti vocali. Lo speaker e il microfono, date le dimensioni, non sono di qualità. L’uso principale del sensore è di sicuro la localizzazione dell’auto nel parcheggio e il ritrovamento delle chiavi mediante l’avviso acustico.

Prima di usare una delle quattro funzioni, però, bisogna renderla di default attraverso l’app per iPhone. Questo perché sul dispositivo non ci sono pulsanti di switch o display in grado di renderlo completamente autonomo.

Il prezzo è sicuramente interessante visto che modelli simili, con meno funzioni e con batterie usa e getta, costano anche di più. iHere si può comprare su Amazon dove è venduto per 29,90 €.

Cosa ne pensi?