# Tim Cook vuole il GDPR negli USA ma in Europa Apple deve ancora imparare

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- Published: 2019-01-20T10:00:17+01:00
- Author: Kiro

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1")

Il **GDPR**, il nuovo regolamento sulla privacy in Europa, ingessa un bel po’ alcune
pratiche online (per esempio con banner e autorizzazioni da approvare per ogni sito),
ma parte del regolamento offre delle garanzie che prima non esistevano. Per esempio
gli utenti possono chiudere di eliminare tutti i dati presso un gestore.

A Tim Cook piace questo tipo di approccio nella protezione dei dati, tanto da spingere
al dialogo per ottenere un regolamento simile anche negli Stati Uniti. **Apple è
sempre attenta alla privacy degli utenti**, tanto da farne un cavallo di battaglia
sul lato sociale. Peccato che nell’atto pratico c’è ancora molto da fare.

Le grosse aziende hanno accolto i cambiamenti solo in parte. Noyb, per esempio, 
ha analizzato gli strumenti integrati nelle varie piattaforme. Questa onlus che 
si batte a favore della privacy ha valutato se alcuni servizi di streaming siano
veramente **conformi al GDPR**.

Si evince che **Apple Music** non è completamente conforme. La piattaforma di streaming
musicale raccoglie dati grezzi, li analizza e gestisce le informazioni in background.
Questo accade per analizzare le preferenze dell’utente e suggerirgli la musica che
gli piace di più. In caso di condanna per raccolta dei dati, non accessibili all’utente,
si potrebbe arrivare a una multa da 8,02 miliardi di euro.

**Peggio fa solo DAZN** che raccoglie i dati e chiude tutto all’esterno. Dato il
giro d’affari l’azienda di streaming calcistico rischia solo 20 milioni di €. La
più virtuosa è _Flimmit_ che fornisce l’accesso ai dati.

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