Recensione del PopSockets: il grip ad imbuto per smartphone

Angolazione

La storia di PopSockets è interessante. L’idea è partita dalla moda delle spille: oggetti grafici da appendere ad indumenti e borse. L’idea è stata trasformata in un accessorio per smartphone, per aumentare la sicurezza del dispositivo tra le mani.

Visto che i telefoni diventano sempre più grandi e sottili, è molto più semplice farseli scivolare per le mani. Questo potrebbe portare a cadute e danni per diverse centinaia di euro. Da qui l’idea di un accessorio che aiuti a mantenere il dispositivo saldo tra le mani, mostrando verso l’esterno una grafica come accade con le spille.

PopSockets fu fondata nel 2010 e ad oggi sono state vendute 100 milioni di unità, per un business milionario. Così preso da curiosità ne ho comprata un’unità per provarla. Premetto che la mia esperienza non è stata delle migliori.

La confezione è abbastanza semplice: un inserito in carta nel quale è incastrato l’accessorio. Questo viene sganciato tirandolo leggermente verso il basso. L’inserto in carta è in realtà un breve libretto di istruzioni. All’interno abbiamo anche una pellicola circolare da applicare dietro lo smartphone.

Questa è utile se non vogliamo attaccare il PopSockets direttamente sul telefono. Se usate una custodia si può anche fare a meno della pellicola presente nella confezione.

Il PopSockets è una sorta di bottone apribile con un sistema telescopico ad imbuto. Ricorda quei bicchieri richiudibili che tanto andavano di moda negli anni ’90, oppure ad una scolapasta moderno in silicone.

Di forma circolare, ha un adesivo molto resistente sul retro. Questi va applicato sul retro del telefono. La posizione ideale è da trovare ad occhio. Prendete lo smartphone tra le mani, provate ad usarlo con una mano sola e provate a vedere dove cadono le dita sul retro. In questo modo vedrete più o meno l’altezza dove applicare l’accessorio.

L’adesivo, per quanto sia forte, non incolla (fortunatamente) l’accessorio al telefono. Volendo con un po’ di pazienza e forza lo si può staccare e riposizionare. L’ancoraggio al telefono è forte, quindi non c’è pericolo che si scolli e il telefono cada.

Per usarlo basta tirare il bottone verso l’esterno per aprire la struttura telescopica. Questa è in plastica semi rigida. Tra le dita non dà fastidio e la presa è comoda. L’ho provata con un iPhone X, ma devo ammettere che con questo dispositivo non ha proprio senso. Lo schermo è accessibile quasi interamente anche senza accessorio, quindi non ho trovato nessun giovamento ad usare il PopSockets.

Le cose sono migliorate con l’iPhone Xr. Le dimensioni maggiori del telefono rendono l’uso con una sola mano più difficile, quindi in questo caso l’accessorio ha iniziato ad avere qualche senso.

Ma veniamo agli elementi negativi. Il primo tra tutti è lo spessore. Usare il PopSockets porta ad un maggiore spessore nel telefono, il c’è è molto scomodo in tasca. Il secondo elemento negativo è che è difficile aprire con una sola mano. Se bisogna fare un’operazione al volo con il telefono con una sola mano, ci si accorge del tempo necessario per aprire la struttura telescopica. Finirete con l’odiarlo. L’ideale sarebbe aprirlo con due mani e poi usarlo con una mano, ma a questo punto se possiamo usare entrambe le mani, tanto vale usare il telefono con entrambe le mani.

L’altro elemento negativo è l’impossibilità di caricare lo smartphone con la carica ad induzione. Lo spessore del PopSockets è troppo grande per attivare il collegamento della carica ad induzione. Quindi in pratica il telefono potrà essere ricaricato solo via cavo.

Insomma un insieme di elementi negativi che mi hanno portato alla sua dismissione in un paio di giorni. So che il PopSockets sia di moda e spesso appaia nei video di Youtuber famosi (probabilmente pagati per usarlo), ma nella vita reale è un accessorio non tanto utile.

Se non siete d’accordo con me trovate il PopSockets su Amazon per 9,99 €. Esistono anche varie grafiche con prezzi molto diversi.

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