# Le rivelazioni dell’ex capo dell’approvazione delle app nell’App Store potrebbero mettere Apple nei guai

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- Published: 2019-05-29T15:00:00+02:00
- Author: Kiro

![App Store](https://www.melamorsicata.it/wp-content/uploads/2018/05/App_Store.jpg"
Le rivelazioni dell’ex capo dell’approvazione delle app nell’App Store potrebbero
mettere Apple nei guai 1")

Ci sono **movimenti in corso contro Apple e il suo App Store**. Da anni si tenta
di ridurre il potere che la società ha sul suo negozio di applicazioni. Per esempio
ricordiamo qualche anno fa la diatriba contro Amazon che usò il nome App Store per
il suo negozio. Diatriba che Amazon [vinse](https://www.melamorsicata.it/2013/07/10/apple-ci-rinuncia-amazon-puo-usare-il-nome-app-store/).

Ora **si cerca di scardinare il negozio di Apple** perché [si sospetta](https://www.melamorsicata.it/2019/05/14/lapp-store-agisce-in-regime-di-monopolio-ce-chi-vuole-attaccare-il-negozio-di-apple/)
che la società spinga le sue app e tenti di fermare quelle degli sviluppatori. Se
così fosse, si potrebbe paventare la presenza di un regime di monopolio tale da 
non rendere eque le condizioni di mercato.

Le recenti dichiarazioni dell’ex capo del processo di approvazione non aiutano Cupertino.**
Phillip Shoemaker** è stato direttore senior del team di approvazione dell’App Store
dal 2009 al 2016. Attualmente è CEO di una startup che si chiama Identity.

Durante un’intervista a [Bloomberg](https://www.bloomberg.com/news/articles/2019-05-28/why-did-apple-reject-my-app-ex-head-of-app-store-review-explains)
racconta dell’**organizzazione per l’approvazione delle app**. Durante l’intervista
dichiara che Apple era terrorizzata dall’arrivo di app alternative a quelle proposte
da lei, perché ha sempre temuta che se queste si fossero diffuse avrebbero potuto
scardinare il suo ecosistema.

> Diventi ciò che impedisce a un’app di entrare nel negozio e potenzialmente di 
> far soldi per questo sviluppatore per mettere cibo sul tavolo e mandare i figli
> a scuola. Mi ha spezzato il cuore ogni volta che dovevo fare quelle telefonate.

All’inizio, racconta Shoemaker, ogni app era valutata da un team di 3 persone. Il
processo era molto lento, quindi Apple decise di assegnare una sola persona ad ogni
app da approvare. **Ogni ingegnere doveva testare tra le 30 e le 100 app al giorno**.
Il team inizialmente era piccolo, poi Apple lo ingrandì gradualmente.

La società teneva a far trattare tutti gli sviluppatori in egual modo, anche i giganti
del web. La competizione, sottolinea Shoemaker, è uno degli aspetti a cui la società
tiene molto. Fu questo il motivo per cui Apple non accettò l’app Google Voice nel
2009. Aveva paura che le persone si affezionassero ad un sistema concorrente a quello
offerto dall’iPhone.

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